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Intervista doppia per l'Accademia Internazionale Città di Curtatone

Redazione Liricamente, 24/07/2014

In breve:
In un piccolo teatro nella Provincia di Mantova, nella frazione di Buscoldo di Curtatone (MN) è nata la nuova Accademia Internazionale di Perfezionamento in Canto Lirico "Città di Curtatone". Intervista a Daniele Anselmi e Fiorella Burato.


A causa dei tagli alla cultura e della chiusura di numerosi piccoli teatri di provincia che hanno sempre costituito un trampolino di lancio e l'occasione "per farsi una gavetta" sul campo (o meglio sul palcoscenico) per numerosi cantanti del passato, oggi i giovani che intendono approcciare la professione artistica hanno poche opportunità di approfondire e perfezionare la propria arte con esperienze dirette davanti ad un pubblico.

Non mancano i talenti, ma mancano le occasioni. Quando il buio è più profondo, anche una piccola fiammella di luce diventa un bagliore importante.
La fiammella, cioè questa importante opportunità per i giovani cantanti lirici l'abbiamo scoperta in un piccolo teatro nella Provincia di Mantova, nella frazione di Buscoldo di Curtatone (MN): si tratta della nuova Accademia Internazionale di Perfezionamento in Canto Lirico "Città di Curtatone".

Dall'esperienza di molti anni dedicati al melodramma curando per alcuni decenni gli allestimenti operistici presso vari Teatri d'Opera, Daniele Anselmi, con la collaborazione di artisti noti nel campo lirico, ha deciso di istituire un Centro Accademico per la formazione e lo sviluppo della cultura musicale dell'Opera Lirica.

Da Direttore Artistico del Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Buscoldo di Curtatone, Daniele Anselmi ha contribuito a diffondere la cultura dell'opera nel territorio, creando e consolidando una tradizione attraverso una programmazione mirata della stagione musicale, dove giovani interpreti nazionali ed internazionali hanno potuto mettere in evidenza le proprie qualità artistiche, interpretando molte Opere allestite presso questo teatro.

L'Accademia, pur essendo internazionale, valorizza anche gli artisti mantovani, poichè vi insegnano illustri artisti locali che si sono distinti ed hanno trovato ampi apprezzamenti nel panorama musicale mondiale come il soprano Fiorella Burato.

Il valore dell'Accademia è dato non solo dalla struttura organizzativa, ma dalla qualità dei docenti. Per conoscere meglio questa nuova realtà che sta avendo una eco importante sul territorio e tra gli addetti ai lavori, abbiamo fatto un'intervista doppia ai due docenti principali: il Maestro Daniele Anselmi e il soprano Fiorella Burato i quali trasmetteranno la loro esperienza internazionale ai giovani studenti.

1) Gentilmente ci riassume la sua carriera?
Anselmi Daniele - Direttore d'orchestraDANIELE ANSELMI - DIRETTORE D'ORCHESTRA
Ho compiuto gli studi musicali presso i Conservatori di Mantova, Parma e Verona perfezionandoMi in pianoforte, organo, composizione e direzione. Ho frequentato per diversi anni corsi di specializzazione in musica antica per organo, accompagnamento al pianoforte, canto gregoriano, direzione corale e orchestrale.

(Direttore dell'Istituto Diocesano di Musica Sacra di Mantova, ho fondato diverse Cappelle Musicali; mi dedico in modo particolare alla composizione di musica sacra, che è pubblicata dalle Edizioni Paoline di Roma.
Sono fondatore e Direttore Artistico del rinato Teatro Verdi di Buscoldo.

Organizzatore, coordinatore e Direttore Musicale di concerti ed Opere, tra le quali figurano: Bastiano e Bastiana, Nozze di Figaro e Così fan tutte di Mozart; Il Barbiere di Siviglia, Italiana in Algeri e Cenerentola di Rossini; Sonnambula di Bellini; L'elisir d'amore, Don Pasquale e Lucia di Lammermoor di Donizetti; Nabucco, Rigoletto, La Traviata, Trovatore, Ballo in Maschera e Forza del Destino di Giuseppe Verdi; Il Tabarro, Suor Angelica, Tosca di Giacomo Puccini e La Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni .

