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Risposte per il messaggio:
Come fare ad apprezzare l'opera e big Luciano

 

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  • Autore: marco, 11/09/2007

  • Ciao a tutti, in questi giorni ovviamente se ne parla tanto di Pavarotti, come tutte le volte che un personaggio famoso muore . Anche io mi sono incuriosito, nonostante non sia mai stato un appassionato dell'opera, ma non lo sono mai stato perchè non sono mai riuscito a capirla (un po' come quando guarda una partita uno che non segue il calcio). Nonostante tutti gli articoli che ho letto in questi giorni, faccio ancora fatica a riuscire ad apprezzare questo genere di musica pur capendone la grandezza. Eppure sono in tanti che la seguono nel mondo: mi sembra che hanno stimato che il Pavarotti abbia venduto qualcosa come 300 milioni di dischi nella sua carriera. Allora mi chiedevo se qualcuno che ne sa più di me, può provare a spiegare in maniera semplice e comprensibile a tutti (non come scritto sui giornali) in cosa consiste quest'arte, come capire chi è bravo o no e soprattutto in che aspetti era così unico il povero (non dal punto di vista economico, eh?) big Luciano? Questo con la speranza di riuscire ad avvicinarsi a questa interessante forma d'arte. Grazie
  • Autore: Mae, 11/09/2007

  • Salve, Marco: non è proprio così facile spiegarti per mail cos'è la lirica ma certamente se ci sono in tutto il mondo tanti appassionati che dopo 200 anni si commuovono ascoltando Madama Butterfly o la Traviata un motivo c'è di sicuro. Purtroppo la cultura moderna non lascia molto spazio al sentimento mentre la lirica è basata proprio sulla varietà di questi. Quando un compositore scriveva un'opera, necessitava e ricercava affannosamente un libretto che lo ispirasse (libretto cioè testo poetico)ed ecco quindi la messa in scena di grandi "storie" a volte tratte da capolavori letterari o teatrali (anche Shakespeare per esempio)che vengono narrate in musica (Quello che noi chiamiamo Melodramma)Tuttavia, a seconda delle epoche, l'argomento può essere tragico, comico, buffo, semiserio ecc...ma sempre di lirica si tratta.Quindi grandi storie veicolate da grande musica. Certo è che per cantare questo genere musicale all'epoca della sua nascita, non vi erano supporti tecnici (microfoni) quindi per poter superare il volume dell'orchestra, occorreva una tecnica speciale che è quella che consente di sviluppare la voce per renderla udibile sopra il volume orchestrale. Questo studiano i cantanti: sviluppare in modo "artistico" e godibile la propria voce che deve essere messa a disposizione del compositore per dare vita e "voce" ai suoi personaggi. Per capire la bravura di un cantante bisogna avere un buon orecchio allenato e questo lo si ottiene ascoltando i Grandi. Certo è che per un neofita entrare nel mondo della lirica non è semplice, ci vorrebbe un "traghettatore" a spiegare trame e personaggi. Tuttavia fate molta attenzione: la lirica è un vortice che se ti cattura ti fa prigioniero per tutta la vita.Mae
  • Autore: Bruno Bonetti, 13/09/2007

  • Da qualche giorno non abbiamo più uno dei grandi interpreti mondiali della lirica: una perdita che peserà sensibilmente nel nostro mondo di appassionati e melomani. Con Pavarotti avevamo ripreso la liederschip nel settore tenorile che avevamo un pò smarrito dopo la perdita dei Gigli,dei Del Monaco,dei Corelli, e tantissimi altri (mi spiace non poterli elencare tutti solo per ragioni di spazio)e l'avvento prepotente dei tenori spagnoli. Nulla da togliere alla loro professionalità e bravura: è importante che la lirica viva anche sotto questi aspetti per così dire sportivo/campanilistici. Ciò che mi ha profondamente deluso e rattristato è come alcuni settimanali abbiano già sfruttato l'occasione di allegare le interpretazioni di Pavarotti, approfittanto dell'onda emotiva della sua prematura scomparsa, quasi per non arrivare secondi alla grande opportunità che si è presentata loro. A mio parere questi giornali sono arrivati ultimi!
  • Autore: Mae, 13/09/2007

