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Recensione opera lirica Lucia di Lammermoor di Donizetti a Ferrara

Maria Cristina Chiaffoni, 29/05/2018

In breve:
Ferrara, 8 maggio 2018 - E' una Lucia che vive in mezzo a cadaveri e macerie quasi post atomiche la Lucia di LAMMERMOOR che e' andata in scena il 6 ed 8 maggio (recita a cui ho assistito) al Teatro Claudio Abbado di Ferrara. In coproduzione con Teatri ed Umanesimo Latino Spa di Treviso ed in collaborazione con Operastudio del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, l'opera e' stata interpretata in gran parte dai vincitori del Concorso Internazionale per cantanti Toti dal Monte.


E' una Lucia che vive in mezzo a cadaveri e macerie quasi post atomiche la Lucia di LAMMERMOOR che e' andata in scena il 6 ed 8 maggio (recita a cui ho assistito) al Teatro Claudio Abbado di Ferrara.

In coproduzione con Teatri ed Umanesimo Latino Spa di Treviso ed in collaborazione con Operastudio del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, l'opera e' stata interpretata in gran parte dai vincitori del Concorso Internazionale per cantanti Toti dal Monte.

Veniamo subito alla parte musicale : sul podio il giovane ed affermato direttore d'orchestra Valenciano SERGIO ALAPONT, una garanzia di ottima musicalita' e di forti intenzioni.
Ha dominato con piglio sicuro l'orchestra “CITTÀ DI FERRARA” spesso con la tendenza a suonare forte, ma ben tenuta dalla ferma e sicura bacchetta del maestro spagnolo che ha saputo trovare e sviluppare nuances di chiaroscuro notevoli e momenti di suggestivo abbandono durante punti salienti del capolavoro di Donizetti.

Lucia e' il soprano rumena LETITIA VITELARU : voce assolutamente ottima, tecnica di acciaio , splendido il settore acuto e morbido il centro, i sovracuti da migliorare ma ci sono tutti e ben centrati . L'attrice necessita ancora di esperienza e lascia a desiderare nella scena della Pazzia, risolta in modo scolastico.

Il tenore italiano (finalmente!!) GIUSEPPE TOMMASO ha il fisico e la bellezza di un attore del cinema, la voce e' buona ma non interamente proiettata in avanti anche se compie in pieno il suo dovere e porta a casa la recita. Mostra il fianco nell'ultima splendida cabaletta stiracchiando la parte acuta. Una voce da seguire sicuramente l'esperienza e gli anni la renderanno molto buona.

Invece e' già ottimo e ben proiettato il meraviglioso baritono sempre italiano BIAGIO PIZZUTI un Enrico maschio, dal morbido e possente timbro, attore notevole e ben incisivo.

Il basso RAIMONDO CAVALLUZZI anche lui possiede ottimo materiale, ma ancora da sviluppare a mio avviso e da rendere più sicuro.Il suo Raimondo e' a tratti incerto e tremolante.

Lo sposino e' l'ottimo tenore ANGELO FERNANDO DIAZ SANCHEZ voce notevole come e' notevole l'apporto scenico molto carismatico anche se in un piccolo ruolo.

ZHENLI TU e' un'Alisa strega e quasi fautrice delle sciagure per la regia. La voce e' da falcon quasi sopranile, comunque assolve molto bene il suo compito come YOUDAE WON un Normanno dipinto dalla regia come il manzoniano Griso.

La regia di FRANCESCO BELLOTTO tratteggia una Lucia bambina e bamboleggiante in un mondo di violenza e morte che sembra essa respingere rifugiandosi in un mondo tutto suo. Non capisco i riferimenti al Macbeth con le tre streghe striscianti come serpenti (tra cui Alisa) ed il già citato Manzoni dei Promessi sposi con Arturo lo sposino che e' Don Rodrigo anche nelle vesti seguito da due bravi anche loro spesso onnipresenti. Molto buone le intenzioni del regista, grande uomo di spettacolo e di teatro, ma spesso inespresse e non realizzate in questo allestimento. Avrei chiesto a Bellotto di curare di più la scena eponima della pazzia. Scene molto efficaci e di effetto con l'ottima scelta della pedana girevole a cura di ANGELO SALA, come pure sono splendidi i costumi di ALFREDO CORNO e le luci taglienti e suggestive di ROBERTO GRITTI.

Il giovane coro BENEDETTO MARCELLO diretto dal maestro FRANCESCO ERLE e' molto volonterosi e presente in scena, ma a volte manca della potenza richiesta soprattutto nella gran scena prima della Pazzia “Oh qual funesto avvenimento”.

In sostanza uno spettacolo di qualità, gradevolissimo ed applaudito con calore dal folto pubblico presente

 
 
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