√ LIRICAMENTE.IT >>IL SITO PER GLI APPASSIONATI DI MUSICA LIRICA E OPERA LIRICA Concorso Internazionale di canto lirico di Spoleto Corsi di Alta Formazione Accademia Maggio Musicale Fiorentino
Dati dimenticati?

IL SITO PER GLI APPASSIONATI DI OPERA LIRICA

Chiudi Finestra
Home  Mappa  Contatti  RSS 

Commento al documento:
Recensione Opera Mefistofele al Teatro Massimo di Palermo gennaio 2008


Nome:federico
E-mail:federdnapl@gmail.it
Località┬á:palermo
L'opera lirica deve fondere la rappresentazione scenica con la musica, se ciò non avviene, l'opera potrà dirsi “stonata”. Così è avvenuto alla stupenda opera di Arrigo Boito, che ha goduto nell'edizione del 2008 al teatro Massimo di una lettura molto particolare. Attuata Modernamente e in modo troppo personale trascurando vari particolari, importanti per chi, nella rappresentazione di un'opera lirica, ama il rispetto delle indicazioni date dall'autore nel libretto. Con questa nota, Mefistofele apre la stagione lirica 2008 del Teatro Massimo di Palermo. Lasciando da parte il dolore del melomane per lo scempio causato all'acustica di questo teatro, tra i primi d'Europa, dopo ventiquattro anni di chiusura per “lavori“ di restauro, analizziamo solo la messa in scena di questa edizione. Già il prologo, per chi scrive, il duetto tra “Satana e il CIEL”, dove si sarebbe dovuto mettere più in risalto il coro angelico anziché uno strano imbuto, che Mefistofele risale, come nel finale; se nel prologo vuol significare la salita del demone dall'inferno alla terra nell'epilogo, doveva, invece, sprofondarvi. Nel primo atto, il suono delle campane, provenienti dall'orchestra, sale come un sogno musicale, avendo trascurato la scenografia di introdurre almeno, il campanile della chiesa che denota, a chi non conosce la trama, la ricorrenza festiva della S. Pasqua. Al posto della chiesa s'impone, con invadenza, una giostra che fa “sentire”, fin troppo, la sua presenza nel cambio di scena, proprio, a coprire il pianissimo dell'orchestra, oltre a servire da poco appropriato sasso dove siedono Faust e Wagner. ”siediam sopra quel sasso” e di solito dovrebbero sedere lontani dalla folla. L'incontro tra Faust e Mefistofele, anziché avvenire all'interno della casa di Faust lo vede affacciato al balcone importunare un passante, Mefistofele, senza alcun motivo e senza contare i rischi corsi di perdere le battute se un imprevisto avesse ritardato la salita di Mefistofele sino al balcone per “stendere il suo mantel”. Il giardino di Marta nel secondo atto sembra più il cortile di un carcere, e il Saba infernale, ambientato in una discoteca, potrebbe avere un'allegoria realistica, ma disturba e non rende l'idea della vera ambientazione, tanto meno la visione di Margherita in un barattolo, alla fantasia del pubblico sta indovinare se sott'olio, sott'aceto o sotto spirito. Avrebbe meglio reso l'idea una visione immaginaria e personale di Faust, non visibile dal pubblico. Nel terzo atto lo squallore della prigione non richiede nessuno sforzo scenico e il finale è ben rappresentato, vedendo Margherita salire su una croce che cala d'improvviso nella sua vita e preferendola alla fuga col demone che aveva riconosciuto. L'apice del cattivo gusto e interpretazione troppo personalizzata si ha proprio nel quarto atto. Il classico Saba, dove Mefisdtofele nelle vesti di portiere intrattenitore e fotografo fa conoscere a Faust Elena di Troia che alloggia con Panthalis in una conchiglia proveniente, possibilmente dall'isola di Saffo date le moine, ingiustificate, inscenate tra le due coabitanti e la cosa più inspiegabile e che quando Faust occupa il suo posto Panthalis, anziché come da libretto cantare con Nereo, in quest'edizione invisibile, e Mefistofele, resta nella conchiglia che viene richiusa a tener compagnia ai due amanti, chissà! Dell'Epilogo ne abbiamo già parlato in precedenza, senza conoscere il libretto tutto farebbe pensare che quel diavolo di Mefistofele abbia già portato la sua preda all'inferno, mentre si sarebbero dovuti trovare nel suo studio per le ultime tentazioni. Il finale vede risalire Mefistofele lo strano imbuto brandendo una sedia, ma che c'entra la sedia? Scusate anche la sedia?

Torna al documento:
Recensione Opera Mefistofele al Teatro Massimo di Palermo gennaio 2008


Dite la vostra...



Inserisci il curriculum Alta Visibilità

Si tratta di un'ottima occasione per farsi conoscere nel mondo della musica e dell'opera lirica e ti consentirà di essere contattato direttamente dalla persone interessate.
Guarda i curricula già inseriti:

»Curriculum Musicisti Cantanti lirici Insegnanti di canto e Artisti di musica e di opera lirica

Iscrivi il tuo Coro

Se il tuo coro non ha il sito web oppure vuoi aumentarne la popolarità allora iscrivilo al nostro sito.
Guarda i cori già inseriti:

Elenco cori di musica e opera lirica

Cookie | Privacy Policy | Copyright 2006 © | Powered by Andrea Ferretti | 12/11/16 05:04
Liricamente.it utilizza cookie, anche di terze parti. Se vuoi saperne di pi¨ o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie    Leggi tutto Ok