Risposte esperto in merito a curiosit nel mondo dell'opera lirica, in merito ad autori d'opera, librettisti, opere liriche, teatri lirici, cantanti, storia del melodramma, nozioni di arte scenica

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Curiosità nell'opera lirica|Pagina 3

In questa sezione il nostro esperto darà risposte in merito alle curiosità che possono nascere in tema opera lirica, melodramma e tutto ciò che ruota intorno alla vita dei cantanti lirici, dei musicisti, dei compositori...

 

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  • 31/07 - Stefano
    Buongiorno, mi ha fatto molto piacere ricevere la sua risposta e per questo la ringrazio! Seguirò il suo consiglio e mi informerò da un maestro. Di recente ho letto un libro (che parla di un pò di tutto e anche di opera) in cui l'autore (che si crede un grande esperto in materia anche se secondo me non lo è) dice che le opere di Verdi sono rivolte ad un pubblico meno colto e preparato rispetto a quelle di Puccini. Essendo uno sfegatato di Verdi, senza nulla togliere a Puccini, ci sono rimasto un pò male ma dopo aver riflettuto un pò ho pensato che dal punto di vista librettistico forse tutto questo è vero; perchè la trama di Tosca o Turandot è sicuramente più intricata e complessa di quella di Traviata, Aida o Nabucco. Ma la domanda che vorrei porle è: secondo lei anche dal punto di vista musicale Verdi è meno complesso di Puccini e quindi rivolto ad un pubblico meno colto e preparato? Aspetto fiducioso una sua risposta. Stefano
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO STEFANO:
    noto con piacere che hai accettato l'invito al dialogo.
    Dunque, vediamo. Premesso che mi fa molto piacere saperti anche attento lettore, vorrei spiegare al tuo nobile animo, che l'affermazione dell'autore risiede in un fatto musicale tipicamente compositivo.
    Verdi visse ed operò cronologicamente prima di Puccini ed appartenne ad un periodo storico diverso; Puccini visse il periodo del fine secolo con un occhio attento ai cambiamenti (leggi Dodecafonia) che stavano diffondendosi in tutta Europa.
    Quindi con orecchio sereno ed imparziale, dovrai ammettere che, ad esempio Turandot, adotta un linguaggio musicale arduo e ricco di nuove sonorità.
    Verdi risentì, nelle ultime composizioni, l'influsso del suo grande rivale, Wagner, e puoi notare, infatti, che nelle ultime opere (Otello e Falstaff) non vi sono più, o quasi, pezzi chiusi (Arie, duetti... come siamo soliti chiamarli) ma tutto è strettamente collegato così come in Wagner era ormai consolidato il concetto di "melodia infinita".
    Non credo che il tuo autore abbia classificato quella di Puccini "musica più colta" per svalurtare la musica di Verdi, ma solo per significare che la musica del Cigno di Busseto appartiene ad un modo compositivo più classico, meno complesso (armonicamente) ma non per questo meno valido.
    Riponi l'ascia di guerra, caro Stefano, ed apprestati ad ascoltare le differenze timbriche, i cromatismi, la moderna scrittura Pucciniana che riflette in toto l'avvento del Novecento (Puccini viene classificato come autore per lo più verista) e la tipicità Verdiana del romantico Rigoletto o della struggente Traviata, moderna nell'argomento (e per questo massacrata al debutto) ma saldamente ancorate alla tradizione.
    Dunque non si tratta di rivolgersi ad un pubblico più o meno preparato culturalmente, ma più o meno aperto ai cambiamenti.
    Da parte mia ritengo che sia una scelta emotiva... a qualcuno arriva di più la scrittura Verdiana, ad altri più quella Pucciniana ma solo per diversità di sensibilità o caratteriale.
    A darti una mano potrebbe servire ascoltare, ad esempio, qualche pagina della Fanciulla del West, opera molto difficile da ascoltare ed ancor più da... cantare proprio per le arditezze armoniche in essa contenute (non mi riferisco a "Ch'ella mi creda" ma al discorso musicale in genere).
    Prova ad ascoltarne il secondo atto, poi mi dirai cosa ne pensi.
    Raccogli la sfida?
    Attendo per conoscere l'evoluzione del tuo pensiero a riguardo.
    Un caro abbraccio.
    Mae (ed un Bravo! Per appassionarti così tanto)

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  • 01/08 - Dario
    Salve. Ho una richiesta da fare, non conosco bene la lirica, ma sono curioso di scoprire il titolo di un brano, che ho ascoltato dal vivo, a Catania in una rappresentazione in piazza teatro massimo, svoltasi in data 31/07/08. Ho effettuato una registrazione della stessa, se vi è possibile, vorrei inviare il file audi/video per permettervi di ascoltarlo ed eventualmente comunicarmi il titolo. Grazie
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO DARIO e saluti alla bella Sicilia!
    Il file che hai mandato, contiene una fantasia di brani dalla operetta "La Vedova allegra" di F. Lehar.
    Deve essere stata una serata piacevolissima con queste serene, spumeggianti note!
    Buona estate da Liricamente! Mae.

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  • 02/08
    Ciao Mae, sono Gino, lo studente tenore, in agosto sono in pausa di lezioni riprenderò a settemre, comunque volevo dirti che ho smesso di fumare (finalmente) perchè la mia maestra me lo ha consigliato per la voce; volevo dirti che sono andato a vedere la Tosca a Buscoldo (MN) diretta dal meraviglioso maestro Daniele Anselmi, e mi è piacita molto anche se io preferisco Verdi, ma volevo chiederti una cosa, il tenore della Tosca era un Coreano un certo Kazushy o qualcosa del genere, ma devo dirti che non mi è piaciuto un gran che non ha mai stonato ma mancava di forza interpretativa la voce era pulita ma non squillante, tu cosa ne pensi dei cantanti lirici orientali. Un grosso saluto Gino Legnani
    Leggi la rispostaLeggi la risposta
  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GINO:
    un applauso Mega per aver smesso di fumare.
    Bravo, così si fa!
    Ne avrai benefici per la salute oltre che per le corde vocali.
    Gireremo con piacere i tuoi elogi all'amico Daniele Anselmi che tanto si prodiga per diffondere l'amore per la musica in tutta la provincia Mantovana.
    In merito al tenore che, dal nome, credo essere giapponese, non posso commentare dacchè non lo conosco, in compenso posso affermare che da ormai vent'anni, l'Italia ospita tantissimi studenti orientali che vengono a perfezionare tecnica e lingua nella Patria del Bel Canto.
    Sono molto disciplinati e solerti, studiano volentieri e con grande passione, girano la penisola in lungo ed il largo per trovare l'insegnante giusto.
    Certo appartengono ad una cultura diversa e, a volte, li sentiamo cantare senza espressività perchè non conoscono la nostra lingua o sono estranei a sentimenti diffusi nelle nostre Opere, ma che sfuggono al loro quotidiano.
    Magari la loro conformazione non li aiuta molto, ma ti assicuro che ci sono ottimi cantanti anche tra questi studenti.
    Dunque penso che questi ragazzi porteranno un pezzetto di Italia al loro Paese e questo mi piace molto.
    Personalmente ho avuto parecchi amici orientali e li ho sempre apprezzati per la immensa volontà e per i sacrifici che fanno per diventare padroni di questa Arte tanto lontana da loro e, a volte, penso che se i nostri studenti avessero la loro determinazione, avremmo più cantanti di qualità.
    Prova a pensare che è un pò come se tu volessi aprire un ristorante con cucina Giapponese (che ve tanto di moda oggi) cosa pensi che dovresti fare (a parte assumere un cuoco Giapponese, s'intende) per ottenere buoni risultati?
    Imparare tutti i segreti di una cultura completamente estranea e poi, tanto, tutti preferirebbero un cuoco di... Madrelingua.
    Scherzi a parte, volevo solo dimostrare che cantare bene non è facile come sembra, e che oggi i Tenori sono merce rara e pregiata; caro Gino, cosa aspetti a metterti in pista?
    Goditi le meritate vacanze e preparati alla ripresa con buoni propositi e tanta voglia di fare.
    W la Musica e tutti quelli che la amano!
    Un abbraccio. Mae

