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Il tenore Barioni festeggia a Ferrara i suoi 80 anni

Daniele Rubboli, 30/08/2010

In breve:
Il 6 settembre a Ferrara compie 80 anni il tenore Daniele Barioni, l'ultima autentica voce storica della centenaria tradizione ferrarese.


Il 6 settembre, a Ferrara dove risiede, compie 80 anni il tenore Daniele Barioni, l'ultima autentica voce storica della centenaria tradizione ferrarese.

Voce in natura superba, al suo arrivo a New York nel 1956, fece scrivere dai cronisti del "Radiocorriere" un titolo emblematico: "Davanti a lui tremò il Metropolitan". E non fu una iperbole.
Fin dalla sua prima "Tosca" interpretata il 20 febbraio 1956 con la direzione di Dimitri Mitropoulos, l'artista di Ferrara aveva fatto davvero tremare il tempio della lirica americano: tremare la sala per gli applausi, tremare i colleghi per la paura di questo bellissimo ragazzo italiano dotato di mezzi sorprendenti. Non a caso Mario Del Monaco confessò, negli Anni Settanta: "Se Barioni avesse continuato, ci avrebbe tutti mandato a rapanelli".
Uno dei big dei tenori del Met, Richard Tuckher, gli fece una guerra serrata e arrivò a minacciare di non cantare piu' in quel teatro, se a Barioni avessero ancora dato anche le recite trasmesse alla radio.

Nato a Copparo (FE), il 6 settembre 1930, da una famiglia di contadini, Daniele Barioni sentì fin da ragazzino la vocazione per il teatro d'opera e perseguì caparbiamente il suo sogno. Trasferitosi a Milano, per studiare, tiene qui il suo primo concerto ufficiale al Circolo Italia nel 1949, in memoria dei 25 anni dalla morte di Giacomo Puccini (1924). Per il debutto su un palcoscenico d'opera passerà ancora tempo fino a quando, al teatro Nuovo, il 21 luglio 1954 non è protagonista di "Cavalleria rusticana" con la direzione di Mario Terni.
Voce brunita e squillante, lussureggiante come una foresta, immediatamente spicca il volo e, dopo un concerto al fianco di Marcella De Osma, sempre al Nuovo di Milano, eccolo a Borgosesia, alla Pergola di Firenze (Madama Butterfly) e al Comunale di Treviso. Nel 1955 è Al Cairo poi a Johannesburg e Città del Capo, prima di trsferirsi a New York dove sbarca senza conoscere una parola di inglese, accolto da uno stuolo di colleghi italiani.
La seconda opera che canta al Metropolitan è infatti "Bohéme" con il soprano Licia Albanese di Bari, e il baritono toscano Ettore Bastianini diretti da Fausto Cleva. In quel 1956, Daniele Barioni fa la spola tra il teatro San Carlo di Napoli e il Metropolitan, iniziando anche a esibirsi nei tours di quel teatro per tutti gli Stati Uniti.
Negli USA incontra anche l'unico grande amore della sua vita: la celebre pianista Vera Franceschi, una delle piu' acclamate interpreti di Chopin di quegli anni, acclamata in tutto il mondo e con un contratto discografico con la RCA.
Daniele Barioni e Vera Franceschi si sposano e lei dedica al "suo" tenore la propria vita donandogli anche un figlio, ed assistendolo nella preparazione ed anche, dietro le quinte, nell'esecuzione delle opere.
Sono anni di grande gioia e clamorosi successi con il tenore italiano ricercato anche da illustri uomini politici come Ted Kennedy che aveva per lui un'ammirazione particolare. Fulminata da un attacco di leucemia, Vera Franceschi muore prematuramente e a Daniele Barioni si spegne il sogno. Non riesce piu' a trovare la motivazione per cantare e in fretta conclude, nel pieno del successo, la propria carriera rientrando in Italia a metà Anni Settanta quando è iniziata la nostra amicizia e la reciproca stima che ha fatto di me il suo biografio (Ed. Bongiovanni di Bologna, 1996).
Ricca è la discografia lasciata da Daniele Barioni, anche con opere complete come "La fanciulla del West" con Magda Oliviero, e con tanti recital che lo ripropongono in registrazioni dal vivo che, piu' volte ristampate da Bongiovanni di Bologna, hanno lasciato la testimonianza di questa voce gagliarda e fascinosa.

Chi desidera fargli gli auguri lo trova a Ferrara!

Per ulteriori informazioni si prega di contattare il numero telefonico: 0532. 768596

 
 
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