Fondatore dell'Orchestra del Teatro, collaboro con vari Impresari Teatrali in qualità di consulente artistico e direttore musicale; collaboro inoltre con varie Orchestre nazionali ed estere. Da diversi anni sono membro di commissioni di Concorsi di Canto Lirico.

Tutto il mio operato è rivolto alla divulgazione capillare dell'arte musicale attraverso la didattica e l'esecuzione musicale.
Fiorella Burato - SopranoFIORELLA BURATO - SOPRANO

Inizio la mia carriera operistica nel 1993 debuttando il ruolo di Mimì nella Bohème al 39º Festival Pucciniano di Torre del Lago. Dopodiché a Madrid, nel 1995, avviene il mio debutto a livello internazionale interpretando il personaggio di Violetta Valery nella Traviata di Giuseppe Verdi, a fianco del famoso e straordinario tenore Alfredo Kraus e diretta dal grande maestro Alberto Zedda. Ricordo che al termine della “Prima”, uscita in proscenio per gli applausi, mi commossi così tanto che promisi a me stessa che avrei dedicato la maggior parte della mia carriera a questo ruolo. E così ho fatto.

Da allora ho avuto la gioia e la fortuna di potermi esibire più di 250 volte in Traviata nei maggiori teatri internazionali, diretta da grandissimi e noti direttori d'orchestra.
Oltre a Mimì (che in seguito ho interpretato numerose volte) e a Violetta appunto, ho debuttato anche altri ruoli che mi hanno dato molta soddisfazione: Luisa in Luisa Miller (tante produzioni, compresa una del Covent Garden) Amelia nel Simon Boccanegra di Verdi, Fiordiligi nel Così fan tutte di Mozart (ruolo che ho debuttato nel noto allestimento di Giorgio Strehler e che ho cantato praticamente in tutto il mondo), Aspasia in Mitridate Re di Ponto, Donna Anna e Donna Elvira nel Don Giovanni, Marguerite nel Faust di Gounod, Lucia di Lammermoor, Adina nell'Elisir d'Amore di Donizetti al Massimo di Palermo, e tanti concerti, specialmente di musica sacra (Requiem di Verdi, Requiem e Vesperae Solemnes de Confessore di Mozart, Stabat Mater di Pergolesi, Messa Solennelle di Rossini, ecc.), in rinomati Festivals internazionali.
Da qualche anno ho anche formato un duo con mio fratello Cristiano, noto pianista a livello mondiale, con il quale tengo concerti in Italia e all'estero.
2) Nel teatro Verdi di Buscoldo hanno dato inizio alla loro carriera grandi nomi della lirica che oggi calcano i palcoscenici dei principali teatri al mondo.
Quanto sono importanti le strutture come il suo teatro per i giovani cantanti?
2) Oltre alla professione della cantante lirica, si dedica anche all'insegnamento. In base alla sua esperienza, cosa manca ai giovani che iniziano la professione del cantante lirico?
Tanti sono stati i debutti ( per ricordarne alcuni possiamo citare il baritono Matteo Peirone e il soprano Linda Campanella, il soprano Natalia Roman, il basso Abramo Rasalem, la vincitrice del Concorso Voltolini di 5 anni fa Giulia Lee ecc.) che oggi sentiamo importanti protagonisti sui palcoscenici Internazionali.