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  • 02/08 - Stefano
    Innanzi tutto buongiorno!
    Ho seguito il suo consiglio e ho ascoltato il secondo atto della Fanciulla del West (opera per me fino ad ora mai ascoltata apparte il famoso "ch'ella mi creda" anche da lei citato) e devo dire che ora mi ritrovo ad essere daccordo con lei.
    In effetti essendo Puccini e Verdi vissuti in epoche diverse anche la loro musica e il loro stile lo è.
    Nonostante ciò continuo ad essere convinto che i temi trattati da Puccini siano comunque più complessi di queli trattati da Verdi.
    Per esempio il Nabucco di Verdi in cui troviamo un profondo sentimento patriottico e sicuramente di più chiara comprensione in confronto alla Tosca di Puccini che a mio parere a bisogno di una più attenta analisi psicologica dei personaggi.
    Ma questo non vale solo per Vedi ma per esempio anche per la Cavalleria Rusticana di Mascagni in cui si snodano profondi intrighi di gelosia.
    Quindi anche quest'opera secondo me è di più facile comprensione di quelle di Puccini anche perchè è più vicina alla gente comune, la vicenda si svolge in un paesino abitato da gente umile, anche se a volte qualche critico snob non la prende in considerazione perchè la considera troppo popolare.
    Ma proprio perchè è popolare bisogna ringraziare Mascagni perchè è riuscito a portare il teatro in piazza e la piazza nel teatro.
    Aspetto ansioso il suo parere.
    Stefano
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO STEFANO:
    ho piacere che tu abbia potuto costatare che ognuno è figlio dei propri tempi e che i tempi... cambiano; Mascagni è un vero e proprio Verista, e premetto che questo non è un termine dispregiativo ma che lo colloca in un preciso periodo storico e culturale.
    Sai bene che Pensiero, Arte, Musica, Letteratura ecc...camminano spesso di pari passo, così la musica Verista si affianca all'esaltazione dei sentimenti forti, alle tinte decise, ad argomenti di ispirazione popolare, ma questo, caro Paladino, non deve infastidirti dacchè è solo una analisi del periodo in cui operarono grandi Artisti come Mascagni, Leoncavallo, Verga ed altri ancora.
    Che ognuno poi abbia le proprie preferenze, ci può stare, sai bene che i gusti non si discutono.
    Per finire, poi, il giudizio del pubblico rimane sovrano, cioè quando si rappresenta, per esempio, Cavalleria rusticana, le sale si riempiono di pubblico, il che vuol dire che è un'opera gradita ed apprezzata da molti, cosa che non accade con altri capolavori meno popolari e quindi meno seguiti (solo per fugace esempio, Il Pirata di V. Bellini).
    Quel che più salta all'occhio invece, è che mentre molti sono i titoli di Verdi e Puccini nel cuore dei melomani, pochi sono quelli di Mascagni che, pur avendo composto un discreto numero di opere, rimane famoso per poche.
    Negli anni d'oro della lirica, troviamo cartelloni con "Isabeau", "Iris", "Le Maschere", "Silvano", "Lodoletta", "Parisina", "Il piccolo Marat", "Guglielmo Ratcliff" ed altre ancora che sono ormai scomparse dai programmi dei teatri ed anche... dalla pubblicazione.
    Molti attribuiscono questa latitanza alla arditezza vocale che richiedono, altri danno altre motivazioni... il fatto è che non abbiamo più la possibilità di ascoltare la maggior parte della produzione di questo autore (tranne che a Livorno, sua città natale).
    Perchè?
    Forse sarebbe meglio chiedere agli... addetti ai lavori.
    Un abbraccio. Mae

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  • 03/08 - Sarah
    Ciao, Mae!!!
    Sono Sarah, magari neanche ti ricordi di me... Beh... ti scrivo in presa diretta! Ho appena passato l'audizione per Manon Lescaut. A Milano, in ottobre. Beh, non so cosa dirti... Sono solo molto contenta soprattutto perchè ho seguito il tuo consiglio... CANTARE SEMPRE ANCHE IN QUEI GIORNI!!! Infatti l'audizione musicale è passata... adesso ci vuole quella col regista! Comunque il peggio è passato! Devo dirti che dopo aver cantato l'aria ("Sola, perduta, abbandonata", IV atto), ero freschissima. Infatti, mi hanno fatto cantare anche "In quelle trine morbide", ed è andata bene. Meno male! Ora ti farò avere (GIURO!!) il file che oggi non ho registrato (in quanto in audizione sarei stata non concentrata come meriti). Sicuramente "Sola, perduta, abbandonata", e magari qualcos'altro... Posso farti sentire "La mamma morta"? Ho un concorso a settembre, e mi farebbe piacere un tuo parere. Buone ferie, se vai in vacanza... io purtoppo non posso! Prove in continuazione di un'Adriana che avevo rimandato da tanto tempo! BACI!!!!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO SARAH:
    come puoi pensare che ti abbia già dimenticata?
    E' un piacere sentire che le cose vanno bene e che molte altre bollono in pentola; leggo che stai affrontando un repertorio molto particolare ed interessante quindi avrei proprio desiderio di ascoltare qualcosa di tuo (va bene Chenier ma gradirei anche Manon Lescaut).
    Il mio giusto riposo è ancora lontano e durerà poco (Sig!), ma ho la certezza che molti di voi mi terranno compagnia fino ad allora.
    Cerca sempre di fare del tuo meglio e... in bocca al lupo!
    Mae

