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Ultimo sentito applauso a Leyla Gencer

a cura della redazione, 12/05/2008

In breve:
Venerdì 9 maggio, nella sua casa di Milano, Leyla Gencer si è spenta lasciando un vuoto nei cuori degli amanti della lirica. Questa mattina, alle ore 11, presso la Chiesa di San Babila, a Milano, verranno celebrate le esequie con l'ultimo sentito applauso a una delle più grandi interpreti del melodramma mondiale.


Il celebre soprano turco Leyla GencerVenerdì 9 maggio, nella sua casa di Milano, Leyla Gencer si è spenta lasciando un vuoto nei cuori degli amanti della lirica.
Questa mattina, alle ore 11, presso la Chiesa di San Babila, a Milano, verranno celebrate le esequie con l'ultimo sentito applauso a una delle più grandi interpreti del melodramma mondiale.

Di questa donna dal carattere forte e determinato, vogliamo ricordare la caratteristica voce che seppe piegare ai più diversi stati dell'animo umano; da un lato la accezione “furente e convulsa” (accentuata negli ultimi anni '60) e dall'altro trasparenze e filature singolarissime.

Interprete ideale dell'Ottocento italiano, Le si deve il merito di celebri “riesumazioni” quali I Vespri Siciliani, Jerusalem e La battaglia di Legnano di G. Verdi ma anche la ripresa di alcune opere donizettiane assenti da parecchio tempo dalle scene.

Turca, nata ad Istambul (1924 o 1928 a seconda delle fonti), giunse in Italia nel 1951 e perfezionò la sua tecnica con due Colossi della Lirica: il Soprano Giannina Arangi-Lombardi ed il Baritono Apollo Granforte.

Il suo repertorio fu vastissimo: da Lucia a Carlotta del Werther, da Traviata a Gioconda sempre con grande temperamento ed estrema espressività (si dedicò con successo anche a compositori moderni: Prokofiev, Nono, Castiglioni etc).

Leyla Gencer, alle spalle un quadro di Giusppe VerdiGli ultimi anni, li trascorse a trasmettere la sua grande professionalità ai giovani che trovava poco attenti all'interpretazione e più portati alla quantificazione economica di una eventuale carriera. Con amarezza costatava la carenza di talenti, la superficialità eÔÇŽ la mancanza di validi Insegnanti.

Ci piace salutarla devotamente con questa frase di Angelo SguerziLa sua era voce dell'animo, misteriosa e fatiscente, quasi d'oltretomba” e con il suo canto scolpito nella nostra memoria di ascoltatori estasiati delle sue Anna Bolena, Roberto Devereux, Caterina Cornaro, dai suoi “D'amor sull'ali rosee”, “O cieli azzurri”, “Pace mio Dio”, senza dimenticare l'eccelsa sua scena del sonnambulismo di Lady Macbeth... ascoltare per credere!

 
 
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