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» Recensione di Tosca di Giacomo Puccini - Teatro Regio di Parma

William Fratti, 20/04/2009

In breve:
14/04/2009 - Il grande successo di Tosca chiude la trionfante stagione del Teatro Regio di Parma


Il Teatro Regio di Parma conclude con grande successo la Stagione Lirica 2009, proponendo Tosca nell'allestimento firmato da Joseph Franconi Lee, da un'idea di Alberto Fassini, per il Teatro Comunale di Bologna. Le scene grigio cupo di William Orlandi, tecnicamente utili all'economia dell'opera, sono particolarmente adatte alle luci suggestive di Guido Levi e richiamano con naturalezza i luoghi di Roma in cui è ambientata la vicenda, regalando qualche tocco di modernità e contemporaneamente mantenendo la tradizione, che si denota anche nella scelta dei costumi. La regia è particolarmente accurata, rispettosa delle note del libretto e attenta ai passaggi musicali.


Massimo Zanetti, sul podio dell'Orchestra del Teatro Regio di Parma, dirige con precisione i bravi musicisti, ma è spesso troppo concentrato su ciò che accade in buca, mancando talvolta di contatto con il palcoscenico.


La bella voce scura di Alessandro Spina apre lo spettacolo, subito seguito da Matteo Peirone che si esibisce in un buon Angelus.


Mario Cavaradossi è Salvatore Licitra, che nella recita di martedì 14 aprile sostituisce l'indisposto Marcelo Alvarez. Il tenore svizzero torna a Parma, città dove ha studiato e debuttato nel ruolo di Riccardo in Un ballo in maschera, dopo un decennio di assenza e fin dall'inizio dell'opera dimostra di meritare il successo internazionale che ha scandito la sua carriera in questi anni. In "Recondita armonia" e nel successivo duetto con la protagonista esprime il suo lirismo e la sua sicurezza, sia nel registro grave che in quello acuto, ma ancora non scopre tutte le sue carte. È nella scena con Angelotti e nel secondo atto che lascia udire il suo squillo intenso, prima in "La vita mi costasse, vi salverò!" e poi in "Vittoria! Vittoria!", mentre in terzo atto sono emozionanti la delicatezza dei suoi piani e delle mezze voci e concede il bis di "E lucevan le stelle".


Micaela Carosi, debuttante sul palcoscenico parmigiano, è una Tosca commovente fin da "Dio mi perdonaÔÇŽ Egli vede ch'io piango" la cui presenza scenica, unita ad una buona interpretazione e alla sua voce di lirico spinto dal bel timbro, conduce ad un'intensità veramente toccante in tutto il secondo atto. "Vissi d'arte" è cantato superbamente, con dei pianissimi ben controllati e i lunghi applausi e le acclamazioni del pubblico non accennano a fermarsi finché non viene concesso il bis.


Il barone Scarpia è interpretato da Marco Vratogna, che si presenta con una buona emissione ed un'altrettanto piacevole linea di canto, seppur con un personaggio forse poco elegante.
Completano il cast Mauro Buffoli e Gabriele Bolletta.

 
 
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