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  • 07/08 - Caterina
    Gentilissimo maestro, le scrivo per dissipare un mio dubbio. In occasione del mio compleanno il mio solerte fidanzato (anche lui appassionato di lirica) mi ha regalato un cd contenente una serie di brani cantati dalla grande Maria Callas. Tra questi vi è "Una voce poco fa" tratta dal Barbiere di Siviglia. Ecco qua il mio dubbio. Ma la parte di Rosina non è per mezzo-soprano? E la Callas non era un soprano drammatico di agilità? Aggiungo tuttavia che il modo in cui l'ha cantato fa venire i brividi. Se riesco te lo manderò. Un saluto
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO CATERINA:
    conosco molto bene le incisioni della Sig.ra Callas e posso dirti che cantò ed incise anche brani dalla Cenerentola di Rossini, Sansone e Dalila, Orfeo ed Euridice e perfino Carmen.
    Diciamo che quando si diventa un mito, tutto si può fare; la Callas si cimentò con grande bravura in ogni tipo di repertorio, riportò sulle scene anche opere che non venivano rappresentate da anni, sempre ottenendo strepitosi successi di pubblico e di critica. Attenzione però: di Callas ce n'è stata una sola e non è certo che altri saprebbero fare altrettanto.
    Non farti lusingare da questo fatto dacchè, se lo facesse un comune mortale, sarebbe aspramente redarguito.
    Quindi ascolta pure tutte le incisioni della Callas sempre tenendo presente (e l'ascolto te lo conferma) che di fenomeni ne nascono pochi.
    Un abbraccio. Mae

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  • 31/08 - Alida
    Mae... Ma che cos'è un ottavista?
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ALI:
    domanda che servirà a diffondere un pò di cultura, brava!
    E' un particolare Basso che si esplica, per lo più, nella musica sacra (Cristiana Ortodossa, per lo più russa) ed ha una gamma vocale estremamente spostata verso il grave.
    Sono particolari voci che possono raggiungere il LA o il SOL ultragravi!!!!
    Fenomeni, no?
    Un abbraccio. Mae

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  • 05/09 - Carmela
    La mia insegnante di canto dice che sono una soprano. Come capire che tipo di soprano sono?
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CARRA CARMELA:
    come capire senza aver ascoltato?
    L'orecchio è sovrano, pertanto per poter fare una valutazione abbiamo la necessità di ascoltare la tua voce. Se lo desideri, puoi inviarci un file audio per ascoltarti!
    Un abbraccio. Mae

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  • 06/09 - Riccardo
    Buongiorno a tutti... in questi ultimi giorni sono molto dubbioso. Ho cominciato lezioni di canto scoprendo la mia estensione e la mia tessitura vocale. Sono stato classificato come baritono ma ultimamente sto scoprendo di fare meno fatica sulla parte alta e soprattutto una grandissima emissione e una nuova chiarezza della voce... A questo punto mi sorge una domanda: esistono baritoni leggeri? Tipo il tenore leggero ecc, in grado di emettere note più alte e piene? A volte non sembro più nemmeno io. Grazie Ricky
    Leggi la rispostaLeggi la risposta
  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO RICCARDO:
    non ricordo di aver letto in precedenza se comunichi la tua età (se è no, potresti farlo?) e per venire al quesito, oggi vi sono varie distinzioni nella "nomenclatura" che torno a dire, a me sembra eccessiva, ma esistono il "Baritenore", il "baritono leggero brillante", il "baritono leggero classico" e via dicendo.
    Diciamo che al primo corrisponde una voce che oggi non abbiamo più modo di trovare dacchè, se la caratteristica di una buona voce è l'omogeneità, non hanno ragione di esistere voci come queste che hanno note gravi da basso ed acuti di tenore contraltino.
    Per il Leggero brillante o comico, si consigliano ruoli appartenenti al settecento (notevole estensione con colore tenorile); il Leggero Classico, prevede ruoli mozartiani con colore chiaro ma acuti ed anche gravi.
    Ecco, questo è il "catalogo" delle voci chiare-baritonali (sfido chiunque a non trovarsi una classificazione) oggi in auge; mi riservo però un personale giudizio, solo dopo aver ascoltato un'aria.
    Non starai forse migrando verso la voce di tenore???
    A presto. Mae

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  • 12/09 - Alida
    Mae, delle domande di tipo "cantantisco" :) come si fa a interpretare parti come Madama Butterfly o Mimì SENZA METTERSI A PIANGERE? So che può sembrare una domanda stupida, ma io sono un'iperemotiva e ipersensibile, e non sono mai riuscita nemmeno ad ascoltare arie come "Un bel di vedremo" o "sì, mi chiamano Mimi" (arie coinvolgenti ma sicuramente non acnora drammatiche)senza scoppiare a piangere come una fontana. E' normale? Succede anche cantandole? Ed aiuta ad interpretare oppure bisogna cercare di essere lucidi sul palcoscenico?
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ALY:
    quello che scrivi, è del tutto normale; si sa che l'animo del cantante è quasi sempre ipersensibile per cui spesso avviene quel che descrivi.
    Quando poi ci si trova a dover cantare un'aria... a rischio, devi mettere in conto che l'avrai studiata e quindi cantata un milione di volte per sviscerarne significati, colori e metodi di comunicazione (la famosa interpretazione) cosicchè non sarà più tanto commovente anzi, a volte, capita che un'aria che adoravi diventi un'ossessione!!!
    Comunque sia, quando si canta su di un palcoscenico, si viene sempre a creare una atmosfera particolare, quindi è indispensabile sapere che "metà cervello bada alla tecnica e metà all'interpretazione" cioè si impara ad esprimere senza essere fisicamente coinvolti, altrimenti ci si rimarrebbe dentro!
    Fa pare del mestiere del Cantante imparare a gestire le emozioni che, all'inizio sono fortissime e contrastano con la ragione, ma con lo studio e la guida di un buon insegnante, diventeranno preziosi compagne di percorso.
    Cantare è bello!
    Un abbraccio. Mae

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  • 19/09 - Tiziana
    Mae sei stata davvero molto chiara e precisa!! Grazie mille per le tue importanti risposte, proverò a seguire le tue indicazioni passo passo... e ti aggiornerò dei miei risultati!!! A presto! Un abbraccio
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    BRAVA; TIZIANA e vento in poppa!

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  • 20/09 - Alida
    Cara Mae, è dannoso per una voce che estensione tendente all'acuto (lirico leggero o lirico con estensione ai sovracuti )cantare da mezzosoprano se ha quelle note nelle corde? Se ci sono danni, è perchè la tecnica non è sufficiente o perchè anche con una buona tecnica non è consigliabile cantare in due registri? P.S.: presto tornerò a studiare deh vieni (forse anche tra un paio di settimane).
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ALIDA:
    ogni voce dovrebbe cantare nella sua giusta tessitura; se una voce è chiaramente sopranile, non vedo perchè debba cimentarsi in arie da mezzo.
    Certamente è più pericoloso per un mezzo cantare da soprano (dovrebbe spingersi in zone stressanti per le proprie caratteristiche) ma anche per un soprano, cantare da mezzo, vorrebbe dire snaturare la propria identità obbligando la voce a sostenere tessiture troppo gravi col rischio di appesantire la voce con conseguente perdita di elasticità e col rischio di non riuscire ad amalgamare i vari registri.
    Ognuno ha la sua voce e deve educarla, anche se a volte pare difficile, in tutta la gamma di suoni richiesta.
    Sovente la cosa accade a fine carriera, quando la voce, stanca, non regge più la tessitura d'origine (molti bei soprani, Callas compresa, hanno fatto escursioni in ruoli mezzosopranili in età avanzata o a fine carriera) cercando di prolungare il percorso il più a lungo possibile.
    E' difficile dire addio al palcoscenico così si cerca di allontanare il momento del doloroso distacco (ai posteri l'ardua sentenza).
    Vedi di fare del tuo meglio senza nuocere alla tua giovane e bella voce.
    Baci, Mae

