Risposte esperto tecnica vocale canto lirico: appoggio e sostegno del fiato, ricerca della maschera, abbassamento della laringe, apertura della gola, innalzamento del palato, gestione del fraseggio

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La tecnica vocale di canto lirico|Pagina 2

Il nostro esperto darà risposte in merito alla tecnica vocale finalizzata ad acquisire un'impostazione che consenta di cantare il repertorio lirico.
Per tecnica vocale si deve intendere l'insieme di procedimenti intenzionali posti in atto al fine di realizzare un determinato risultato vocale.
Gli elementi fondamentali per uno studio tecnico della voce sono molteplici.
Le domande e le risposte di questa sezione verteranno principalmente sugli accorgimenti e gli esercizi tecnici sull'impostazione del timbro e del colore per migliorare la qualità della voce, sull'emissione corretta, sull'estensione, sulla resistenza, sulla morbidezza, sulla linea di canto, sulla potenzaā€¦

 

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  • 06/12 - gennaro
    salve sono un tenore lirico spinto vorrei gentilmente spiegazioni sul appoggio
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GENNARO e benvenuto!
    La tua è una domanda assai frequente e credo che per un tenore lirico-spinto, sia di importanza fondamentale.
    Comincio con quello che troviamo scritto nel Dizionario della Lirica ed. Mondadori: "APPOGGIO, termine entrato in uso nei trattati del XIX secolo per indicare il punto di riferimento fisico sul quale il cantante basa la propria emissione, cioè l'altezza del suono, il timbro, il colore della voce, il gioco degli accenti. Quale tra i vari tipi di appoggio sia il migliore, è stato oggetto di molte discussioni, anche se le preferenze vanno a quello sul diaframma. L'appoggio migliore è quello che, dopo un'attenta ricerca, rispettosa dei principi tecnici che garantiscono un'emissione sana, permette di arrivare ai risultati artistici più proficui."
    Appoggio sul diaframma, consiste nell'inspirare profondamente gonfiando l'addome, fermare l'inspirazione mantenendo l'addome più dilatato possibile durante l'espirazione.
    Questo asserisce la carta stampata, tuttavia non è così semplice raggiungere questo equilibrio che vorrei definire "sostenere la voce con la colonna d'aria che viene espulsa, gradualmente, dai polmoni, facendo attenzione a mantenerla costante per tutta la durata della frase poichè troppa pressione porta a crescere, poca pressione a calare e quella incostante porta a cedimenti durante l'emissione".
    Tutto questo puoi trovarlo più sviscerato ed approfondito, nelle nostre "Pillole" che affrontano prevalentemente problemi di tecnica e respirazione. Seguendoci pazientemente, avrai dettagli sempre puntuali e precisi.
    Per ogni chiarimento ulteriore, sono sempre qui. Un abbraccio Mae

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  • 13/12 - elisabetta
    Salve, vorrei essere il più sintetica possibile per spiegare la mia situazione senza troppo annoiare, ma la storia è un po' lunga. Ho cominciato a cantare a 18 anni (pop e jazz), a 25 un'insegnante mi ha avviato al mondo della lirica. Ho avuto in seguito molta discontinuità (cambiando molti insegnanti) nello studio dovuta soprattutto ai miei scarsi risultati. Il carattere, certo, non mi aiutava essendo estremamente timida. Ho ricominciato a studiare 3 anni fa dopo l'ultima pausa. E' molto probabile che sia un soprano drammatico, ma la mia voce non è ancora uscita come si deve e quindi c'è un po' di incertezza. Quando canto tendo a forzare, la voce mi va indietro e spesso sono calante. Qualche volta però il suono va al posto giusto, ma non riesco a mantenere la posizione e soprattutto a rendere il meccanismo automatico. Sto attraversando un momento di sconforto, la mia insegnante mi dice che ho molte carte in regola e non si spiega il perchè. Ho una voce grande e con un timbro scuro e particolare e dopo tanti anni mi piacerebbe avere un po di soddisfazione. Ho notato ultimamente che alcune persone con la voce simile alla mia (uomini e donne) hanno avuto grossi problemi durante lo studio e che purtroppo alcuni si sono dovuti arrendere. Per me un suo consiglio sarebbe prezioso. Grazie in anticipo.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ELISABETTA e benvenuta;
    devi sapere che le voci corpose richiedono più tempo e maggior perizia per poter cantare; sostenere una voce grande, è più difficile che sostenerne una piccolina quindi, molti insegnanti, consigliano di "alleggerire" ed è questo il motivo per cui non abbiamo molte voci importanti; non perchè non "nascano" ma perchè non vengono messe in grado di cantare. La questione è un pò complicata da spiegare per e-mail. tuttavia il problema va cercato sicuramente nella respirazione e, soprattutto, nell'appoggio.

