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» Recensione Elisir d'amore di Donizetti al Teatro del Giglio di Lucca

Silvia Cosentino, 28/10/2009

In breve:
Lucca, 24 e 25 Ottobre 2009 - La stagione lirica lucchese prosegue il 24 e 25 ottobre con L'elisir d'amore, piacevolissimo allestimento del Donizetti di Bergamo in coproduzione con lo stesso Teatro del Giglio.


(Clicca sulle immagini per allargarle - Foto per gentile concessione del Teatro del Giglio)

La stagione lirica lucchese prosegue il 24 e 25 ottobre con L'elisir d'amore, piacevolissimo allestimento del Donizetti di Bergamo in coproduzione con lo stesso Teatro del Giglio.

Il regista Francesco Bellotto e lo scenografo Angelo Sala concepiscono un piccolo scrigno, un giardino da sogno con un'altalena decorata di fiori sospesa in alto e due pareti scorrevoli a creare siepi ordinate. Il cielo sullo sfondo richiama lo stile dei paesaggisti inglesi ottocenteschi e vede variare i vaporosi tratti delle nuvole in base alle luci: toni chiari e ariosi di giorno, blu intenso di notte, con tanto di lucciole sfavillanti.

Elisir d'amore di Gaetano Donizetti al Teatro del Giglio di LuccaL'ambientazione originale campestre diventa quindi la ricca proprietà di Adina, non più fittavola, ma dama colta e sofisticata, di cui la voce potente e i movimenti decisi dello statuario soprano Linda Campanella restituiscono la personalità determinata. Prezioso il suo costume, giocato sui toni oro, così come raffinati sono quelli del Coro del Bergamo Musica Festival, firmati da Cristina Aceti: ariose tuniche chiare per le donne, uniformi da soldato o sgargianti vesti con parrucche e guance rosse per gli uomini, dal sapore di corte francese settecentesca.

Elisir d'amore di Gaetano Donizetti al Teatro del Giglio di Lucca Oltre all'ottima performance canora, il coro colpisce per la disinvoltura sul palco, per l'attenzione alla mimica e la forte presenza scenica di ognuno dei suoi componenti: il culmine è raggiunto nella divertente coreografia di Saria Possibile? con Giannetta, il vigoroso timbro del soprano Diana Mian, e nell'esilarante inseguimento di Nemorino, divenuto inaspettatamente buon partito. Perfettamente calato nel ruolo è il tenore Ivan Magrì: irresisibile Nemorino dalla presenza agile, è energico e scattante sul palco, offrendo spassosi controscena come nella buffa caccia alle farfalle di Lallarallara... Purtroppo insicuro nell'intonazione sugli acuti, svolge un primo atto a tratti vocalmente deboli, per poi inspessirsi nel seguito, fino all'esecuzione di Una furtiva lagrima dall'andamento delicato ed estremamente intimo.

Elisir d'amore di Gaetano Donizetti al Teatro del Giglio di Lucca In forte contrasto visivo è il Belcore del baritono Mario Cassi, possente in timbro e corporatura, sicuro di sé e impettito, salvo poi venire ridicolizzato da Dulcamara, tronfio millantatore fuorilegge più che saltimbanco clownesco; Azzeccagarbugli comico nella sua solennità, il ciarlatano si presenta in carrozza, accompagnato da un esotico quartetto, in cui spiccano due svolazzanti figure bionde. Il basso Filippo Morace è perfettamente in sintonia con questo tipo di lettura e delinea un personaggio misurato, così come dosata è la sua interpretazione canora, scaltro, conoscitore dell'animo umano e per questo dotato di tutte le armi per ingannare; nella scena della Barcarola resta come esterno, offrendo la voce ai movimenti di un Belcore-burattino.

Elisir d'amore di Gaetano Donizetti al Teatro del Giglio di Lucca Lo spettacolo procede rapidamente, grazie anche alla scorrevole esecuzione dell'Orchestra del Bergamo Musica Festival e alla coinvolgente direzione del giovane Stefano Montanari: un ritmo travolgente nelle parti vivaci, perfettamente seguito da solisti e coro, si alterna a un andamento fluido e carezzevole nei momenti più toccanti, tracciando così l'emotività di Nemorino.

Una gradevolissima pittura dai toni variegati, che tanto ricorda gli intrighi di certe bucoliche commedie shakespeariane; sospesi nel tempo malgrado la caratterizzazione dei costumi, i personaggi sembrano prendere vita come per magia e liberarsi dalla costrizione della maschera, nel modernissimo intrico di sentimenti e reazioni dipinto da Donizetti.

 
 
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