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  • 22/09
    Volevo sapere a che nota può arrivare un soprano. Grazie
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ELISABETTA:
    se hai letto qualche messaggio già scritto da tuoi colleghi, saprai che la categoria del Soprani si suddivide in diverse classificazioni, per cui non esiste una estensione standard; il soprano leggero, che è quello più acuto, ai giorni nostri canta fino al Fa sovracuto (vedi, per es. la Regina della Notte); altri tipi di soprano, non hanno l'obbligo di quelle note estreme.
    Così, a seconda della classificazione del soprano si ha una particolare estensione.
    Attendo ulteriori quesiti, se ti garba.
    A presto. Mae

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  • 27/09 - Ilser
    Salve, ascolto opera da quando ero nella culla, ho una famiglia di melomani che stravede per il bel canto, se dobbiamo ascoltare una romanza, ci affidiamo al vinile.
    Ascoltare i cantanti di oggi è impossibile ,escludendo alcune voci femminili, gli uomini non convincono, i ruoli sono stati violentati.
    Ascoltiamo parti da baritoni cantate da tenori lirici e i mezzi baritoni sono stati riciclati in bassi.
    Le voci di Tito Schipa, di Lugo, per non toccare i mostri sacri Gigli e Pertile sono impareggiabili.
    Ora se al conservatorio sei tenore ma non riescono a insegnarti il passaggio alle note alte, subito ti propongono la carriera da baritono.
    Così, per questo e per altre cause mi sono trovato a mollare il conservatorio.
    Ora faccio l'operaio ma la passione rimane sempre accesa, mi esercito sempre e debbo dire che la voce, forse con la maturazione o sarà stato il respirare la robaccia al lavoro è migliorata di molto.
    Così mi trovo a 35 anni a voler ricominciare, vorrei un consiglio da Esperto.
    La ringrazio anticipatamente e le faccio i complimenti per la passione e il calore delle sue risposte, che leggo sempre con interesse.
    Guido
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GUIDO:
    concordo con la tua analisi del panorama lirico, anche se, per puro fatto... estetico, preferisco ascoltare i moderni CD con le voci del passato.
    Dopo aver ascoltato tanti giovani, posso dire, senza tema di smentita, che le voci importanti nascono ancora, quel che manca è un esperto corpo docente.
    Viviamo, purtroppo, in un'epoca in cui, per cantare, si devono aver requisiti che poco c'entrano col canto (bellezza, disponibilità, politica...), cose che esistevano anche prma, è certo, ma che se non erano supportate da un buon materiale, avevano poca presa.
    Abbiamo assistito alla nascita di grandi cantanti dal fisico non da modella che pure si producevano in fantastiche traviate, o Butterfly ed anche in poco credibili Mimì ma, io sostengo che, per fare il cantante occorre, prima di tutto, una Voce con una Signora Tecnica, se poi c'è anche un bel fisico, ben venga.
    Oggi le esigenze estetiche hanno ribaltato la frittata: occorre un fisico che non abbia problemi a mostrarsi anche in poco probabili nudi, poi della voce o della tecnica, non gliene frega niente a nessuno (ci sono, ad esempio, delle arie usate per la pubblicità ed in particolare una "ebben, n'andrò lontana" che sembra cantata da una gallina, come scrive una nostra amica, ed è una cosa raccapricciante ascoltarla... bisogna assolutamente cambiar canale!).
    Potere dei media e disfatta del Melodramma!
    E non aggiungo altro poichè sarebbe solo sterile polemica.
    Che tu abbia mollato il Conservatorio non è un grosso guaio, tanto non ti sarebbe servito per cantare, ma solo per cultura personale; che consiglio potrei darti senza conoscere la tua voce?
    Sento che sei una persona determinata e che non ha paura di lavorare, quindi a 35 anni puoi rimetterti in gioco e riprendere; che voce hai e dove vivi?
    Per un giudizio più tecnico, avrei proprio bisogno di sentirti (basta un telefonino o puoi chiedere alla magica redazione).
    Chissà che tra queste frasi non si celi un novello Pertile???
    Attendo con fiducia. Mae

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  • 28/09 - Vanessa
    Carissimo Maestro: mi sono da pochissi iscritta in questo sito, spero di conoscere tante curiosità e verità sul canto!!!
    Vorrei tanto conosce una diversa definizione su talento: è da 7mesi che studio canto e vorrei tanto sapere se io davvero ne ho, se un domani potrò sfondare nel mondo dei teatri!
    Domanda: il talento si crea o è qualcosa con cui si nasce? Aspetto con ansia questa risposta. Grazie.
    Leggi la rispostaLeggi la risposta
  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO VANESSA
    e benvenuta!
    Quella sul talento, è una opinione molto controversa; a mio parere, il talento è qualcosa con cui si nasce, una predisposizione naturale che va poi coltivata ed affiancata da una serie di altre qualità.
    Nel nostro caso, il talento deve essere accompagnato da sensibilità, intelligenza, forza di volontà, autocritica, ed anche da un pò di fisicità fino a giungere ad un pizzico di fortuna.
    Vi sono molte potenzialità che non giungono a dare i frutti sperati (vedi i bambini prodigio) perchè non riescono, per qualche motivo, a consolidare questa predisposizione iniziale.
    Il talento va dunque coadiuvato da altre componenti che portano l'individuo a migliorare, ingigantire ciò che la natura ha instillato come un piccolo seme che, se ben curato, darà il duo frutto.
    Tocca ad ognuno di noi fare in modo che questo seme possa germogliare, grazie anche alle possibilità "ambientali" e familiari che possono sviluppare, fin dal primo manifestarsi, tali predisposizioni, rimanendo sempre del parere che, se uno nasce con una voce "speciale" tutti se ne accorgono, sia esso povero, ricco, istruito, presuntuoso, ma solo con una bella voce, non è detto che si possa diventare un grande cantante... quello è il semino, poi ci vuol altro, altro, altro, altro!
    Un abbraccio. Mae

