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» Recensione Simon Boccanegra di Verdi al Teatro Massimo di Palermo

Gigi Scalici, 03/11/2009

In breve:
Palermo, 25/10/2009 - Assente dal 1982, ritorna uno dei capolavori dell'alta drammaturgia musicale di Giuseppe Verdi. Un'opera certamente non popolare, che non richiama il grande pubblico, ma che insieme a “I Vespri siciliani “ testimonia la volontà del rinnovamento musicale da parte del maturo compositore, dopo il successo della famosa trilogia.


(Clicca sulle immagini per allargarle - Foto del Teatro Massimo di Palermo)

L'opera rielaborata nel 1881, dopo ben 24 anni dall'insuccesso della prima, contiene tanti richiami alle precedenti ed anche alle successive composizioni, ma la struttura è appunto innovativa, senza le tradizionali arie, i recitativi e le consuete cabalette.
Tanto amata dai più grandi direttori d'orchestra non ha un'ouverture vera e propria, è quasi tutta una partitura sinfonica di raffinata strumentazione affidata alla capacità espressiva dell'orchestra, sebbene presenti talune difformità di stile causate dalle revisioni.

Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Stagione 2009-2010 In questa edizione Philippe Auguin riesce a risolverne la complessa concertazione e la direzione ben assecondato dalla compagine orchestrale. L'esperto maestro francese che ha diretto nei più prestigiosi teatri mondiali, sa esaltare la ricchezza dei colori e dei timbri forti, prevalentemente nelle pagine più altamente drammatiche, come nel prologo, nel perfetto concertato della maledizione al termine del primo atto, nonché nel finale dell'opera, in cui con vera maestria chiude le ultime battute del diminuendo in perfetto sincronismo con Simone che avvelenato si spegne lentamente.
Ben diretto anche il coro dal maestro Andrea Faidutti, particolarmente raffinato al termine del primo atto in “Sia maledetto” eseguito con un colorato pianissimo, dopo il fortissimo del concertato.

Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Stagione 2009-2010


Un'altra peculiarità dell'opera è la prevalenza delle voci maschili in chiave di basso, affidate in quest'occasione a Roberto Frontali – Simon Boccanegra, Ferruccio Furlanetto – Fiesco/Grimaldi, Gezim Myshketa - Paolo Albiani e Paolo Battaglia – Pietro, oltre a quella del tenore Walter Fraccaro – Gabriele Adorno ed a una sola voce sopranile protagonista, Amarilli Nizza nelle vesti di Maria Boccanegra/Amelia Grimaldi.

Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Stagione 2009-2010 Roberto Frontali – baritono in carriera di fama internazionale e tanto apprezzato precedentemente al Massimo in Luisa Miller ed I Vespri Siciliani e prossimo Nabucco - nel ruolo del titolo non ha un'aria personale, ha certamente il compito più gravoso, deve essere nel contempo padre e doge nobile che sa maledire, condannare e perdonare nello stesso tempo, deve adattare l'estensione vocale dalle note più gravi a quelle più acute degli ampi declamati. L'artista romano definisce il personaggio con buona maturità interpretativa, forte delle precedenti esperienze in Simone e negli altri ruoli verdiani di cui è intenso ed equilibrato esecutore. Ottima la sua determinazione nell'intensa invettiva "Plebe, Patrizi, Popolo " e nella maledizione contro Paolo Albiani al termine del primo atto, oltreché toccante nel duetto con Amelia, ritrovata figlia dopo ben venticinque anni e nella scena della morte.

Interessante il forte contrasto degli intensi duetti tra Simone e Jacopo Fiesco/Andrea Grimaldi sin dal prologo.
Ferruccio Furlanetto - protagonista di notevole statura artistica, acclamato Mefistofele nella scorsa stagione del Massimo - nelle vesti del fiero nobile genovese, assetato di vendetta, è un Fiesco forte ed autoritario come previsto dall'autore, dalla voce ben timbrata e molto scura, che esegue con sicurezza di colore, d'estensione e di adeguato volume le note più gravi dell'aria del prologo “A te l'estremo addio.. ..Il lacerato spirito“, nonostante qualche evidente segno di logorio vocale per l'intensa carriera di basso svolta nei maggiori teatri del mondo.

Amarilli Nizza in Maria in Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Stagione 2009-2010 La signora Amarilli Nizza – frequente ospite al Teatro Massimo (già in Pagliacci, nel Trittico, in Aida; per il 2010 in Nabucco e Fanciulla del West) - esordisce nell'aria del primo atto di Maria Boccanegra/Amelia GrimaldiCome in quest'aura bruna ”, con un timbro troppo intenso, quasi drammatico. Non si riscontra in questo giovane ed affermato soprano lirico in campo internazionale, dalle indubbie qualità vocali, dall'ampia estensione e dal notevole naturale volume, quella chiarezza, quella limpidezza melodica richiesta all'unica interprete femminile, che dovrebbe essere invece di contrasto alle intense e cupe voci maschili medio - gravi che prevalgono nell'opera.
Talvolta spinge oltre il necessario a discapito dei colori e con fraseggio poco chiaro, tuttavia risolve con accurata professionalità la successiva “Nell'ora soave che all'estasi invita” ed il resto dell'opera, compresi i particolari duetti con Simone e con l'amato Gabriele Adorno.

Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Stagione 2009-2010 Walter Fraccaro, anch'esso artista sulle scene internazionali sin dalla metà dello scorso decennio, migliorato sensibilmente negli ultimi anni sia vocalmente sia sul piano interpretativo, è un efficace Gabriele Adorno, dal bel timbro esteso di tenore lirico, dai giovanili slanci appassionati nei confronti di Amelia ed altrettanto spinti nel coinvolgimento del furore contro Simon Boccanegra.
Applaudito interprete in “O inferno, Amelia qui ” all'inizio del secondo atto.

Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Stagione 2009-2010 Esuberante il giovane baritono albanese Gezim Myshketa, nelle vesti del perfido e viscido Paolo Albiani, vincitore di tanti concorsi, specializzatosi con i più esperti insegnanti e che interpreta già personaggi di rilievo. Fermo restando l'affinamento dello stile di canto che dovrà ancora completare, è senz'altro destinato ad una bella carriera.
Dignitosa altresì la parte del popolano Pietro del basso-baritono Paolo Battaglia.

Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Stagione 2009-2010 Piuttosto razionale, equilibrato l'allestimento in coproduzione con il Comunale di Bologna, con la regia di Giorgio Gallione e scene e costumi di Guido Fiorato, con architetture dalle belle prospettive attorno ad un pavimento decorato sopraelevato, sempre presente in tutte le scene e con colorati costumi dell'epoca.

Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi al Teatro Massimo di Palermo - Stagione 2009-2010 In quest'edizione – con replica del 29 ottobre proiettata in diretta su diverse sale cinematografiche – il pubblico con prevalenza di abbonati, pur esprimendo vari consensi non è stato pienamente soddisfatto, soprattutto per i motivi accennati in premessa, per un'opera cioè non popolare, che non è sufficiente ascoltare soltanto in teatro per un corretto apprezzamento.
Gigi Scalici

 
 
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