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Recensione opera I Masnadieri di Giuseppe Verdi in scena al Teatro di Busseto per il Festival Verdiano

William Fratti, 09/11/2016

In breve:
Busseto (PR) - Recensione dell'opera lirica I Masnadieri di Giuseppe Verdi in scena al Teatro di Busseto per il Festival Verdiano 2016.


L'efficacissimo spettacolo creato da Leo Muscato per il Festival del Bicentenario è riallestito nel piccolo Teatro Verdi di Busseto, ma non perde il suo romanticismo, né la sua ambientazione suggestiva.

Dunque sempre d'effetto sono le scene di Federica Parolini, i costumi di Silvia Aymonino e le luci di Alessandro Verazzi, ma soprattutto ancora valido ed espressivo è il lavoro di regia svolto sui personaggi, dai solisti, al coro e ai mimi.

Il talentuoso Simon Krecic è alla guida dell'Orchestra dell'Opera Italiana e dimostra mano salda e sicura, stile aggraziato, ma soprattutto ottima capacità d'espressione. Lo spartito è letto ed eseguito molto correttamente, coi giusti accenti e colori.

L'orchestra lo segue con buon vigore, anche se in alcuni punti si notano dei piccoli errori commessi dai singoli strumentisti. Eccellente è la prova del Coro del Teatro Regio preparato da Martino Faggiani, sia nel canto, sia nell'interpretazione scenica.

I solisti della produzione sono stati selezionati tra i finalisti del Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto e gli allievi della Scuola dell'Opera del Teatro Comunale di Bologna.

Il giovane debuttante Giovanni Maria Palmia ha tutte le carte in regola per crescere e diventare un bravo tenore, un artista pieno, purché continui la sua preparazione e non venga affrettato da qualche agente privo di scrupoli. Appoggio e intonazione, centri e acuti squillanti, pastosità del timbro sono i suoi segni distintivi. Gli occorrono una maggior uniformità e gusto nel porsi.

Accanto al suo Carlo è l'Amalia di Adriana Iozzia, voce interessantissima e particolarmente corposa in centro. È a tratti un poco disomogenea e in alto il suono è spesso acidulo, ma lavorando sulla morbidezza e sull'uso dei fiati per ciò che riguarda i piani, può certamente ottenere buoni risultati.

Il ruolo di Francesco è interpretato da Leon Kim che appare un cantante già completo a tutti gli effetti. timbro brillante, vocalità squillante, fraseggio espressivo, buona capacità d'accento. In questa parte deve migliorare solo la pronuncia delle doppie.

George Andguladze è solista in carriera, che a Parma e Busseto ha già cantato in diverse occasioni. Il suo Massimiliano dimostra grandi miglioramenti in termini di musicalità e di interpretazione, ma la vocalità resta pur sempre di poco spessore. Probabilmente l'età e la maturità gli daranno naturalmente ciò che gli occorre.

Pietro Toscano è un Moser piuttosto inefficacie. Il suo giudizio dovrebbe sovrastare la disperazione di Francesco, sia vocalmente sia scenicamente, mentre ne resta sempre al di sotto.

Manuel Rodriguez Remiro è un Arminio abbastanza debole, mentre Jangmin Kong è un Rolla adeguato.
Grandi applausi per tutti al termine della serata.

 
 
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