    Sei certa di usare bene il diaframma?
    Perchè se ci sono problemi di intonazione, probabilmente qualcosa non è al suo posto; il fatto che tu abbia cantato in giovane età musica pop e Jazz, potrebbe essere una delle cause del poco costrutto: sei certa che i "passaggi" della tua voce siano corretti?

    La questione passaggio dovresti verificarla con la tua insegnante, l'appoggio e la respirazione puoi verificare da sola se funzionano (ma dai sintomi che descrivi, ritengo essere precari).
    Allora veniamo al sodo: la tua insegnante ti ha spiegato come respirare e come usare il diaframma?

    Se la risposta è no, chiedi subitissimamente spiegazioni esaurienti. Puoi verivicare che i tuoi passaggi avvengano nel posto giusto? Chiedi con esattezza alla tua insegnante quali note interessano e raccontamelo così potrò capire anch'io e spiegarti di conseguenza.

    Avrei anche bisogno di sapere quanti anni hai e cosa stai studiando (cantando, se preferisci); non devi comunque dimenticare che il canto è una disciplina ed abbisogna di metodo, costanza, continuità e grande passione; chi si scoraggia, non ama.

    Adesso che sai che una mano possiamo dartela, non mollare, se possiedi una voce così bella ed interessante, devi riuscire a domarla.

    Non disperare perchè tanti sono nelle tue condizioni, ma non vale lamentarsi, bisogna rimboccarsi le maniche e crederci.
    Ci incontriamo qui quando vorrai. Un abbraccio. Mae

