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Intervista al soprano June Anderson

Redazione Liricamente, 03/10/2012

In breve:

Determinazione, volontà, tanta passione e tanto studio hanno portato il soprano americano June Anderson a conquistare i palcoscenici di tutto il mondo, con grandi consensi e apprezzamenti di pubblico e di critica. Il 3 ottobre al Teatro San Domenico di Crema June Anderson terrà un Recital per deliziare il pubblico del festival "Crema in Musica".


Determinazione, volontà, tanta passione e tanto studio hanno portato il soprano americano June Anderson a conquistare i palcoscenici di tutto il mondo, con grandi consensi e apprezzamenti di pubblico e di critica.
Il belcanto è stata la colonna sonora della sua carriera. Dopo molti anni di carriera, incanta ancora i melomani di tutto il mondo e per questo motivo è stata scelta dagli organizzatori del festival "Crema in musica" per inaugurare la nuova edizione della manifestazione, un imperdibile evento ricco di appuntamenti musico-culturali volti a valorizzare il patrimonio artistico della cittadina lombarda nel mese di ottobre.Il 3 ottobre al Teatro San Domenico di Crema June Anderson terrà quindi un Recital per deliziare il pubblico del festival.

Signora Anderson, grazie da parte di tutto il team di Liricamente per aver accettato di fare questa intervista.
Qual è stato il suo percorso di studi?

Ho studiato sempre privatamente, non sono andata in conservatorio. Ho avuto la fortuna di incontrare un maestro straordinario che mi ha messo sulla strada giusta. Poi ho trovato un agente che mi ha fatto fare alcuni concerti ed alcune opere dell'ultimo minuto (ad esempio in pochi giorni mi sono imparata Il barbiere di Siviglia in inglese). Trovandomi sempre pronta ad affrontare ogni difficoltà, riuscivo sempre a lavorare e pian piano ho costruito la mia carriera.

Nella sua carriera lei ha cantato soprattutto il repertorio belcantistico (Bellini, Rossini e Donizetti). Per quale motivo?
Io penso che la prima cosa che mi abbia portato al belcanto sia il fatto che contemporaneamente io potessi suonare e cantare, perchè in genere la parte per il pianoforte è abbastanza semplice e siccome io amavavo stare al pianoforte, suonare e accompagnarmi mentre cantavo, ho affrontato questo repertorio. Inoltre, si addiceva molto alla mia voce. Però, se anche avessi avuto una voce Wagneriana, credo che avrei cantanto ugualmente il belcanto, perchè suonare Wagner o Strauss (che pure ho cantato nella mia carriera) è davvero difficilissimo!

Quali sono i cardini su cui si fonda la sua tecnica di canto?
Il fiato, l'appoggio. Sono le basi della mia tecnica di canto.

C'è un ruolo che ha prediletto nella sua carriera?
Ce ne sono stati diversi, nei diversi momenti della carriera.
All'inizio non avevo scelta, dovevo cantare quello che mi chiedevano, ma poi ho potuto scegliere.
Amavo Lucia. La prima volta che qualcuno mi chiese "Che parte vuole cantare?" Risposi subito "La sonnambula" e fu così che debuttai "La sonnambula" a Venezia.

Bellini per me è stato un autore molto importante, così come Rossini che io considero il mio "padrino", perchè ha scritto "musica sana" per la voce.
Conosceva molto bene la voce e quindi sapeva scrivere per esaltarla e non rovinarla, anche se talvolta si dilungava un po' troppo: se si pensa ad Anna in MaomettoII sono quasi due opere!!!

Cosa ne pensa delle giovani leve della lirica?
Viviamo in un momento basato sulla tecnologia che è tutto il contrario dell'arte lirica.
I giovani pensano che si riesca a cantare come si possa utilizzare il computer, non è la stessa cosa. Il canto lirico richiede tanto tempo, tanto studio.
Posso dire che sono molto delusa quando ascolto i giovani perchè non sono per niente prepararati.

Quali sono i difetti che riscontra maggiormente?
L'appoggio, il discorso del fiato. Ed è anche per questo che io sto cantando ancora!
Non solo i cantanti, però, anche i professori non insegnano bene l'appoggio.
Sento voci bellissime che però tra qualche anno saranno finite senza una tecnica!
La tecnica è come la benzina: senza non si può andare avanti.
quindi una lunga carriera è garantita solo da una tecnica di canto?... Si!

Quali sono i valori che insegna ai suoi studenti?
Il rispetto per la musica: il rispetto per ogni nota, per ogni pausa... Bisogna essere umili di fronte a questa musica. Noi siamo servitori della musica, non viceversa.

Qual è un suo difetto?
Ne ho tanti, non so da dove cominciare... La timidezza: sono diffidente, solitaria, non sono mondana.
Ho tanti difetti.

Invece i pregi?
Ho molta disciplina. Anche se non ho la voce più importante del mondo sono riuscita a fare una carriera perchè ho lavorato molto. Mi sono impegnata.
Mi piace sempre avere una meta. Se c'è qualcosa di molto difficile... io ci vado incontro!

 
 
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