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» Recensione opera lirica Rigoletto di Giueppe Verdi al Regio di Parma

William Fratti, 15/07/2011

In breve:
Parma, 30 giugno 2011 - Il Teatro Regio di Parma ospita l'annuale appuntamento filantropico, organizzato dal Comitato Parma col Cuore a favore del Centro Antiviolenza, con una esecuzione di Rigoletto in forma di concerto.


Il Teatro Regio di Parma ospita l'annuale appuntamento filantropico, organizzato dal Comitato Parma col Cuore a favore del Centro Antiviolenza, con una esecuzione di Rigoletto in forma di concerto, con la partecipazione del baritono parmense Luca Salsi, che ha scelto quest'occasione per il suo debutto nel complesso ruolo verdiano.

Purtroppo non tutta la città risponde positivamente alla chiamata – molti assenti si dicono sospettosi della reale e totale consegna della beneficienza ricavata – ed il terzo e quarto ordine di palchi restano vuoti. Tra proteste e indisposizioni scompaiono anche alcuni nomi dal cartellone, per vederne misteriosamente comparire di altri.

Rigoletto - Concerto Teatro Regio Parma 2011Luca Salsi, come già detto più volte, è un eccezionale baritono dalla voce giovane e fresca, dotato di tecnica solidissima, e sa affrontare le difficili pagine del buffone in maniera molto intelligente, puntando principalmente sulle qualità liriche della sua voce, senza mai forzare l'accento drammatico, dando ampio spazio allo squillo potente e sonoro, all'armonia musicale ed equilibrata, fraseggiando con disinvoltura ed eleganza, evitando giustamente certe note d'espressività che sarebbero risultate forzate e troppo marcate. Questa prima prova del baritono trentaseienne, che già calca con meritato successo i più grandi palcoscenici del mondo, non è priva di piccolissime imprecisioni e qualche minima sbavatura, ma lascia chiaramente intendere che col tempo questo personaggio crescerà e diventerà una realtà internazionale, soprattutto se si considerano lo studio tecnico, l'approfondimento della parte e l'acume con cui Luca Salsi affronta sempre ogni ruolo nuovo.

Ji Hye Son, contattata all'ultimo minuto, è una Gilda – e una sorpresa – piacevolissima. Si sente palesemente che la voce è molto giovane, ma è estremamente precisa, la tecnica è importante, la linea di canto è omogenea in tutti i registri, i filati e i pianissimi raffinati e ben emessi. Riesce addirittura a recuperare, con destrezza e scioltezza, un brutto inconveniente durante “Caro nome”, quando il direttore esce completamente di tempo.

Giordano Lucà è certamente dotato di natura di un bel timbro e ha tutte le potenzialità per crescere, ma la voce è ancora poco sostenuta, talvolta cade all'indietro, i fiati non sono dei migliori e di conseguenza ne risente tutto il suo canto. Andrebbe riascoltato dopo un sostanzioso periodo di studio.

Rigoletto - Concerto Teatro Regio Parma 2011 Anna Maria Chiuri è il secondo regalo della serata, poiché sostituisce una collega assente. Da molto tempo non si sentiva una Maddalena dalla voce così possente, ombrosa, calda, armoniosa e finalmente l'ascolto della scena con Sparafucile che conduce all'assassinio di Gilda torna ad essere uno dei momenti più intensi del melodramma. Complice anche la voce di Enrico Iori, perfettamente amalgamata a quella di Anna Maria Chiuri, entrambi dotati di volume ed eccellente proiezione, necessari durante la tempesta, quando l'orchestra raggiunge le sue massime dimensioni. Il basso parmense ha fatto di questo ruolo uno dei suoi cavalli di battaglia e il risultato si sente, soprattutto nel fraseggio del duetto con Rigoletto. Ottimo il fa grave su “Sparafucil”.

Buone le prove di Alice Quintavalla, relegata nella piccola e centralissima parte di Giovanna, Alessandro Bianchini, Riccardo Certi ed Eugenio Masino nei panni di Ceprano, Marullo e Borsa. Efficace, ma un po' traballante, il Monterone di Massimiliano Catellani. Conclude il cast Giovanna Pattera nelle vesta della Contessa di Ceprano e del Paggio.

Rigoletto - Concerto Teatro Regio Parma 2011 Andrea Battistoni, sul podio dell'Orchestra del Teatro Regio di Parma, anche se inizialmente non era previsto e non è chiara la defezione del collega, è la vera delusione della serata. Dopo l'eccellente Attila e l'affascinante Barbiere – anche se pubblico e critica non erano completamente in accordo – con Rigoletto cade inesorabilmente sulla superficialità, come se non avesse studiato la partitura. Le note ci sono tutte, ma oltre a rischiare di buttare fuori il soprano, dirige con pesantezza ed eccessivo volume, scordando i colori, i cromatismi, i piani, i pianissimi e l'armonia di certe frasi. Ci si augura che si tratti di un'indisposizione temporanea e che il talento di cui si parla non sia solo una montatura delle agenzie.

 
 
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