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  • 09/10 - Sergio
    Secondo Lei come mai non emergono più outsiders nel campo lirico? Sono in tanti a cantare e magari anche bravi ma nessuno più che ti dia il 'brivido' di una BELLA voce tanto da dire 'E' nato un fenomeno.' (Gigli, Domingo, Bechi etc...) So bene che moltissimi cantanti, dopo aver studiato (e speso anche tanti soldi) non vedono l'ora di essere ingaggiati dagli impresari i quali, moltissime volte lo sfruttano (nella voce) facendogli cantare di tutto e di più con la conseguenza di rovinarli quel poco di buono che avevano acquisito e quindi rovinando la voce. E' così? Grazie. Sergio Pinto
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO SERGIO:
    questa è una domanda che molti melomani (senza offesa, di una certa età) si pongono, quindi grazie per darci l'opportunità di dire la nostra.
    La tua analisi non fa una grinza, tuttavia esistono altri motivi ben noti a chi "naviga" nel settore.
    La prima cosa che può dirti un cantante è: non ci sono più i Maestri di una volta.
    E' così, oggi studiare lirica, è diventato un busyness, così che se ne occupano in tanti, e spesso poco adatti allo scopo.
    Nello studente si è solito vedere una fonte di guadagno, non una missione; molti, grazie a chiacchiere, si spacciano per insegnanti e, molti altri, (e questo gli allievi lo sanno) non sanno insegnare ma hanno le "giuste conoscenze" quindi si fanno pagare le infruttuose lezioni a peso d'oro, garantendo poi audizioni presso agenzie e Teatri o vittorie a certi concorsi.
    Esistono, poi, quelli che operano nel "sottobosco" cioè promettono numerosi concerti (gratuiti) che servono come palestra (ed è sacrosanto) ma che portano profitto solo al pseudoinsegnante, che invece il disturbo se lo fa pagare, eccome.
    E qualcuno potrebbe obiettare "ma la raccomandazione, senza una dimostrata bravura, non può servire".
    Ieri no, oggi invece si, eccome!
    Grazie a giornalisti compiacenti, agenzie poco serie, teatri senza scrupoli.
    Cosa sta alla base di tutto questo? Una diffusa ignoranza sull'argomento.
    Molti assistono a rappresentazioni, concerti, recitals senza distinguere neanche che tipo di vocalità hanno ascoltato (alcuni chiamano "Signora Tenora" le sventurate Soprano che si esibiscono e che, nonostante lo smarrimento, sorridono facendo finta di niente!!!)
    Qualunque cosa si chiede ad un Ex Cantante, risponderà che non ci sono più fenomeni anche perchè non si sa più studiare.
    Ai tempi della Grande Lirica, c'erano fior di insegnanti che si chiamavano "Spartitisti" ed erano quelli che insegnavano al cantante (che aveva già superato i problemi tecnici, come esprimere sentimenti, come cantare le passioni; oggi, quando si è imparato uno spartito a memoria, si pensa di aver risolto la questione (i Grandi la chiamano Superficialità).
    Mentre ieri i Melomani sapevano molto sulle voci e sul modo di porgere e cantare, oggi vi è un appiattimento totale; basta sentire uno strillo o una vociona, anche stonata, perchè la maggior parte degli astanti si produca in osanna festanti che, ben vengano ad incoraggiare dilettanti o principianti, ma mortificano la Lirica quando questa viene prodotta con milioni di euro.
    Un altro tassello mancante oggi è il teatro di provincia che, un tempo, faceva far tirocinio a tanti giovani inesperti e che formava i Talentuosi e stroncava i non adatti.
    Oggi, le sovvenzioni sono poche e anche la provincia vuole i Grandi (o comunque i Nomi), poco importa il loro rendimento (tanto, chi ci capisce è bravo e chi organizza, lo sa); i Circoli lirici, chiudono i battenti poichè non si riesce neanche a dare un rimborso spese, nei Conservatori si fa poco o niente (poco tempo e mal speso), le sovvenzioni vanno solo ai grandi Enti che sperperano a piene mani...
    Dunque, più cultura, più serietà e meno frenesia di guadagni da parte di tutti e quindi "contro" gli interessi della maggioranza intraprendente e a favore di una Cultura che, invece, tace.
    Questa sarebbe la cura ma come affrontarla... una bacchetta magica, forse?
    A presto, caro Sergio e grazie di essere un fervente appassionato.

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  • 13/10
    Qual'è la differenza tra Conservatorio e Istituto Musicale Pareggiato?Grazie
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO LO:
    la differenza tra le due istituzioni sta nel fatto che l'Istituto spesso nasce come scuola privata, quindi gli insegnanti vengono scelti a seconda di una personale graduatoria, poi grazie a un elevato numero di iscritti, alla serietà della gestione ed in mancanza di altre scuole (o altro ancora), chiede ed ottiene di diventare "pareggiato" ossia gli esami ivi sostenuti hanno la stessa validità di quelli di un normale Conservatorio che attinge personale docente da una graduatoria nazionale.
    Vi sono altre scuole che hanno corsi musicali ma che poi non possono rilasciare diplomi, così gli iscritti devono sostenere gli esami, come privatisti, in Conservatori statali.
    Quindi accertarsi che la scuola che si sceglie sia in grado di rilasciare un regolare diploma.
    A presto. Mae

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  • 16/10 - Fausto
    Salve, sono uno studente che sta affrontando una tesi di laurea sul Macbeth verdiano rappresentato alla Scala nel 1952 con la celebre Maria Callas. Avrei bisogno di qualche recensione dell'opera, ma purtroppo non ho trovato granché finora. Oltre a qualche registrazione, avrei bisogno soprattutto di qualche "commento" autorevole. Potrebbe indicarmi qualche rivista musicale che magari ha recensito proprio quel Macbeth? Grazie
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO FAUSTO:
    non è facile trovare materiale risalente al Macbeth scaligero del 1952 (appena un trafiletto sul libro "la Scala racconta"); vi è una registrazione su CD che, chiaramente ha un supporto cartaceo scritto in: inglese, tedesco e francese!
    Tuttavia qualcosa circa questa rara interpretazione di Maria Callas, puoi trovarlo sul testo di John Ardoin "The Callas Legacy".
    Ti mando anche questo trafiletto del memoriale di M. Callas "Tornai a Milano per aprire con il Macbeth di Verdi la stagione scaligera 1952/52. Ma durante questa recita, subito dopo l'ultima nota della scena del sonnambulismo, sentii distintamente tra gli applausi due o tre fischi.....si capiva benissimo che il disturbatore usava un vero e proprio fischietto.Ci rimasi assai male e il pubblico ambrosiano, così imparziale e generoso, prese le mie difese mutando in trionfo il mio successo."
    Spero possa essere un piccolo aiuto.
    Buon lavoro. Mae

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  • 19/10
    Come si fa ad essere certi della serietà delle agenzie se un aspirante cantante non ha santi in paradiso che lo raccomandino? Grazie
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO CATERINA:
    domanda sacrosanta a cui possiamo solo rispondere che l'esperienza è maestra; ci sono voci che girano sull'argomento, persone che hanno avuto cattive esperienze, altre invece si trovano bene... chi può avere certezze in questo campo?
    Prova a chiedere a chi ha già avuto esperienze di questo tipo.
    Un abbraccio. Mae

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  • 23/10
    Stavo in giro per internet ed ho trovato questo sito meraviglioso. Io studio canto lirico e non solo. Ho tante domande da farvi!! Ma lo faro' con piu' calma perche' la mia storia e' lunga. Per ora vi dico solo grazie per aver avuto la possibilita' di iscrivermi qui.G.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GEMMA:
    attendiamo di conoscerti meglio!
    A presto. Mae