Il Teatro Giuseppe Verdi di Buscoldo ha dato loro l'occasione di misurarsi e mettere in atto le loro capacità e potenzialità. Devo dire che il nostro palcoscenico ha portato fortuna.
Ritengo che, purtroppo, ai giovani cantanti manchi spesso una buona formazione. Mi capita frequentemente di ascoltare giovani cantanti che vengono da me per dei consigli e riscontro quasi sempre gli stessi problemi: apertura della bocca sbagliata, rigidità fisica, scorretto uso del diaframma, gestualità inappropriata, poco approfondimento dello spartito e del libretto con conseguenti errori ritmici ed interpretativi. In genere sono tutti ragazzi disposti, chi più chi meno, a fare dei sacrifici per diventare dei “veri” cantanti lirici, ma spesso si rivolgono a maestri sbagliati o a strutture non competenti. E' importantissimo saper scegliere l'insegnante giusto in grado di togliere i difetti e migliorare i pregi e che sappia indirizzare il cantante verso un repertorio adatto.
3) Come nasce l'idea dell'Accademia di Canto lirico? 3) Quale sarà il suo ruolo nell'Accademia?
Nasce dall'esigenza molto sentita da parte dei tanti giovani partecipanti all'annuale appuntamento del Concorso di Canti Lirico “Ismaele Voltolini” e dalle numerosissime richieste di audizioni che in ogni periodo dell'anno ci giungono da diverse parti del mondo. Dialogando con questi giovani cantanti, ho avvertito il grande bisogno da parte loro di trovare un ambiente che, senza troppe pressioni, potesse dare ad ognuno la possibilità di sviluppare una buona, sicura e completa istruzione al canto lirico, tale da consentire il debutto su qualsiasi palcoscenico. L'idea dell'Accademia (e non soltanto o semplicemente brevi Maste-Class) è suggerita dalla convinzione sempre più forte che per acquisire una sicura tecnica di canto, una precisa lettura della partitura e dell'estetica racchiusa in ogni opera lirica, è necessario tempo… tempo…tempo… Come docente di canto aiuterò i cantanti a migliorare sia sul piano tecnico vocale, sia sul piano interpretativo.

Fiorella Burato in Traviata
4) Cosa impareranno i ragazzi e che opportunità avete in serbo per loro? 4) Tornando alla sua esperienza in palcoscenico, ha qualche aneddoto simpatico da raccontarci?
I partecipanti all'Accademia potranno accedere ai corsi dopo un'attenta audizione in cui dovranno dimostrare di conoscere i ruoli delle Opere programmate (quest'anno La Bohème, Suor Angelica e Il Tabarro).

Il programma di studio prevede: Tecnica vocale ed Interpretazione, Arte scenica – Dizione e Recitazione, Prove di regia sul palcoscenico, Lettura dello spartito – Drammaturgia musicale, Studio del libretto – Interpretazione dei ruoli. Alla fine dei corsi potranno debuttare le Opere nella loro completezza sul palcoscenico con scene, costumi e orchestra. I giovani artisti avranno, a questo punto, imparato a cantare, ad esprimersi attraverso una gestualità e una drammaturgia adeguata, espressiva, come solisti e parte integrante dei diversi momenti concertanti che le opere liriche richiedono.

Daniele Anselmi
Ne racconto solo uno perché è un po' lungo.
Nell'estate del 1998 il mio fidanzato di allora, che abitava in Germania ed era anch'egli un cantante, mi raggiunse in Italia per trascorrere un po' di tempo con me. In quel periodo venni chiamata improvvisamente per due sostituzioni (prima per due recite di Luisa Miller a Mainz e poi per tre concerti del Requiem di Verdi a Madrid). Il mio fidanzato non poté fermarsi ad aspettarmi e dovette tornare in Germania per lavoro. Tornò poi in Italia in agosto per trascorrere finalmente una vacanza di una settimana con me, facendomi però promettere che non avrei più accettato delle sostituzioni mentre ero con lui. Gli promisi che avrei accettato solo nel caso mi avessero chiamata la Scala di Milano, il Metropolitan di New York o il Covent Garden di Londra. Naturalmente nessuno di noi due immaginava che ciò potesse accadere… in fin dei conti ero ancora all'inizio della mia carriera!
Partimmo per la vacanza e trascorremmo una prima giornata al mare con la felicità nel cuore.
Verso sera spensi il cellulare perché andammo a dormire molto presto per poterci alzare all'alba.
Lo riaccesi la mattina seguente e vi trovai ben sette messaggi in segreteria… Strano!
Quando ascoltai il primo messaggio pensai ad uno scherzo del mio fidanzato: il Direttore Artistico del Covent Garden di Londra in persona, mi chiedeva se fossi disponibile per cantare Luisa Miller al Festival di Edinburgo. Ascoltai gli altri messaggi. Erano tutti di mio padre: “Fiorella, ti chiamerà il Direttore Artistico del Covent Garden. Ha chiamato a casa e gli ho dato il tuo numero di cellulare. Cosa pensi di fare?” “Fiorella, sono di nuovo papà. Perché hai il cellulare ancora spento? Hai sentito il mio messaggio di poco fa?” Eccetera, eccetera.
A quel punto capii che lo scherzo me lo aveva fatto il destino, non il mio fidanzato. Anzi! lui non prese affatto bene la notizia.
Naturalmente accettai la proposta e partii il giorno stesso… ma posso assicurarvi che non fu una decisione facile.
5) Come si sta preparando il territorio a sostenere questa iniziativa? 5) Quanto è importante l'esperienza “sul campo” ai fini dell'apprendimento? E' per questo motivo che l'accademia è finalizzata alla messa in scena di opere?
Il territorio, l'ormai affezionato pubblico, informato da tempo sull'idea del progetto, dimostrano una particolare interesse e curiosità.