  • Parlando da brave persone, Bruno, Lei ha perfettamente ragione, ma se questo può servire per divulgare o solo incuriosire qualcuno e portarlo a conoscenza che oltre a Laura Pausini, Zucchero o Vasco, c'è qualcuno che ha portato la storia della musica Italiana nel mondo, e a pieno titolo, ben venga. Forse qualcuno si soffermerà ad ascoltare le pagine immortali scritte da geni musicali che non si esauriscono nel giro di un ventennio ma che originano emozioni anche a centinaia di anni di distanza dalla composizione. Noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscere questo genere musicale, siamo tenuti a distanza o guardati con diffidenza, invece sono gli altri che non sanno quel che si perdono! Se ha avuto occasione ieri sera di vedere in tv la fiction sulla Callas e Onassis forse potrà capire quanta ignoranza c'è attorno alla lirica: si figuri che l'attrice che secondo loro avrebbe dovuto impersonare la Divina, parlava con uno spiccato accento campano quando tutti ben sappiamo che se proprio un dialetto aveva fatto suo, era quello veronese!! Che schifo quella produzione. Sarebbe stato meglio che i soldi spesi per quella scempiaggine fossero stati dati in beneficenza! Ma noi, popolo del sentimento, continuiamo imperterriti con la nostra opera di divulgazione perchè anche solo un'anima strappata alla superficialità è un successo che ci allarga il cuore. Grazie per aver scelto di condividere con noi il Suo pensiero. Mae
  • Autore: Robert, 14/09/2007

  • Vedi Marco, penso che non è una questione di “capire” la lirica, è come chiedere: cosa ci trovate di tanto bello in un tramonto mozzafiato? sono sentimenti ed emozioni che ogni persona percepisce in base al proprio stato d'animo e alla propria sensibilità. Di solito il “microbo” che ti fa amare la lirica è scritto nel DNA di ogni persona, chi più chi meno, mi spiego: Personalmente devo il mio approccio al mondo dell'opera grazie ai film di Mario Lanza, quando avevo appena 5 anni, i miei genitori mi portavano al cinema e in quegli anni (inizio anni '50) trionfava sugli schermi questo giovane tenore italoamericano, rimasi folgorato dalla sua voce e dai brani che cantava, poi, a casa mia, il sabato sera, ci riunivamo attorno alla radio a valvole(ricordo che mi divertivo a sintonizzarmi alle stazioni attirato dall'occhio magico verde che si apriva e chiudeva agganciando le stazioni), e mi soffermavo ad ascoltare le opere che venivano trasmesse con la voce di Beniamino Gigli e i grandi dell'epoca. Sarà che ai miei tempi le opere venivano trasmesse spesso dalla radio, sarà che la cultura era vera cultura, fatto sta che le opportunità di ascolto erano a portata di tutti, la radio prima, e la televisione poi, sono potenti mezzi di comunicazione di massa e la gente assorbe quello che sente. Purtroppo oggi, dalle varie stazioni radio e dalle TV, la gente si becca quello che viene trasmesso e, come tutti possono constatare, più che musica vera, trasmettono “rumori”, film violenti, isole famose e grandi fratelli che non portano nulla di buono, anzi stiamo assistendo al degrado completo, con eccessi come quelli della vicina Inghilterra, dove baby gang si fanno la guerra a soli 11 anni, la cultura della violenza anche a colpa dei videogiochi violenti che i giovanissimi, parcheggiati dai genitori davanti agli schermi dei PC o della TV, si cibano giornalmente. Chi semina vento raccoglie tempesta, dice il proverbio, ai miei tempi e prima dell'avvento dei mezzi di comunicazione di massa, la gente per vedere uno spettacolo andava a teatro dove tutto è più umano e reale, oggi nel rumore frenetico della vita moderna, si stanno perdendo i valori veri, forse la risposta alla tua domanda, caro Marco, va ricercata in questi motivi. Concludo invitandoti ad andare a teatro, forse lì, se il Cast è all'altezza, potrai capire di più. Robert
  • Autore: Bruno, 15/09/2007

