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Recensione opera La piccola volpe astuta di Leóš Janáček al Teatro Regio di Torino

William Fratti, 16/02/2016

In breve:
Torino - Recensione dell'opera lirica "La piccola volpe astuta" - PŘÍHODY LIŠKY BYSTROUŠKY di Leóš Janáček in scena al Teatro Regio di Torino il 23 gennaio 2016.


Con la messinscena di Příhody lišky Bystroušky di Leóš Janáček nello spettacolo di Robert Carsen originariamente creato per il palcoscenico di Strasburgo nel 2013, il Teatro Regio di Torino vince un'altra sfida in termini di qualità culturale. La scelta artistica è ambiziosa, poiché l'opera apre il ciclo che porterà all'esecuzione di tutti i lavori teatrali del compositore ceco, autore sopraffino, geniale, illuminato, ma ancora poco rappresentato in Italia.

L'allestimento di Carsen, con le suggestive scene di Gideon Davey - che firma anche gli efficacissimi costumi - e le magnifiche, nonché affascinanti luci dello stesso Carsen e di Peter Van Praet, porta direttamente lo spettatore nel mondo dei sentimenti e la fiaba resta solo una scusante per poter mettere a nudo le emozioni umane. Ed è così che il cuore del pubblico è toccato fino alle lacrime quando la mamma di Bystrouška la cerca nel bosco, ma invano, poiché il guardiacaccia l'ha portata via. Per poi sorridere amaramente quando la volpe arringa astutamente le galline per distrarle e poterle scannare. E di nuovo si commuove al disgelo, all'uccisione di Bystrouška, che avviene quasi in sordina, poiché il geniale Janáček vuole trasmettere chiaramente il concetto del ciclo della vita, che non si interrompe mai.

La direzione musicale di Jan Latham-Koenig è pressoché perfetta nei bellissimi suoni onomatopeici, su cui è particolarmente concentrata, forse un poco a discapito delle prime melodie, ma ciò è presumibilmente il risultato di una ricerca e una lettura personale che in ogni caso colpisce nel segno, poiché diverte e commuove, arrivando immediatamente al cuore. Come sempre eccellente l'Orchestra del Teatro Regio.

Altrettanto superlativa è la prova dei protagonisti, dei quali è difficile fare un distinguo, se non per Lucie Silkenová, che risulta essere particolarmente in parte nei panni della piccola volpe astuta; Svatopluk Sem, un guardiacaccia che primeggia per un fraseggio molto eloquente; Ladislav Mlejnek nel doppio ruolo del parroco e del tasso, che sa esprimere tutta la malinconia della partitura.

Altrettanto bravissimi gli altri numerosi personaggi: la volpe maschio di Michaela Kapustová, Harašta di Jakub Kettner, Lapák di Carlotta Vichi, il gallo di Diana Mian, la moglie del guardiacaccia di Eliška Weissová, il maestro di scuola di Jaroslav Březina, Pásková di Lenka Šmídová, Pásek di Roberto Guenno, Pepík di Martina Pelusi, Frantík di Martina Baroni, Chocholka di Kate Fruchterman, Bystrouška cucciolo di Anita Maiocco e gli altri animali di Flavio Allegretti, Alessandro Ferraris, Giorgio Fidelio.

Preparatissime le voci bianche ad opera di Claudio Fenoglio, maestro del bravo Coro del Teatro Regio.

PŘÍHODY LIŠKY BYSTROUŠKY

 
 
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