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  • 17/12 - elisabetta
    Salve, ti ringrazio tantissimo per la tua risposta, mi ha fatto molto piacere.E' difficile per me spiegare bene, ma piano piano spero che tutto ti sarà più chiaro. Respirazione e diaframma. Sono sicura di non usare bene il diaframma nonostante la mia insegnante ci insista molto e basi le sue lezioni soprattutto sulla respirazione e sul diaframma.Secondo me c'è un malinteso che non riesco a risolvere, quando sono a lezione comincio a diventare sempre più tesa e questo mi danneggia tantissimo.Quando respiro cerco di fare un respiro profondo sentendo il diaframma che si abbassa, la pancia esce un po' in fuori e cerco di non alzare le spalle.Mi sembra che sia diffilcile per me mantenere il diaframma basso ed elastico (tendo a bloccarlo). Ho anche il sospetto di dare quando canto un impulso sbagliato (come se volessi spingere in basso la laringe)e di conseguenza tutto l'apparato non può funzionare. Passaggi. Per quanto riguarda i passaggi mi è stato detto che con il mio tipo di emissione li ho falsati e quindi non sono chiari.Ho sempre avuto l'impressione di avere il passaggio in alto sul mi4. Alla prossima lezione chiederò. Età e repertorio. Vado un po' nei dettagli del mio percorso:dai 24 ai 25 anni ho studiato con la mia prima insegnante (che è anche l'ultima), poi mi sono trasferita in Francia e ho studiato per tre anni circa con vari insegnanti.A 29 anni sono tornata in Italia e ho ricominciato a studiare a 33 anni per poi smettere dopo circa due anni e mezzo.A 39 anni ho ricominciato da sola (accompagnata da una pianista) e chissà cosa ho combinato!A 40 ho ritrovato la mia insegnante e ora ne ho 43! Non ho un vero repertorio perchè se lo avessi vorrebbe dire che saprei cantare abbastanza bene. Con l'ultima insegnante ho studiato : "Qui la voce", "Vissi d'arte" "oh nume tutelar" arie dalla Petite messe..Ho studiato anche arie da mezzo (anche per eventuali audizioni nei cori lirici) come "Che faro senza..." arie da Carmen da Cavalleria "Oh mio Fernando".Per quanto mi riguarda io mi trovo bene in Carmen, Cavalleria Vissi d'arte e "La canzone del salice". Mi sento a mio agio in arie che toccano note estreme, ma che non restano troppo nella stessa tessitura.Ho dei problemi negli acuti perchè li forzo, in basso sembra quasi non abbia limiti. Scusa per la lunghezza del mio messaggio, ma ho ancora tantissimo da dire... Elisabetta
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ELI e grazie per avermi fatto luce sul tuo percorso.
    E' inevitabile la seguente domanda: come mai hai preso e lasciato tante volte? Cosa c'era che non ti dava fiducia nel percorso di studi?
    Grazie a Dio adesso pare che tu abbia risolto qualche problema... interno e possa dedicarti con passione alla tua anima di Artista...
    BENE!
    Cominciamo daccapo. Perchè mai quando studi con la tua insegnante ti trovi in difficoltà? Questa rigidezza che ti pervade, a cosa è dovuta?
    Di solito le insegnanti donna non incutono terrore (forse tranne quella che ho avuto io, ma erano altri tempi), quindi quando ti rechi a lezione, dì a te stessa che per un'ora devi assolutamente abbandonarti allo studio e lasciar fuor tensioni, timidezza, problemi o altro.
    In quella stanza devi creare un tuo mondo in cui interagire con il tuo fisico passivo, che vuole sentire anche i più piccoli movimenti, spostamenti, cambiamenti da poter riproporre in caso di giusta emissione.
    In una parola, CONCENTRAZIONE su te stessa e tutto quello che accade dentro di te.
    Ascoltati, scopriti, conosci il tuo interno per poterlo poi adoperare nel giusto modo.
    Quindi lo sforzo maggiore che devi fare, è di rilassarti ed ascoltare il tuo corpo che canta (o almeno... ci prova); se non riesci a creare quest'oasi di pace dentro e fuori di te, il percorso sarà più lungo del necessario. (Immagina che sia un pò come fare yoga).
    Adesso parliamo di repertorio. C'è un pò di confusione perchè non vedo il nesso tra "Qui la voce" e "Vissi d'arte"... sono due repertori molto differenti tra loro; consiglio: se tendi a forzare gli acuti, perchè cantare Cavalleria che di per sè porta a spingere data la scrittura?
    Se devi studiare per migliorare, dovresti affrontare un repertorio meno aggressivo, perchè non Verdi o Donizetti? (Anna Bolena per es.); se invece parliamo di audizioni per coro, allora dacchè non hai problemi sulle note gravi, perchè non tentare con qualche aria decisamente da Mezzo?
    Quindi Carmen, Stride la vampa ecc. perchè se canti arie con acuti forzati, non ti prenderanno mai dato che sforeresti troppo.
    Purtroppo conosco bene i problemi di sussistenza e... di sostentamento e capisco bene che uno voglia far fruttare gli studi anche tentando di trovar lavoro come Corista... ops... Artisata del Coro, tuttavia ti consiglio di non continuare sulla strada dell'Ibrido che porta frutto solo a Signore molto raccomandate; è bene stabilizzarsi in un repertorio definito senza saltellare di qua e di là solo perchè non si sono risolti problemi tecnici; ergo, per la salute della tua voce, cerca di assimilare bene la tecnica che ti porterà ad affrontare il tuo reale repertorio, non è certo cantando l'"Habanera" che riuscirai a cantare "Condotta ell'era in ceppi"!
    Bisogna studiare e trovare il sistema per una emissione morbida e sicura in tutta la gamma dei tuoi suoni; ricorda che gli ostacoli bisogna superarli e non sempre basta... aggirarli; esercitati a cantare arie belcantistiche che danno una buona linea di canto e ti fanno arrivare all'acuto gradatamente, senza grandi salti che spesso si ripercuotono negativamente sulla laringe (che già tendi a costringere); ultima raccomandazione: la laringe va tenuta rilassata durante il canto; se ogni volta che respiri fai in modo di aprire la gola e sbadigliare internamente, vedrai che la sopracitata si rilasserà naturalmente e non ti darà fastidio.
    Guai a comprimerla o ad appoggiarvi sopra la voce!!!
    E' cosa assai nociva. Fiato, fiato e maschera per la salute vocale.
    Respira bene e rilassati, appoggiati elasticamente sul diaframma e canta sul fiato.
    Quando avrai imparato che non bisogna mai forzare, avrai fatto molta strada ed io sarò felice di poter dire che è un pò merito anche mio.
    Sappi inoltre, che i tuoi messaggi più lunghi sono, più mi aiutano ad aiutarti. Quindi... buon lavoro e fammi sapere i risultati.
    Un abbraccio. Mae