  • Cara Redazione, grazie per aver realizzato una rubrica sulla lirica che permette ad appassionati e non di poter dialogare su questa meravigliosa arte. Sono reduce dall'Arena di Verona ove ho assistito all'Opera/musicol "Giulietta e Romeo" di Riccardo Cocciante. Francamente, a mente serena, devo dire che sono rimasto deluso e ben difficilmente potrà riscontrare lo stesso successo avuto con "Notre Dame de Paris". Probabilmente quest'ultima era una novità e la trama era più confacente per una rappresentazione sotto forma di musicol: certo che per "Giulietta e Romeo" Pasquale Pannella non ha saputo trarre dialoghi coinvolgenti ne la musica trascinarti e coinvolgerti come l'opera schakesperiana avrebbe meritato. Buone le voci che però sfociavano alla fine dei brani in acuti strappa applausi, i cori con ritmi coinvolgenti, i balletti ma soprattutto la scenografia e la regia. Insomma "Giulietta e Romeo" mi è parsa come quei film che hanno un buon successo alla prima e sull'onda di ciò, proseguono con il secondo, il terzo ecosì via tanto da diventare puramente un fatto di cassetta piuttosto che di valore artistico. Spero di non averVi tediati con questa recensione e Vi ringrazio ancora per l'ospitalità.
  • Autore: Alida, 16/06/2008

  • A mio giudizio, gli aspetti interessanti della lirica sono molteplici. Anzitutto vi è un aspetto storico, ovvero bisogna rendersi conto che quanto si canta e soprattutto quanto si mette in scena è stato scritto, ambientato, pensato in un passato di cui non abbiamo testimonianze dirette. Quindi è un modo di capire un'epoca, di comprendere meglio una diversa maniera di concepire l'arte e la vita stessa oltre che di vedere il presente ed il passato. Per questo io sono contraria alla "modernizzazione" della scenografia: non si tratta di attualizzare aspetti di un passato ormai lontano, quanto invece di cogliere la bellezza di questo passato ampliando le proprie vedute, senza dover stravolgere i valori di un'epoca per renderli più "moderni" (penso soprattutto alla Traviata del Festival di Salisburgo). Un altro aspetto è quello del piacere: è una storia raccontata, interpretata e musicata, come un musical, ed è pertanto fatta per divertire e intrattenere. Qui sorge il problema della vocalità e della musica: non sempre l'orecchio moderno gradisce la voce lirica e la musica classica. Ma è soltanto questione di abitudine: io consiglio di cominciare con storie di trama leggera e appassionante ("Le nozze di figaro" di Mozart, "Il barbiere di siviglia" di Rossini, "Don Giovanni" di Mozart) magari in dvd e non in cd, alternando ad essi qualche brano di musica classica di facile ascolto (il valzer "Bel danubio blu" di Strauss, o il valzer brillante di Chopin; l' ouverture del "Così fan tutte" di Mozart o del "Guglielmo Tell" di Rossini)e poi gradatamente ampliare. Appena abituato l'orecchio, si può cominciare ad informarsi della stagione lirica del proprio teatro; e intanto leggere le trame delle opere più famose. Più si conosce l'opera, più è facile apprezzarla: dopo Mozart e Rossini si approderà facilmente a una Bohème pucciniana, a una Sonnambula belliniana e piano piano a Verdi e a un repertorio di tipo tragico. Poi occorre riconoscere un valore di tipo artistico, ma per questo bisogna avere già l'orecchio un po' fino, così si sarà in grado di capire chi canta bene e chi no, chi sa dirigere e chi invece muove le mani a casaccio. Consiglio vivamente di rifarsi soprattutto a registrazioni vecchie, come "Der Zauberflote" (Il flauto magico) di Lucia Popp, la "Traviata", "La sonnambula",la "Tosca" della Callas, l' "Aida" della Tebaldi, o Tenori come Pavarotti, Carreras, ma soprattutto Corelli, Del Monaco, Gigli e così via. Spero di essere stata esauriente e di non averLa esaurita! :) Una giovanissima appassionata di Lirica.
  • Autore: Alida, 16/06/2008

  • Mi ero quasi scordata: un bel modo di approcciare la lirica è, a mio giudizio, l'iniziativa "Invito all'Opera" (spero non sia pubblicità occulta!), una serie di dvd di Opera Lirica con interpretazioni spesso notevoli (Pavarotti, Joan Sutherland, Daniela Dessì...) in uscita tuttora in edicola al prezzo di 12, 99 euro (cadauno).
 

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