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Al Cavallino Bianco in scena al Rosetum di Milano

a cura della redazione, 13/11/2007

In breve:
Al cavallino Bianco operetta di H. Müller e E. Charell su musica di Ralph Benatzky sabato 17 novembre p.v. in scena al Teatro Rosetum di Milano.


Sabato 17 p.v., per la prima volta nella storia del Rosetum il sipario del teatro milanese si apre sull'ultima operetta europea "Al cavallino bianco", di H. Müller e E. Charell su musica di Ralph Benatzky.
Spettacolo che chiudendo l'epoca delle mitiche operette viennesi inizia quello della grande rivista, questo "Cavallino" viene messo in scena dalla Compagnia Stabile di Operette del Laboratorio Lirico Europeo di Milano diretta da Daniele Rubboli.
Walter Rubboli firma la regia dell'allestimento e sarà in scena nel ruolo del primo-cameriere Leopoldo.
Protagonista, nel ruolo dell'albergatrice Gioseffa, il soprano Tiziana Scaciga Della Silva.
Con lei il soprano Daniela Tessore (Ottilia), il tenore Marco Ferrari (Bellati), il baritono Diego Bellini (Sigismondo) e gli attori Paolo Angelini, Annamaria Giovanelli, Betty Angelini, Giovanni Mezzogori, con la partecipazione dello stesso direttore artistico Daniele Rubboli nei panni di Zanetto Pesamenole, industriale veneziano.
Scene e Costumi sono del Teatro Rosetum di Milano e del Teatro Cenacolo di Lecco.

Con le risate di questa irresistibile operetta si chiude la stagione della "piccola lirica" nel cartellone del Rosetum che riprenderà nel 2008 con un nuovo allestimento di "La vedova allegra" sabato 9 febbraio.
Il Cartellone operistico, che quest'anno ha festeggiato i 50 anni di opere liriche al Rosetum, prosegue invece con "Madama Butterfly" di G. Puccini venerdì 23 novembre e chiuderà con "Otello" di G. Verdi venerdì 14 dicembre.
 

La Trama

La scena è ambientata in Austria, sul lago di S. Wolfgang, dove è situato l'Hotel Al Cavallino Bianco.
Il primo cameriere dell'Hotel, Leopoldo, ama la belle proprietaria Gioseffa che però non lo degna di uno sguardo perché rivolge tutte le sue attenzioni ad un giovane cliente italiano, l'avvocato Giorgio Bellati tornato, come ogni anno, a trascorre le sue vacanze sul lago.

All'Hotel arrivano Zanetto Pesamenole, ricco industriale, e sua figlia Ottilia, tornati in Austria per ritemprarsi, dato che hanno una causa pendente con un certo Cogoli, industriale padovano. Sebbene il primo incontro fra l'avvocato Bellati e la bella Ottilia, non sia dei più felici, Leopoldo intuisce che fra i due potrebbe nascere un amore. Organizza, pertanto, un incontro vis a vis fra Bellati ed Ottilia ma, pur riuscendo nel suo intento, viene licenziato in tronco da Gioseffa (che naturalmente non ha apprezzato la brillante idea di Leopoldo).

L'intraprendente cameriere è costretto a partire. Cogoli, intanto, manda al Cavallino Bianco suo figlio Sigismondo con la speranza che si innamori di Ottilia, in modo da finire, con un matrimonio, la causa con Pesamenole. Sigismondo, "figlio di papà", viziato e un po' snob, si invaghisce invece di Claretta, una ragazza con buffi difetti di pronuncia che torna "Al Cavallino Bianco" con il padre, il buffo professor Hinzelmann, solo una volta ogni tre anni a causa delle scarse risorse finanziarie.

L'intreccio è davvero complesso: Leopoldo ama Gioseffa, Gioseffa ama Bellati, Bellati ama Ottilia, Ottilia dovrebbe sposare Sigismondo che invece è invaghito di Claretta e nel bel mezzo di queste tresche amorose arriva l'Arciduca.

Leopoldo riesce ad ottenere dal consiglio comunale che l'Arciduca sosti per una notte Al Cavallino Bianco; Gioseffa, per ringraziarlo, lo riassume.

Tutti si preparano ad accogliere l'Arciduca con il massimo della cortesia, ma nel bel mezzo della festa Leopoldo fa una gran scenata di gelosia e tutto perché Gioseffa stava "amabilmente" conversando con Bellati.
Gioseffa si scusa con l'Arciduca che comprende e la indirizza verso Leopoldo: "non bisogna cercare la felicità lontano quando la si ha a portata di mano".
Il lieto fine non è lontano.
Le coppie sono ormai formate: Sigismondo e Claretta, Bellati e Ottilia, Leopoldo e Gioseffa.
E il processo Cogoli-Pesamenole? Anche quello a lieto fine con buona pace del buffo Zanetto Pesamenole.

 
 
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