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Busto Arsizio, al teatro Sociale va in scena "Il barbiere di Siviglia"

annamaria sigalotti, 10/02/2010

In breve:
L'opera buffa del compositore pesarese, scritta nel 1816 per il Carnevale dell'Argentina di Roma, sarà sul palco di piazza Plebiscito nella serata di venerdì 12 febbraio. L'appuntamento, inserito nel cartellone di “BA Teatro”, vedrà in scena il Teatro dell'Opera di Milano, con l'Orchestra filarmonica di Milano e la Corale lirica ambrosiana.


Un'eccellente medicina contro le preoccupazioni e le difficoltà della vita di tutti i giorni: così si presenta “Il barbiere di Siviglia”, opera buffa in due atti che il compositore pesarese Gioachino Rossini, allora già conosciuto al grande pubblico per il successo dei lavori lirici “L'italiana in Algeri” (1813) e “Il turco in Italia” (1814), scrisse all'inizio del 1816, in poco meno di tre settimane, per le celebrazioni carnevalesche del teatro Argentina di Roma.

A far rivivere sul palco del teatro Sociale di Busto Arsizio la magia del capolavoro rossiniano, definito dalla critica come «il più grande poema musicale comico, satirico e umoristico dell'umanità», sarà il Teatro dell'Opera di Milano, già protagonista in questa stagione di un apprezzato allestimento del melodramma “La traviata” di Giuseppe Verdi.

L'appuntamento è fissato per la serata di venerdì 12 febbraio (ore 21.00), nell'ambito di “BA Teatro”, stagione cittadina che, sotto l'egida e con il contributo economico dell'amministrazione comunale di Busto Arsizio, riunisce i cartelloni di PalkettoStage international theatre productions e dei teatri Manzoni, San Giovanni Bosco e Sociale.

Insieme con i giovani cantanti-attori del teatro dell'Opera di Milano, guidati dal regista Mario Riccardo Migliara, saranno in scena l'Orchestra filarmonica di Milano e la Corale lirica ambrosiana, dirette rispettivamente da Vito Lo Re e Roberto Ardigò.
Il componimento, su libretto di Cesare Sterbini, trae la propria trama della commedia “Le barbier de Séville ou La précaution inutile” di Pierre-Augustin-Caron de Beaumarchais, già oggetto di varie versioni musicali, tra le quali quella, molto applaudita, di Giovanni Paisiello, i cui sostenitori (secondo i pettegolezzi del tempo) fischiarono lungamente il debutto della versione rossiniana.

Nonostante l'insuccesso della prima rappresentazione, andata in scena il 20 febbraio 1816 con il titolo “Almaviva ossia l'inutile precauzione” (l'attuale nome sarà utilizzato solo a partire dalla ripresa bolognese dello stesso anno), il capolavoro del musicista marchigiano, con il suo meccanismo teatrale perfetto e le sue frizzanti e giocose invenzioni musicali, era destinato a diventare uno dei più grandi successi del teatro musicale italiano, incantando, tra gli altri, personaggi del calibro di Ludwig van Beethoven, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Stendhal e Giuseppe Verdi, che ebbe a dire: «Non posso che credere “Il barbiere di Siviglia”, per abbondanza d'idee, per verve comica e per verità di declamazione, la più bella opera buffa che esista».

La vicenda è ambientata nel tardo Settecento ed ha come scenario la calda e solare Spagna. Qui il maturo don Bartolo tiene segregata in casa la pupilla Rosina, che egli desidererebbe sposare. Il barbiere Figaro, fantasioso e pieno di risorse, aiuta l'innamorato conte di Almaviva a conquistare la giovane, che ricambia i suoi sentimenti. Dopo arditi travestimenti, scambi di biglietti, colpi di scena e la corruzione di don Basilio, maestro di musica della fanciulla, Figaro e Almaviva riescono a compiere il loro progetto: i due giovani innamorati si sposano, don Bartolo riceve in dono la dote della ragazza e l'opera si chiude nell'allegria generale.

Tra i brani entrati prepotentemente nell'immaginario collettivo, per quella che il critico Giuseppe Radiciotti ha definito la «giocondità serena e benefica» delle loro note, si ricordano l' ouverture iniziale, la cavatina “Largo al factotum” e l' aria “La calunnia è un venticello”.

L'allestimento del Teatro dell'Opera di Milano, grazie alla regia e all'ideazione scenica di Mario Riccardo Migliara, evidenzia l'estremo umorismo, la pazzia giocosa e i coup de thé├ótre presenti nel libretto e nella musica rossiniana.

La scenografia ricalca un antico palco della Commedia dell'arte, che, a seconda delle scene, si trasforma in balcone, in disimpegno o in interno casa.

Giganteschi ventagli danno vita alla piazza di Siviglia; cavalli a dondolo, pezzi di domino, fionde e varie frivolezze trovano dimora tra le mura della casa di don Bartolo, settecentesco Peter Pan, animato dall'idea di possedere tutto e tutti.

Sul palco ci saranno anche Pupet mecanique, bambole meccaniche a grandezza naturale, tipiche del Settecento, e un gigantesco orologio che funziona al contrario. Una girandola di artifici anima, dunque, questa versione del capolavoro rossiniano, dando ancora più vigore a quell'insieme di burla, gags, estrema energia dettata dall'amore e spirito vitale giovanile che sprigiona da tutto “Il barbiere di Siviglia”.

Il costo del biglietto è di € 32,00 per la platea, € 25,00 per la galleria, € 20,00 per il ridotto, riservato a giovani fino ai 21 anni, ultra 65enni, militari, soci TCI (previa presentazione della tessera nominale), Cral, biblioteche, dopolavoro e associazioni con minimo dieci persone.

Per informazioni è possibile contattare la segreteria del teatro Sociale al numero 0331.679000.

 
 
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