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» Recensione opera La figlia del reggimento a Bergamo

William Fratti, 26/11/2009

In breve:
Bergamo, 20 Novembre 2009 - La figlia del reggimento di Gaetano Donizetti conclude gli appuntamenti dedicati alla lirica del Bergamo Musica Festival, con la pubblicazione dell'edizione critica della versione italiana dell'opera a cura di Claudio Toscani, presentata al pubblico giovedì 19 novembre nella suggestiva cornice della Casa Natale del Maestro.


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La figlia del Reggimento al Bergamo Musical Festival Gaetano Donizetti 2009 - 2010La figlia del reggimento di Gaetano Donizetti conclude gli appuntamenti dedicati alla lirica del Bergamo Musica Festival, con la pubblicazione dell'edizione critica della versione italiana dell'opera a cura di Claudio Toscani, presentata al pubblico giovedì 19 novembre nella suggestiva cornice della Casa Natale del Maestro.

Inaugurato lo scorso 12 settembre al termine di importanti lavori di restauro, che hanno interessato tutto il palazzo situato in Borgo Canale, il monumento nazionale in cui nacque il quinto di sei bambini di una povera famiglia di tessitori è un luogo prezioso ed il suo ripristino, fortemente voluto dal Comune di Bergamo, dalla Fondazione Donizetti e dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia, rende un prestigioso omaggio al figlio più illustre della città e a tutto il mondo culturale e teatrale.

L'opera comica su libretto di Callisto Bassi perde indubbiamente di vigore rispetto all'originale francese, ma la riscoperta e la seguente pulitura di un lavoro seguito personalmente dal compositore bergamasco ha certamente un alto valore storico e artistico. Donizetti cercò di rimuovere i caratteri tipici dell'opéra-comique voluti dai teatri d'oltralpe a favore di quelli più tradizionalmente italiani dell'opera buffa, provvedendo a cambiare i dialoghi parlati con recitativi in versi e musica, eliminando i couplets della Marchesa e la romanza di secondo atto di Tonio, ricompensato con la sortita “Feste? Pompe? Omaggi? Onori?” trasmigrata da Gianni di Calais, e sostituendo il finale con un duetto amoroso. Ma se da un lato la trasposizione curata dallo stesso Maestro rappresenta una grande abilità musicale, che tra l'altro si preoccupa di abbassare la tonalità di alcune pagine, per non mettere in difficoltà gli interpreti italiani abituati a un diverso modo di cantare rispetto ai colleghi francesi, il nuovo libretto ha una logica poco chiara e ciò contribuisce ulteriormente alla perdita di vivacità.

Realizzato dal Teatro Sociale di Como nel Circuito Lirico Lombardo, in coproduzione con il Teatro Donizetti di Bergamo, il Teatro Fraschini di Pavia, il Teatro Grande di Brescia, il Teatro Ponchielli di Cremona e il Teatro Alighieri di Ravenna, il nuovo allestimento interamente firmato da Andrea Cigni è ambientato nella Svizzera voluta dal compositore nella versione italiana, divisa nei due luoghi di Maria: l'accampamento militare nel primo atto e la casa della Marchesa nel secondo. Il regista toscano utilizza dei simboli troppo marcati, rischiando eccessi di dubbio gusto, come una bandiera Svizzera grande quanto l'intero arco scenico durante il coro di apertura e un enorme orsacchiotto durante la seconda parte, a rappresentare la casa giocattolo in cui la giovane è costretta a vivere, senza tra l'altro considerare che si tratta di un pupazzo tipicamente anglosassone. Inoltre nel procedere della vicenda, al gigantesco peluche sono tolte le zampe, viene coricato e poggiato sul muso – forse a sottolineare che l'arrivo di Tonio significa per Maria il ritorno al vecchio stile di vita – e i protagonisti vi salgono sopra calpestandolo.

La figlia del Reggimento al Bergamo Musical Festival Gaetano Donizetti 2009 - 2010 Nella recita di venerdì 20 novembre, Yolanda Auyanet nel ruolo del titolo è una brava interprete, mascolina e militaresca al punto giusto, ma la linea vocale non è sempre omogenea, più dotata di naturalezza che di tecnica. Le arie “Convien partir” e “Le ricchezze ed il rango fastoso” sono accolte con calorosi applausi ben guadagnati, dove il soprano dimostra di possedere un buon fraseggio, mentre le parti più virtuosistiche e più acute come “Ciascun lo dice, ciascun lo sa” e “Oh trasporto! Oh dolce ebbrezza!” non riescono perfettamente nitide, dove qualche nota sovracuta sembra essere un po' sporca.

Anche Gianluca Terranova fa più affidamento sulle doti di natura piuttosto che sulle conoscenze tecniche, ma riesce ad ottenere il giusto consenso del pubblico, soprattutto nella cabaletta “Qual destino, qual favor!” che sostituisce la celebre “Pour mon âme” di cui concede il bis – della sola infilata dei do acuti – dopo un lungo e fragoroso applauso, pur segnato da qualche disapprovazione. Purtroppo la buffa aria di sortita non gli rende onore, mentre gli accenti più lirici della sua voce si possono godere con piacere nel lungo duetto con MariaChe? Voi mi amate?”.

Francesco Paolo Voltaggio è un Sulpizio poco appariscente e non va oltre la correttezza. Mentre Dionisia Di Vico, nei panni della Marchesa, pur essendo penalizzata dall'edizione italiana con il taglio di “Pour une femme de mon nom”, sa comunque mostrare la corposità e la rotondità della sua voce scura e le sue qualità interpretative.

Completano il cast Giuseppe Pizzicato, Andrea Tabili, Sara Palana e Michele Mele, diretti da Alessandro D'Agostini alla guida dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano. La scelta del direttore di accompagnare i recitativi con fortepiano violoncello e contrabbasso e quella di utilizzare alcuni strumenti storici in organico è volta al recupero, nel limite del possibile, delle sonorità volute dallo stesso Donizetti ed il risultato è interessante.

Il Coro As.Li.Co. del Circuito Lirico Lombardo è diretto da Antonio Greco.

 
 
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