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» Recensione opera Rigoletto di G. Verdi al Massimo di Palermo

Gigi Scalici, 10/12/2009

In breve:

Palermo, 29/11/2009.
Finalmente un Rigoletto di tutto rispetto, grazie soprattutto alla straordinaria coinvolgente interpretazione dell'inossidabile Leo Nucci.
Bell'allestimento storico, scene e costumi dello scomparso Pierluigi Samaritani con la regia di Stefano Vizioli. Accurata la direzione d'orchestra della Signora Keri-Lynn Wilson.


(Clicca sulle immagini per allargarle - Foto per gentile concessione del Teatro Massimo di Palermo)


Rigoletto di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Novembre 2009
Il famoso baritono, apprezzato in tutto il mondo e che superato le 430 rappresentazioni nel ruolo del titolo, attento fraseggiatore sulla scia degli stili di Aldo Protti e di Ettore Bastianini, ha evidenziato con dovizia di particolari tutti gli aspetti caratteriali del buffone di corte senza mai esagerare: ironico, paterno, affettuoso, irato, implorante, accorato, veemente e vendicatore, grazie alla notevole esperienza che gli consente perfino di apportare in ogni recita alcune varianti recitative.
La sua vocalità, dalla pregevole tecnica e pur non possedendo la lucentezza dello smalto degli anni passati, è sempre piena, con sicura e potente estensione verso il registro acuto.
Rigoletto di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Novembre 2009Applauditissimo sempre a scena aperta, sicuro e cinico nel declamato “Pari siamo”, toccante nell'andante “Deh, non parlare al misero” del bellissimo duetto del primo atto con Gilda, al termine di “Cortigiani vil razza dannata” e “Si, vendetta tremenda vendetta” ha naturalmente scatenato corali ovazioni. Concesso soltanto il bis per il noto travolgente duetto, in cui Norah Amsellem – Gilda, pure acclamatissima, chiude con il fortissimo mi bemolle.

Rigoletto di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Novembre 2009 Quello di Gilda è sempre un ruolo complesso, particolarmente in “Caro nome” del primo atto: spesso si ritiene che debba essere affidato ad un soprano leggero di coloratura, quando invece in molti momenti si richiede una particolare espansione vocale di soprano lirico. Nel ruolo si son sempre avvicendati soprani di entrambi i generi e sicuramente l'ideale sarebbe un bel soprano lirico che però eseguisse tutte le colorature dei gorgheggi e tutti i trilli con l'agilità e la brillantezza che si richiede.
La giovane signora francese Norah Amsellem di affermata esperienza internazionale di soprano lirico piuttosto duttile, ha risolto egregiamente il ruolo ottenendo tantissimi consensi anche “In tutte le feste al tempio ”, nei duetti con Rigoletto e con il Duca ed in particolare nella scena della morte. Non è però sembrata particolarmente adeguata per Gilda, per la mancanza di una corretta agilità da soprano leggero richiesto maggiormente per la fanciulla innamorata del primo atto. Inoltre nel corso dell'opera in talune circostanze sembrava di ascoltare Violetta, personaggio di cui è ottima interprete nei teatri europei.

Rigoletto di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Novembre 2009Particolare rivelazione di quest'edizione è la presenza nel primo cast di Francesco Meli-Duca di Mantova, giovanissimo tenore genovese che iniziata la carriera nel repertorio belcantistico, non ancora trentenne sta ottenendo successi per il bellissimo intenso timbro naturale ed esteso di tenore lirico d'altri tempi. Già appropriato Alfredo Germont in Traviata dello scorso ottobre al Teatro Regio di Torino, si è rivelato adattissimo anche al ruolo del Duca per lo slancio vocale ed espressivo ed ha riscosso calorosissimi consensi: dalla spensierata ballata di "Questa o quella” all'appassionato "È il sol dell'anima, la vita è amore”, al recitativo "Ella mi fu rapita", all'Adagio "Parmi veder le lacrime", alla cabaletta “ Possente amor mi chiama" sino alla popolare “La donna è mobile”.

Rigoletto di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Novembre 2009Più che dignitosi ed adatti ai rispettivi personaggi, di Sparafucile del giovane ed affermato basso armeno Arutjun Kotchinian, di notevole statura, di colore vocale molto scuro e d'imponente volume e della Maddalena di Renata Lamanda, altrettanto esperto mezzosoprano, che pur avendo poche pagine loro dedicate dal compositore rivestono un ruolo molto importante: definiscono prologo ed epilogo del melodramma.
Buoni ed altrettanto partecipi tutti i comprimari, nonostante l'evidente stanchezza vocale del Conte di Monterone.

Rigoletto di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Novembre 2009Eccellente il coro di voci maschili, scenicamente dinamico e ben coordinato da Andrea Faidutti, di rilievo e ben ritmato nel contesto del rapimento di Gilda “Zitti, zitti, moviamo a vendetta ”e nell'ultimo atto.

Rigoletto, capolavoro Verdiano di metà ottocento, primo della cosiddetta trilogia popolare, insieme a Trovatore e Traviata, è sempre attuale, moderno musicalmente e scenicamente e coinvolge per la particolare storia, per la rapidità con cui si sviluppano gli eventi, per gli intensi chiaro scuri della partitura, le bellissime arie, i duetti, le cabalette, i recitativi e sostanzialmente per il ricchissimo tessuto orchestrale. La signora canadese Keri-Lynn Wilson – affermato direttore internazionale - ha fatto un ottimo lavoro di concertazione riuscendo ad ottenere con attenzione e precisione il massimo dall'orchestra - in una lettura non filologica, ma di tradizione - sia nelle pagine di alta drammaticità, sia in quelle melodiche, con preciso stacco dei tempi e con colori e dinamiche tipicamente verdiani, non trascurando però la ricchezza e la raffinatezza dei fiati e degli archi.

Rigoletto di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Novembre 2009A dir poco bellissimo il famoso quartetto Gilda, Rigoletto, Duca e Maddalena del terzo atto, in cui ogni voce è autonoma come uno strumento orchestrale. La simulazione della tempesta con un perfetto vento creato dai tenori a bocche chiuse: crescenti sino al culmine dell'intensa e drammatica sonorità, terminavano poi gradatamente sino alla quiete dopo l'uragano e quando il delitto di Gilda era stato già compiuto; sono forse le pagine più complesse e d'alta inventiva drammatica e melodica di questo capolavoro verdiano. E per finire, l'emozionante drammatica raffinatezza musicale della scena finale in cui Gilda spira con le sue ultime parole di “Lassù in ciel...” e l'ultima tragica rievocazione della maledizione di Monterone da parte del disperato Rigoletto .

Rigoletto di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Novembre 2009 Come detto in premessa un bell'allestimento tradizionale e contenuto, non carico di particolari superflui, proveniente dal Teatro Regio di Parma, con scene e colorati costumi d'epoca di Pierluigi Samaritani, con la regia di Stefano Vizioli che nella revisione ha inserito alcuni elementi scenici erotici non volgari ed un nudo quasi integrale di una cortigiana nel primo atto, che esprimono con chiarezza le abitudini libertine della nobiltà dell'epoca, oltre alle quattro cortigiane che distraendo Rigoletto partecipano nel secondo al rapimento di Gilda.

Una rappresentazione applauditissima, con vere e proprie ovazioni, con numerose chiamate per tutti gli artisti e per l'orchestra, in un teatro colmo in ogni ordine di posti che – indipendentemente da talune riserve espresse dai più accaniti critici – questa volta lascerà assolutamente un bel ricordo.
Gigi Scalici

 
 
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