Anche le Istituzioni sono in attesa di vederne la nascita e lo sviluppo: ci auguriamo che anche in tempi così difficili, daranno il loro sensibile contributo a questa nobile iniziativa.

Daniele Anselmi
Sono assolutamente convinta che l'esperienza sul palcoscenico sia fondamentale. I giovani cantanti lirici hanno bisogno di affrontare il pubblico non solo come cantanti, ma anche come attori e musicisti, perché essere cantante lirico significa: cantare, recitare, seguire il direttore d'orchestra e abituarsi ad interagire con gli altri cantanti scenicamente e musicalmente. Ad esempio, com'è possibile trovarsi a proprio agio cantando sdraiati, o seduti, o in ginocchio, o appoggiati al bracciolo di una poltrona con il corpo piegato, o avvinghiati al proprio partner, se si è abituati a cantare sempre e soltanto in piedi, diritti e rivolti verso il pubblico? In scena vi sono mille situazioni, posizioni e movimenti differenti. Sarebbe come dire ad un soldato di esercitarsi solo a sparare ad una sagoma ferma davanti a lui, senza farlo mai esercitare sul campo con sagome mobili e ostacoli vari. Impensabile. Di conseguenza la mia risposta alla seconda domanda è senz'altro: sì! L'Accademia ha come obiettivo principale quello di formare i cantanti a 360 gradi, così da avere degli artisti pronti e completi da presentare ai Teatri d'Opera.
6) Secondo lei, quali sono gli ingredienti indispensabili per ottenere un buon cantante lirico?
Dall'esperienza acquisita in molti anni a diretto contatto con tanti giovani artisti, mi sento di dire che innanzitutto è importante possedere doti naturali da sviluppare con uno studio attento, continuo, accompagnato da tanta passione e ricerca personale della profondità tecnica, stilistica ed emotiva del linguaggio melodrammatico. Per me sono indispensabili: la qualità della voce (bel timbro, o perlomeno un timbro interessante), una tecnica sicura, una buona presenza scenica abbinata ad una gestualità naturale e comunicativa, senso ritmico unito ad una buona sensibilità musicale, tanto studio e dedizione e un grande spirito di sacrificio.
7) Qual era il suo sogno da bambino?
Per tanti anni, quando ero studente al Conservatorio di Musica di Mantova, ogni volta che passavo per piazza Castello nel cuore del Palazzo Ducale sognavo di eseguire arie dal Rigoletto di Verdi. Ciò si è realizzato pochi anni fa dirigendo l'intera Opera proprio nel luogo dove è ambientata la sua trama. Che emozione! Da bambina avevo diversi sogni. Fra questi diventare una violinista o una cantante lirica, oppure una scrittrice di romanzi. Ma il mio desiderio maggiore era insegnare… Mi è sempre piaciuta l'idea di poter essere utile agli altri!
Mi ritengo fortunata, dato che finora la maggior parte dei miei sogni si sono realizzati.
8) Qual è un suo difetto?
Non mi accontento mai. Sono molto esigente.
9) E un suo pregio?
Sono aperto e disponibile verso chiunque voglia condividere il dialogo. Sono di indole buona e posseggo quindi una pazienza infinita nei confronti del prossimo.
 
 
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