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I VESPRI SICILIANI

di Giuseppe Verdi su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier

Personaggi

  • GUIDO DI MONFORTE (baritono) governatore di Sicilia
  • IL SIGNORE DI BÈTHUNE (basso) ufficiale francese
  • IL CONTE DI VAUDEMONT (basso) ufficiale feancese
  • ARRIGO (tenore) giovane siciliano
  • GIOVANNI DA PROCIDA (basso) medico siciliano
  • ELENA (soprano) duchessa sorella del duca d'Austria
  • NINETTA (contralto) cameriera di Elena
  • TEBALDO (tenore) soldato francese
  • ROBERTO (baritono) soldato francese
  • DANIELI (tenore) siciliano
  • MANFREDO (tenore) siciliano
  • CORO di soldati, siciliani e siciliane

Introduzione

È un'opera in cinque atti di Giuseppe Verdi su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier ispirato alla vicenza dei Vespri Siciliani.
La prima rappresentazione assoluta fu all' "Opéra" di Parigi il 13 Giugno 1855 mentre in Italia venne rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 4 Febbraio 1856 con il titolo mutato in Giovanna di Guzman.

Trama

ATTO I

In una piazza di Palermo Tebaldo, Roberto, Bethune, Vaudemont e altri soldati francesi festeggiano guardati con rancore dai siciliani.
Arriva la duchessa Elena vestita a lutto per la morte del fratello giustiziato dai francesi; Roberto la oltraggia e la costringe a cantare.
Elena canta un'aria che incita i siciliani alla rivolta e costoro sono già pronti alla sommossa, ma all'arrivo del governatore Guido di Monforte la folla si disperde.
Elena è sorpresa di veder giungere l'amato Arrigo che era stato arrestato per tradimento.
Arrigo, non riconoscendo il governatore, esprime il suo odio per Monforte che si palesa e offre ad Arrigo, ammirandone l'ardimento, di diventare ufficiale dell'esercito francese e lo consiglia di star lontano da Elena. Il giovane rifiuta con sdegno.

ATTO II

L'esule Giovanni da Procida, appena sbarcato, viene raggiunto da Elena e Arrigo e li informa dei suoi piani di rivolta.
Elena, colpita dall'eroismo di Arrigo, ricambia il suo amore, ma prima dovrà essere vendicata la morte del fratello.
Avendo Arrigo rifiutato l'invito di Monforte per il ballo a palazzo, vi viene trascinato con la forza.
Ha luogo una festa di fidanzamento: dodici future spose, tra le quali Ninetta, scendono dalla collina ballando la tarantella; alcuni francesi affascinati dalla loro bellezza e su suggerimento del facinoroso Procida le rapiscono.
La reazione dei siciliani è inconcludente.
Quando Procida vede un'imbarcazione che reca al ballo dame e cavalieri decide di andarvi mascherato.

ATTO III

Nel palazzo Monforte legge la lettera di una donna siciliana che, costretta a diventare la sua amante, gli rivela di essere il padre di Arrigo; costui, convocato davanti al governatore, apprende di esserne il figlio e subito sconvolto fugge precipitosamente.
Durante la festa due figure mascherate si avvicinano ad Arrigo:sono Elena e Procida che gli confidano che Monforte verrà ucciso.
Arrigo, mentre Elena si avventa con un pugnale sul governatore, gli fa scudo con il proprio corpo.
I cospiratori vengono messi in prigione; Arrigo, disperato si getta tra le braccia del padre.

ATTO IV

Arrigo si reca nelle prigioni dove Elena e gli insorti attendono l'esecuzione e le rivela il motivo del suo gesto; a quel punto la giovane cambia atteggiamento e lo perdona confessandogli il suo amore. Anche Procida lo perdona.
Subito entra Monforte che ordina la morte dei cospiratori; Arrigo lo supplica di non ucciderli. Il governatore dichiara che, se lo chiamerà “padre”, tutti saranno liberi.
Subito non cede, poi, quando vede Elena vicino al carnefice chiama padre Monforte che non solo concede la grazia, ma anche acconsente alle nozze di Arrigo ed Elena, ai vespri del giorno stesso.

ATTO V

Un gruppo di giovanette e cavalieri intonano canti festosi nella cappella dove si celebrerà il matrimonio.
Elena riceve felice le amiche e si incontra con l'amato.
Procida le si avvicina, la informa che durante la cerimonia il suono delle campane sarà il segnale di riscossa per i siciliani e resta sorpreso della perplessità della donna. Al ritorno di Arrigo Elena è combattuta dal dilemma: tradire i compatrioti o perdere Arrigo; con la scusa della morte del fratello gli comunica che non intende più sposarlo. Giunge Monforte che non intende ragioni e unisce in matrimonio i due giovani. Procida fa suonare le campane. Elena disperata incita Monforte alla fuga, ma da ogni parte accorrono, guidati da Procida, i siciliani che si avventano sul governatore e sui francesi.

FINALE ATTO V

Il finale dell'atto V fu tagliato, soprattutto alcune parti che indicavano cosa sarebbe accaduto ai personaggi. Si coglie che Arrigo combatte a fianco del padre, Elena cerca di proteggere l'amato mentre Procida incita il popolo alla rivolta.
La furia dei siciliani si scatena su Monforte, Arrigo, Elena e sugli invitati alla festa.

Brani celebri

  • Atto Primo
    • In alto mare, battuto dai venti, Elena
  • Atto Secondo
    • O tu Palermo, terra adorata, Procida
  • Atto Terzo
    • In braccio alle dovizie, Monforte
    • Quando al mio sen, duetto Monforte e Arrigo
    • Ballo delle quattro stagioni
  • Atto Quarto
    • Di Monforte il cenno, Arrigo
    • Giorno di pianto, di fier dolore, Arrigo
    • Arrigo, tu parli ad un core, Elena
    • Volgi il guardo a me sereno, duetto Arrigo e Elena
  • Atto Quinto
    • Mercé dilette amiche, Elena

Libretto

Leggi il libretto dell'opera I Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi in formato pdf


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