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  • 30/10 - Cinzia
    Gent.ma Redazione, sto cercando da tempo una versione video completa delle Nozze di Figaro di W.A. Mozart. Sinceramente trovo scandaloso che a questa splendida opera si facciano ancora e tuttora dei tagli arbitrari (vedi le arie di Marcellina e Basilio nel terzo atto) giustificati, credo, con argomentazioni ridicole quali il tempo di durata dell'opera stessa. Ora, io non sono un'esperta ma la motivazione mi sembra alquanto ridicola dal momento che chi va a teatro o compra un disco (cd o dvd) non credo che faccia questioni di tempo e poi con questo ragionamento dovrebbero tagliare ben più a fondo ad esempio Wagner che oltre tutto non è divertente neanche un decimo di quanto sia invece Mozart. Trovo che scelte come queste creino una menomazione anche e soprattutto nei contenuti morali, dal momento che ogni personaggio ha la sua ragione rivoluzionaria di esistere all'interno della costruzione narrativa soprattutto in una messa in scena come quella di cui stiamo parlando. Per non parlare poi del fatto che il personaggio di Marcellina viene completamente privato della sua ragione di esistere vocalmente e resta solo come semplice e funzionale trainatore della trama. Inoltre e scusate se mi dilungo, l'aria di cui sopra è esattamente speculare a quella di Figaro e il suo taglio non fa altro che non rendere merito alla capacità straordinariamente innovativa (per l'epoca ovviamente) di un genio che già a fine settecento poteva definirsi femminista. Avrei anche altri punti da toccare, ma non voglio rubarvi troppo tempo, semplicemente vorrei da voi una valutazione nel merito sugli argomenti da me esposti e se possibile un consiglio per rintracciare una versione integrale, in video, che ad oggi non ho ancora trovato prodotta neanche dai maggiori teatri. Grazie per la cortese attenzione. Cordialmente Cinzia Sbardella
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO CINZIA:
    grazie per aver posto una questione insolita ma che serve ad arricchire l'infinita serie di argomenti trattati nel nostro sito.
    Dunque parlavamo di "tagli" e devo dire che, effettivamente i personaggi da te citati subiscono l'esclusione delle proprie arie; la versione ufficiale recita che le arie di Marcellina e Basilio furono aggiunte solo per accontentare i cantanti della compagnia scelta e vi sono serie probabilità che Michael Kelly, il primo Basilio, beneficiasse della stima di Mozart che volle così omaggiarlo, la critica infatti ritiene non troppo giustificata la presenza di questa aria nell'economia della vicenda.
    C he sia questo il reale motivo delle decurtazioni?
    Forse uno studioso mozartiano potrebbe aiutarci di più.
    Comunque sia, non sono a conoscenza di video completi, anch'io ne posseggo uno prestigioso che però non contiene queste arie.
    Se qualcuno che ci legge potesse aiutarci, saremmo infinitamente grati dei chiarimenti in proposito.
    A presto. Mae

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  • 06/11
    Buongiorno Mae, sono lucia. Grazie per l'immediata risposta, mi rimboccherò le maniche e studierò questi ruoli che mi ha suggerito... Vista la sua disponibilità, volevo avere un altro consiglio. IO VORREI CANTARE!!! Mi piacerebbe fare concerti, serate e soprattutto teatro ma non è semplice inserirsi in questo ambiente così saturo di soprani, soprattutto lirici come me. Vorrei cercare un'agenzia ma addetti al settore mi hanno detto che, se non hai dei contratti già firmati per qualche stagione operistica, le agenzie non ti considerano affatto. E' vero? Pensavo poi di registrare un cd da inviare alle agenzie. Pensa possa essere utile? Ho partecipato ad alcuni concorsi nazionali ed internazionali e non sono mai tornata a casa a le mani vuote: terzo, secondo premio, premi speciali. Crede che possa essere più utile partecipare a questo tipo di "occasioni musicali" o sarebbe meglio farsi ascoltare nelle semplici audizioni sparse in tutta Italia? Le faccio questa domanda perchè ho l'impressione che in alcuni concorsi sia già deciso a priori il vincitore!!! Insomma, mi reputo una buona cantante ma non riesco nella vita a fare la cantante di professione. Che dramma! Grazie Lucia
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO LUCIA:
    il fatto che tu abbia gi vinto dei concorsi, un buon biglietto da visita; dovresti adesso proporti alle agenzie liriche (le trovi elencate anche nel nostro sito) molti chiedono un CD di presentazione, altre concedono audizioni, altre ancora ti obbligano a seguire delle masterclass. Riuscire ad entrare nei teatri effettivamente difficile; essere bravi, spesso, non basta (tu dove abiti?).
    Per lavorare, purtroppo, bisogna passare da questa strada e non so chi possa farlo se non una come te che ha vinto concorsi o ottenuto ottimi piazzamenti.
    Perch con cominci a mandarci qualche file cos che possiamo ascoltarti anche noi?
    Potresti anche provare concorsi che ti permettano di debuttare un ruolo, ma spesso sono in mano alle agenzie che li usano per far cantare i propri rappresentati alle prime armi (Sig!).
    A presto e con grande curiosit. Mae

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  • 10/11 - SALVATORE
    Ti ringrazio tantissimo per la risposta. Vivo in Campania e conto al più presto di spedirti un file. Ora delle richieste: quali cantanti attualmente in carriera prediligi? Nell'opera, la concentrazione nel canto spesso va a discapito di una certa teatralità (questo è il mio parere). Secondo te si può essere bravi cantanti ed attori nello stesso tempo (Pavarotti ad esempio non era, per me, un grande attore al pari di quanto fosse bravo come cantante) e quindi, quanto conta la teatralità (non so se è giusto chiamarla così) nell'opera e nel dramma italiano in particolare? Saluti Salvo.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO SALVO:
    della generazione attuale, stimo molto cantanti quali la Sig.ra Devia, il tenore Florez per la coerenza di repertorio, e apprezzo anche il canto della Sig.ra Dessì.
    Per quanto riguarda altre voci, non saprei: molti bravi cantanti hanno raggiunto una ragguardevole età e non possono più dare la qualità di un tempo.
    Certo è che, se vi sono dei fenomeni, non ce li fanno ascoltare.
    Magari fra un pò mi verrà in mente qualche altro bravo cantante...
    A mio modesto parere, è bene che un cantante sappia cantare, l'attore che sappia recitare, poi se v'è un pò di contaminazione e bella presrnza, certo non guastano, a me piace sentire i dischi dei grandi ove, pur senza vederli, riuscivia captare emozioni e sentimenti (e fortuna che non mi occupo di attori, altrimenti avrei qualcosa da dire sugli attori di fictions italiane!!!!).
    Oggi, con 4 costumi, belle luci e bei fisici, si appaga l'occhio delle platee, e delle orecchie non si interessa nessuno.
    Ricordo una recita di Gioconda in Arena, ove l'orchestra era del tutto inesistente e il coro, non era neanche in scena.
    La danza delle ore, poi, sembrava danzata da 8/9 veline!
    Che tristezza.
    Ma non importa, noi continuiamo per la nostra strada di ricordi fulgidi e bellissimi.
    E tu prosegui sulla tua, fammi sentire se alla tua eloquenza corrisponde una eguale consapevolezza vocale.
    A presto. Mae

