√ LIRICAMENTE.IT >>IL SITO PER GLI APPASSIONATI DI MUSICA LIRICA E OPERA LIRICA Concorso Internazionale di canto lirico di Spoleto Corsi di Alta Formazione Accademia Maggio Musicale Fiorentino
Dati dimenticati?

IL SITO PER GLI APPASSIONATI DI OPERA LIRICA

Chiudi Finestra
Home  Mappa  Contatti  RSS 
Tu sei qui:  Home > Forum musica e opera lirica > Discussioni Forum

Risposte per il messaggio:
» Respirazione per i cantanti lirici

 

Vai a:

 
 
 
  • Autore: Dolores Conchita Marmone, 10/12/2008

  • Ciao Alida voglio rispondere alla tua domanda riguardante la respirazione e il diaframma. Non so se hai già risolto comunque io te lo dico lo stesso con molta umiltà. Le lezioni di canto sono molto valide ma è molto importante metabolizzare quello che ci viene detto riflettendo e provando su se stessi il proprio strumento senza farsi male naturalmente. Fai delle note lunghe inspirando adeguatamente, riempire la ciambella in maniera che venga interessata anche la zona della spalla all'altezza dei reni sai come le branchie dei pesci e poi, come un pallone che si sgonfia tenendo "l'appoggio" di tutto l'addome dallo stomaco fin giù a quella fascia che teniamo premuta quando dobbiamo fare il bisogno, emettere lentamente con la bocca il fiato e poi intonare una nota a piacere andando dal piano al crescendo e piano diminuendo senza sbavature tenendo sempre in fuori finchè non finisci, perchè se lasci la tenuta il diaframma risale e finisce il suono. Ciao Dolores. P.S. Spero di esserti stata utile.
  • Autore: Akenaton, 21/04/2009

  • L'esercizio funziona, ma solo fino a un certo punto sono convinto... infatti, quando io arrivo in fondo alla frase, e magari devo salire di tono, cosa faccio? Devo continuare a tenere basso il diaframma per dare sostegno alla voce, cioè alla nota, e ok. Ma tenere basso il diaframma fino all'ultimo significa veramente tenere bassi (larghi) anche i muscoli che lo circondano? E' questo che non è mai chiaro! Io credo che per tenere basso il diaframma QUANDO RIMANE POCO FIATO o per un acuto, si debba anche accompagnare la sua risalita lenta con l'ausilio delle costole, che si restringono intorno a lui! Perché se io continuo ad allargare le costole fino all'ultimo, la muscolatura non sostiene più il diaframma: o sbaglio?
  • Autore: Yuri, 18/11/2009

  • Ciao, in realta' fai bene a non essere convinto. La risposta della nostra collega cantante Dolores nasce da un buon proposito, ma e' imprecisa e percio' fuorviante, pur se in parte vera! Rimanendo il fatto che non abbiamo nessuna ciambella nel torso umano (a meno che non ti sia appena concesso una tentazione col tuo cappuccino o col caffe') o similitudine nella costituzione a quella di un anfibio, credo di capire che Dolores intenda con quest'espressione la sensazione di distensione/ allargamento/ tensione gradevole che si prova qualora si inspiri con calma nella postura nobile (e cioe' in posizione eretta e con lo sterno relativamente alto), nella zona epigastrica, dell'area laterale (delle costole fluttuanti e dei fianchi tra fine del torace e cresta del bacino) e nella parte posteriore delle costole fluttuanti ai lati della colonna vertebrale. La zona della "spalla" all'altezza dei reni(forse intende la schiena, ndr.) tuttavia NON viene interessata: ti invito a mettere una mano sul rene e una piu' su sulla schiena in corrispondenza delle costole per decidere da te dove avvenga l'espansione. Piu' di ogni altra cosa, riguardo "all'appoggio dallo stomaco in giu' come se si andasse a defecare", sono sicuro che Dolores abbia ricevuto questa descrizione senza verificare che sia l'attuale descrizione di cio' che lei senta - a meno che non cambi completamente posizione e coordinazione muscolare durante lo svolgimento della frase musicale cantata! In realta' e praticamente impossibile rimanere "appoggiati" all'espansione suddetta e nello stesso tempo tenere fuori l'ipogastrio ("dallo stomaco in giu' e' il termine da lei usato): se questa seconda condizione ha luogo e l'addome protrude, le costole collassano immediatamente e la prima sensazione viene a mancare; il diaframma risale e non c'e piu' controllo sull'uscita dell'aria; le corde vocali si irrigidiscono (prova a usare i muscoli che usi nell'andare in bagno o a contrarre l'addome, poi emetti un suono: sbaglio o ti e' venuto fuori sforzato, come un grugnito?). Ora arriviamo a cio' che scrivi tu: sono sicuro che nel chiedere "devo mantenere basso il diaframma" tu sappia che il diaframma e' inattivo durante l'espirazione cantata e che l'unico modo per "tenerlo giu" sia il ritardarne la risalita tenendo relativamente alto lo sterno e fuori le costole durante lo svuotamento dei polmoni (cosa che accade molto lentamente visto che la pressione dell'aria e' minima perche' il diaframma e' "rallentato" e volume e velocita' di espulsione sono contenuti per la chiusura della glottide durante un'espirazione cantata). Cio' che mi sembra ti confonda e' la gestione della tensione dei muscoli espiratori (retto addominale, principalmente) che deve rimanere minima in quanto sono piu' forti di quelli inspiratori. Ovviamente, la coordinazione diventa migliore con la pratica e ci sono esercizi per ottenerla. Buono studio, amico mio!
Cookie | Privacy Policy | Copyright 2006 © | Powered by Andrea Ferretti | 12/11/16 08:55
Liricamente.it utilizza cookie, anche di terze parti. Se vuoi saperne di pi¨ o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie    Leggi tutto Ok