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Recensione del Mefistofele di Arrigo Boito dal Teatro Regio di Parma

William Fratti, 18/06/2013

In breve:
Il Comitato Parma col Cuore festeggia il suo diciottesimo compleanno ed organizza il consueto appuntamento estivo con la lirica a scopo benefico. Il titolo scelto, in occasione del Bicentenario Verdiano, è Mefistofele di Arrigo Boito, compositore ed ultimo librettista di Verdi, artista a cui è intitolato il conservatorio della città.


Il Comitato Parma col Cuore festeggia il suo diciottesimo compleanno ed organizza il consueto appuntamento estivo con la lirica a scopo benefico. Il titolo scelto, in occasione del Bicentenario Verdiano, è Mefistofele di Arrigo Boito, compositore ed ultimo librettista di Verdi, artista a cui è intitolato il conservatorio della città.

Si tratta di un'opera di difficile esecuzione, particolarmente nella strumentazione, nella concertazione e nella lunga e copiosa parte corale ed essendo poco rappresentata, assente dunque dal repertorio di molte orchestre e di molti cori, avrebbe bisogno di molte prove per raggiungere una resa soddisfacente.

Pietro Mianiti, con il suo consueto polso ben saldo, riesce in qualche modo a portare I Musici di Parma alla sufficienza e le pagine meglio riuscite sono quelle più liriche; purtroppo ciò non vale per il Coro Lirico Aurea Parma diretto da Emiliano Esposito, che si dimostra poco preciso fin dal primo attacco. Leggermente migliore è la prova del Coro Voci Bianche Ars Canto guidato da Gabriella Corsaro.

Trattandosi di professionisti già ascoltati più volte e che spesso hanno saputo regalare maggiori emozioni rispetto a complessi artistici di teatri internazionali ben più blasonati, si può affermare con certezza che il risultato modesto ottenuto in questa occasione sia dovuto esclusivamente al poco tempo a disposizione per prepararsi con accuratezza.

Dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno nel ruolo di Scarpia, Carlo Colombara torna al Teatro Regio nelle spoglie di Mefistofele, esibendosi con un fraseggio eccellente, sostenuto da un validissimo uso della parola, anche se non tutti i suoni sono così puliti e cristallini come al solito. È musicalissimo in “Son lo spirito che nega”, anche se si nota che qualche acuto è posizionato un poco indietro.

Lo affianca Daria Masiero nel ruolo di Margherita, anch'ella reduce dall'ottima esecuzione di Tosca dello scorso anno. “L'altra notte in fondo al mare” è resa con una linea di canto morbida e ben omogenea, con fraseggio particolarmente espressivo e significativi accenti drammatici accompagnati da un elegante canto lirico. Raffinatissimi e toccanti sono i piani di “Spunta l'aurora pallida”.

Giovanni Manfrin è un Faust soddisfacente nello squillo, soprattutto in “Dai campi, dai prati”, ma la resa complessiva non è particolarmente efficace.

Eugenio Masino è un Wagner dalla voce limpida e si distingue particolarmente per la capacità di fraseggiare.

Leonora Sofia è adeguata nel ruolo di Marta.

Non si menzionano i ruoli di Elena, Pantalis e Nereo, poiché in questa edizione l'atto quarto non è eseguito.

 
 
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