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  • 10/11 - Luca
    GENTILE MAE, MI è VENUTA , NEGLI ULTIMI TEMPI, UNA GRANDE CURIOSITA': QUANDO CI SI SENTE PRONTI?? E' CHIARO CHE NON CI SIA NIENTE DI MEGLIO CHE IL PARERE DEL MAESTRO, PERO' NON SO' SE RIESCO A SPIEGARMI. QUANDO SI ACQUISISCE LA COMPLETA CONSAPEVOLEZZA DI AVERE UNA BUONA PADRONANZA DELLA TECNICA E DELLA VOCE IN GENERE? CAPISCO CHE SIA UNA DOMANDA UN PO' ASTRATTA PERO' SONO SICURO CHE AVRO' LE TUE ESAUDIENTI RISPOSTE. UN SALUTO SINCERO, LUCA
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO LUCA:
    la risposta alla tua domanda ha carattere del tutto soggettivo; c'è chi pensa di esser già pronto quando non lo è e chi ritienere di non essere mai abbastanza preparato.
    Come scrivi tu, il Maestro può dare un autorevole parere e, spesso, bisogna dare una spintarella ai titubanti.
    Tuttavia una prova concreta dovrebbe essere il poter cantare diverse arie senza ostacoli, magari cominciando con quelle di media difficoltà, se hai una discreta autocritica, sentirai da solo quando avrai risolto i problemi.
    Tengo a precisare che, per imparare a cantare, bisogna "cantare" cioè provare e riprovare, cominciando dal piccolo e con piccole cose; a mò di saggio, anche con un pubblico poco esperto.
    Bisogna sapere che effetto fa cantare con degli spettatori.
    A volte gasa, ma più spesso strozza.
    Quindi cominciare a cantare come palestra e senza l'ambizione di voler essere perfetti già dalle prime esibizioni.
    Occorre coraggio per affrontare la fossa dei leoni!
    Inoltre non si finisce mai di imparare e di migliorarsi, ma per sapere bisogna provare, provare, provare...
    Un caro saluto. Mae

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  • 13/11 - Giuseppe
    Salve sono Giuseppe non so se si ricorda di me, comunque le volevo rivolgere una domanda: Mi potrebbe consigliare qualche opera molto drammatica ad esempio tosca ma ancora più drammatica con duetti come quelli del 2^ atto di Tosca con Scarpia ad es. Orsù Tosca parlate, non so nulla... cioè tipo esasperazione come quando fa Tosca sempre nel duetto orsù Tosca parlate... ah che orror ahaaaaaa cessate il martir è troppo il soffrir cioè a quel tono, non so se mi sono espresso bene. Spero che riesca ad esaudire i miei desideri. E poi un'altra cosa un'opinione su Maria Callas, che ne pensa lei di Maria Callas io trovo che sia un'artista unica, indimenticabile, suprema e mai nessuno potrà superarla: lei che ne pensa??
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GIUSEPPE:
    penso che di Maria Callas ne sia esistita una e non ve ne sarà mai un'altra per tutta una serie di cose; per cantare bene occorre oltre ad un grande talento, uno studio assiduo e molto serio; siamo nell'era dell'apparire e non dell'essere, per cui i giovani non hanno voglia di sacrificarsi in virtù di qualcosa che ormai non si basa più sulla bravura ma su altri fattori (non è detto che un bravo cantante diventi automaticamente ricco e famoso), mentre persone che non sanno far proprio niente, hanno la strada del successo (benchè effimero) aperta anche solo perchè trasgressive o stravaganti.
    Infatti i nuovi talenti sono molto pochi rispetto alle persone che si dedicano allo studio, mentre di "prezzemoline o tronisti" ve ne sono a migliaia ed io mi chiedo: perchè ci sono giovani che pagano un biglietto per andare a vedere o farsi fare un autografo da una persona che non sa far niente se non vendere la propria immagine fisica?
    Perchè i miti di oggi sono solo quelli della "bella vita" e del guadagnare tanti soldi senza saper fare nulla?
    Noi apparteniamo alla vecchia generazione che guardava ai Grandi come Miti, oggi l'orizzonte si è abbassato di molto: io rimango della mia idea anche se la televisione mi fa sentire un idiota perchè non mi riconosco nel vuoto la doro creato.
    Se prometti di non imitarlo, ti svelo il nome di un personaggio bieco come Scarpia, ma meno "famoso" ed è Barnaba della Gioconda; vi è il duetto finale dell'opera in cui dimostra tutta la sua "bruttezza"; un altro duetto simile a quello da te citato è quello tra Carlo Gerard e Maddalena nel terzo quadro dell'Andrea Chenier "Carlo Gerard?...Se ancor di me vi sovvenite", stessa situazione musicata da Umberto Giordano Giordano (anche Cavalleria non scherza!)
    Ascolta con attenzione e dimmi se è quel che cercavi.
    Ciao! Mae

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  • 17/11 - Federica
    Caro esperto. Devo studiare l'aria di Elisa dal Re Pastore di Mozart "Barbaro! Oh Dio!" vorrei saper di cosa parla, su internet non sono riuscita a trovare la trama. Potrebbe spiegarmi cosa canta in quest'aria ,perchè e sopratutto dove si trova nel momento in cui canta. Grazie mille in anticipo
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO FEDERICA:
    sperando di esserti d'aiuto, ti scrivo la trama del dramma per musica in 2 atti su libretto di P. Metastasio.
    Personaggi: Alessandro Magno(Ten), Aminta (Sop), Elisa (Sop), Tamiri (sop), Agenore (Ten)
    Alessandro Magno, dopo aver liberato il regno di Sidone da un tiranno che ne soggiogava la popolazione, desidera restituire il trono al legittimo erede Aminta che ora conduce una vita da pastore tra i monti con l'amata ninfa Elisa.
    Tamiri, figlia del tiranno spodestato, è riuscita a fuggire e vive ora col nobile Agenore; per porre fine alla contesa, Alessandro vorrebbe dare in moglie Tamiri ad Aminta, unendo così i discendenti legittimi di chi generò la guerra.
    Il progetto però origina una serie di conflitti interiori nei vari personaggi a causa del contrasto tra dovere politico e sentimenti.
    Commosso dalle vicende amorose delle due coppie (Elisa-Aminta, Tamiri-Agenore), Alessandro decide di adottare una saggia decisione: Aminta sarà Re e pastore e sposerà Elisa e a Tamiri ed Agenore verrà donata una terra su cui potranno regnare insieme.
    L'aria che stai studiando, è compresa nell'atto 2; Elisa è disperata perchè il suo amato dovrà sposare Tamiri ma... il lieto fine è assicurato.
    Buon lavoro! Mae

