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La Lirica agli Amanti della Lirica!

a cura della redazione, 06/12/2007

In breve:
Vorremmo sottoporre oggi al vostro giudizio, un argomento di estrema attualità. Parliamo un po' di quel che sta accadendo a Milano, e più precisamente, presso il Teatro alla Scala.


Vorremmo sottoporre oggi al vostro giudizio, un argomento di estrema attualità.
Parliamo un po' di quel che sta accadendo a Milano, e più precisamente, presso il Teatro alla Scala.
Saprete tutti delle agitazioni in corso che potrebbero mettere a repentaglio l'apertura di stagione del 7 dicembre p. v.
Si dice che l'Orchestra, tra le altre cose, chieda più attenzione per le masse stabili che per i vari Registi di passaggio.

Maria Callas nei panni di Violetta, prima della dietaPartendo da questo argomento, vorrei chiedervi se, per caso, qualcuno di voi abbia visto in qualche vecchio filmato, o in qualche videocassetta restaurata, le rappresentazioni che risalgono ai tempi d'oro della Lirica.
Personalmente ho visionato molti di questi “reperti” per poter vedere ed ascoltare coloro che hanno fatto la storia della lirica italiana ed ho anche sorriso in maniera bonaria di fronte ai fondali dipinti, o a costumi non proprioÔÇŽ ricercati visti indossare da grandi artisti come Renata Tebaldi, Aldo Protti, Carlo Bergonzi... ho visto costumi di scena indossati da Maria Callas, Gianni Poggi, Rosina Storchio e via dicendo che pure hanno fatto grande il nome del Teatro d'Opera che non mi sono sembrati meraviglie di alta sartoria ma che, senza dubbio, hanno contribuito egregiamente alla riuscita di tanti spettacoli.

Oggi, secondo chi tiene le fila dei grandi teatri, se non si spendono milioni per allestimenti fantasmagorici e regie improbabili, pare che non si possa mettere in scena la Musica; personalmente ho cantato in una Traviata in cui TUTTE le signore indossavano gioielli “vere riproduzioni d'epoca” costati un sacco di soldi di affitto al teatro che ha accettato tali condizioni imposte dal regista; bellissimi, senza dubbio, ma quanti dai palchi o dalla platea avranno notato che si trattava di riproduzioni fedelissime dell'epoca?

Questi sono discorsi che si possono fare nel cinema, ove una telecamera inquadra i dettagli, ma a teatro, ove spesso (c'ero anch'io!) Gilda è una amabile fanciulla sulla cinquantina, o Cavaradossi porta il dolce peso del Lucianone nazionale, è davvero importante che gli abiti siano firmati da un noto stilista o che il mantello di Tosca sia ornato di zibellino fornito da una notissima pellicceria in auge o che i gioielli siano firmati?

Voglio anche raccontarvi di una serie di “Nabucco” allestite con un unico fondale grigio perla da drappeggiare a destra, a sinistra, nel mezzo o da lasciare sciolto a seconda dell'atto che, parlando col direttore del teatro, (mentre elogiavo la morigeratezza e quindi il risparmio) scoprii essere costato una cifra attorno ai 600 milioni di lire!!!!!!

Maria Callas e Lauri Volpi ne I Puritani di Vincenzo BelliniEcco, pare che oggi se non ci sono queste grandi esteriorità, il teatro non possa farsi.
Ed insieme al criterio sparisce anche la qualità; mettiamo donne nude sul palcoscenico perché i giornali ne parlino, poi sentiamo orchestre suonare e cantanti che sembrano muti come pesci che non passano il muro orchestrale, ma hanno costumi firmati, hanno palcoscenici girevoli, registi che cercano affannosamente il libretto scivolato dietro allo schienale della poltrona e che non possono andare avanti nella regia senza di esso, perché non conoscono la trama dell'opera!!!!

Vi pare una buona cosa? Trovate normale che si parli di Aida di Zeffirelli (con grande rispetto per il Maestro) o del Rigoletto di Chazalettes o della Bohème di Ken Russel o Il Barbiere di Siviglia di Verdone?

Dell'ultima Aida alla Scala abbiamo visto solo qualche passo di danza, il si bemolle di Alagna e tutti gli intervenuti alla prima che si pavoneggiavano nei loro abiti firmatissimi!

Questa è la lirica oggi?

Questo è il business, miei cari amanti della musica!

Ridateci i fondali di tela, i bellissimi costumi delle sartorie teatrali e le regie di chi non stravolge opere immortali che ci piacciono così come sono, per la loro musica, per la loro poesia, per le passioni imperiture e vive oggi come nel 1800!
Ridateci Mimì grassottelle ma di spessore, ridateci Radames non scultorei ma capaci di arrivare infondo all'opera, Lucie di Lammermoor con qualche annetto (a 25 anni si ha certo la gioventù ma non sempre l'esperienza NECESSARIA per certi ruoli), ridateci seri professionisti per questa Arte che tutti dicono “destinata a soccombere” e smettiamo di scialacquare denaro pubblico in orpelli e frivolezze.
Forse sarebbe meglio tornare a quando c'erano le Imprese Liriche che rischiavano sulla propria pelle e quindi dovevano badare ai contenuti più che alla forma per poter vivere; chissà quanti raccomandati incapaci in meno, e quante belle voci in più!
La Lirica agli Amanti della Lirica!

P.S.
Dareste una spuntatina ai capelli della Gioconda di Leonardo, perché possa essere più in linea con i tempi moderni???

Cerquetti e Poggi ne La Gioconda di Ponchielli
Compagnia di canto de La Gioconda a Verona
 
 
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