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  • 25/11 - Massimo
    Gentilissimo Mae, sono Massimo, il contraltista di Milano che Le scrisse qualche giorno fa. La ringrazio per avermi risposto e per avermi consigliato il conservatorio di Pesaro. Devo dire che sarebbe veramente bello poter dare gli esami in un conservatorio così prestigioso. La licenza in teoria e solfeggio ce l'ho perché sono un flautista mancato. Ora voglio cantare e spero di riuscire a farlo bene con l'aiuto di validi maestri. Prossimo obiettivo: il diplomino. Dunque, io ho avuto una storia molto simile a quella del ragazzo di cui mi parlava: ho 29 anni e a 25 iniziai a studiare come basso-baritono, non sapevo neppure cosa fosse un controtenore, anche se canticchiavo in falsetto sin dall'infanzia e mi sembrava la "cosa più facile del mondo". Interruppi gli studi di canto per qualche mese in quanto laureando in medicina, ripresi a 26 anni sempre come basso-baritono ma sentivo che questa voce non mi avrebbe permesso di esprimermi pienamente, facevo molta fatica e mi sembrava di restare sempre al "punto di partenza". Casualmente a lezione la mia ex insegante mi propose di provare a fare dei vocalizzi in falsetto e vennero fuori 2 ottave di falsetto puro ma comunque sonoro, mi ricordo la sensazione di libertà provata in quel momento e che provo tutt'ora quando canto correttamente, che non provavo facendo il basso-baritono. Alché la mia ex insegnante mi propose di studiare come controtenore e io le risposi: "Contro che???" ovviamente accettai perché sentivo che se mai sarei stato in grado di esprimermi artisticamente sarebbe stato con questa vocalità. L'anno dopo decisi timoroso di fare l'audizione dalla mia attuale insegnante, dico timoroso perché è un'insegnante abbastanza rinomata ed è anche molto molto rigorosa. Quest'anno è il terzo anno che vado a lezione da lei e mi trovo benissimo ma è anche l'ultimo anno perché si trasferirà quindi cerco di frequentare nel modo più assiduo possibile. Da 2 anni quindi sono in piena fase di studio, sto lavorando molto sulla fusione dei due registri, infatti non canto più in falsetto puro ma come dicevo nel precedente messaggio sto imparando a cantare con voce mista ed è una bella impresa ma sento che ce la posso fare la mia estensione mediamente va dal la2 al sol 4, dal la2 al re3 canto in registro modale il punto di passaggio è al mib3 e successivamente canto col "registro misto". Oggi come oggi non mi sento ancora pronto a fare audizioni, concerti e altro. Ma sono fiducioso e vorrei almeno portare a casa il diplomino... Una storia simile è anche quella di David Daniels, un controtenore americano veramente bravo. Lungi da me paragonarmi a lui che è un mito, ma lui ha iniziato a fare il controtenore all'età di 26 anni dopo aver studiato per anni come tenore senza profitto. Grazie per avermi risposto. Massimo
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO MASSIMO:
    grazie per avermi raccontato il tuo iter; adesso rimango in attesa, quando te la sentirai, di un file audio per poter verificare i progressi fatti; ci sono ottimi cantanti anche in Italia che potrebbero raccontarti qualche cosa.
    Alla prossima! Mae

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  • 25/11 - Giuseppe
    Gentilissimo maestro mae, le volevo rivolgere una domandina piccola piccola: ma chi sa suonare il pianoforte (per quanto riguarda i cantanti lirici) è più agevolato? Cioè è più facile che riesca ad avere un posto prima di un altro che non lo sa suonare, oppure suonare il pianoforte per i cantanti serve solo per esercitarsi?
    Leggi la rispostaLeggi la risposta
  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GIUSEPPE:
    saper suonare il pianoforte, per un cantante, è ottima cosa anche perchè non si è costretti a spender soldi per imparare una romanza o uno spartito, ma non costituisce un titolo preferenziale ai fini lavorativi (nel teatro); se invece si fa l'insegnante, è molto utile perchè così si possono accompagnare gli allievi senza dover sempre cercare un buon collaboratore.
    Gran cosa saper suonare!!!!
    Mae

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  • 25/11 - Costanza
    Mi chiamo Costanza, studio psicologia e sto facendo la tesi di laurea sul canto lirico inoltre studio lirica da 3 anni circa e sono un soprano lirico drammatico.
    Volevo chiederle se può consigliarmi ricerche o altro sulle varie tecniche di canto visto che ho molta difficoltà a reperire il materiale.
    La ringrazio in anticipo
    Costanza
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO COSTANZA
    (che bel nome!) le tecniche di canto sono varie e, a volte, molto diverse tra loro.
    Vi sono anche molti trattati (più o meno autorevoli) dal classico Garcia ai più moderni che si possono reperire nei normali negozi di musica.
    Se invece devi farti un'idea sulla validità di un metodo piuttosto che di un altro... ahi ahi... son dolori!
    Magari puoi parlare della tua personale esperienza facendoti aiutare dalla insegnante che ti segue e di cui hai fiducia.
    Sempre a disposizione per ulteriori informazioni. Mae

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  • 28/11
    Buonasera!!! Studio canto in conservatorio e sto vivendo da anni una situazione particolare tra cui maestri di canto fantasmi ed insegnamento di diverse tecniche vocali. Non mi sento assolutamente negata per il canto, ma ancora dopo tanti anni non posseggo una buona emissione!! Siccome tutto cio' io penso sia dipeso da un cattivo insegnamento, visto che non ho nessuna patologia fisica, vorrei sapere da voi se e' prematuro dire che una persona non e' portata solo perche' non possiede una buona tecnica!! Attendo risposta!!Grazie!!!
    Leggi la rispostaLeggi la risposta
  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GEMMA:
    la tua è una situazione che riscontro spesso; la risposta al quesito è decisamente no.
    Non voglio dire che la colpa vada sempre attribuita agli altri, ma quando mancano i presupposti per poter imparare, allora è un'altra cosa.
    Per imparare a cantare ci vuole un buon insegnante ed una costante applicazione; già lo studio che si fa in Conservatorio è minimo, se poi si cambia insegnante ogni anno, se gli insegnanti... latitano ( cusate lo sfogo, ma qualcuno mi dovrà pure spiegare perchè, lavorando 2 giorni a settimana, capitino sempre visite mediche nei giorni di lavoro!) anche se, a volte è meglio così.
    Il lavoro che deve fare un insegnante, è proprio quello di trasmettere delle conoscenze, delle teorie da mettere in pratica, delle esperienze... insomma un lavoro che va fatto con amore e passione, che porti un ex cantante ad avere allievi che possano trar frutto dagli insegnamenti e di cui essere orgogliosi, o no?
    E' troppo facile dire ad un giovane (che è stato fatto idoneo tramute un esame di ammissione) che non è portato: che vuol dire "essere portati" cantare senza che nessuno ti abbia insegnato come si fa?
    Di quelli ne nasce uno ogni 100 anni, e gli altri?
    Basterebbero ben pochi conservatori per ospitare i soli talenti che possono, da autodidatti, fare una grande carriera.
    Cara Gemma, hai toccato la coda del gatto!
    Era da un pò che non mi arrabbiavo, ma a tutto c'è un limite.
    Mi scuso con tutti gli amici che mi conoscono come persona pacata perchè ho perso le staffe e non dovrei ma diamine, a volte è inevitabile.
    Prometto che non lo farò più.
    Continua con cocciutaggine a studiare perchè certo troverai qualcuno che si prenderà cura della tua voce... intanto prendi il pezzo di carta, poi fagli vedere chi è che non è portato: tu per il canto o loro per l'insegnamento.
    Un abbraccio solidale e un pò nervoso! Mae

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ENRICO CARUSO

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