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  • 24/12
    Salve, volevo sapere le motivazioni fisiche e tecniche dei suoni cosiddetti "fissi" (o "schiacciati"). In che modo si possono eliminare?
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO FEDREICO e benvenuto!
    I suoni fissi o schiacciati, in genere, affliggono i giovani studenti di canto (giovani inteso come neofiti) e sono suoni determinati da una eccessiva tensione del fiato, che si riflette sui muscoli della gola. Il fenomeno si attenua usando la mezzavoce in maniera morbida tale da allentare le tensioni muscolari, quindi sbadigliare ed ampliare la cavità della bocca e del retrobocca (su il palato e giù la lingua). "Cantare sul morbido" elimina le tensioni e permette alla voce di acquisire armonici e vibrato.
    Altre delucidazioni le potrai trovare nella rubrica "Lezioni di canto in pillole" che spediamo periodicamente ai nostri iscritti.
    Per ulteriori informazioni....mi trovi qui. Un abbraccio. Mae

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  • 03/01 - Lorena
    Salve MAE!!
    Come mi HAI consigliato comincerò a darti del TU!!
    Comunque seguirò il tuo consiglio e dopo aver guardato Lucrezia Borgia studierò Anna Bolena...
    Volevo soltanto chiedervi una cosa: la mia voce per riscaldarsi ci mette molto tempo almeno 5 o 6 vocalizzi volevo trovare un metodo per poter riscaldare la voce piu velocemente, e poi un'altra cosa (scusa se ti asillo) il mio registro grave è molto strano quando scendo oltre il DO centrale la mia voce cambia: una cantante a un concorso mi ha detto addirittura che scendo con molta facilità e che potrei essere un mezzo.
    La mia insegnane mi ha detto che sono comunque un soprano lirco che con l'andare del tempo potrei diventare un drammatico: ho un po le idee confuse, so anche che ho ancora 19 anni e quindi ne passeranno di anni e quindi la voce subirà altri cambiamenti ma io ho tanta voglia di fare.
    Vorrei fare tante cose perchè la lirica è l'amore della mia vita, forse ti sembro esagerata ma è cosi, fatto sta che il registro centrale non ho ancora capito come devo cantarlo come devo mettere la bocca il diaframma, purtroppo la mia insegnante non ha saputo spiegarlo io canto quello che la natura mi offre: cosa posso fare? A presto Lorena
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CARA LORENA:
    grazie per aver accorciato le distanze, così possiamo darci del tu senza problemi;
    a 19 anni (pochi per una cantante, in vero) è normale avere dubbi e perplessità, ed è un vero peccato che la tua insegnante non possa aiutarti.
    Per fare una cosa utile, dovresti leggerti qualcosa sulla respirazione e le nostre "Pillole" certamente potranno aiutarti; per tutti gli altri dubbi ci siamo noi!!! (scherzo).
    Il diaframma devi adoperarlo sempre, dalle note gravi al centro, agli acuti (più sentitamente) e la bocca non ha una forma standard, perchè ognuno ha il suo palato, la sua mascella, il suo collo etc... l'importante è che nel cantare tu tenga il palato alto e la lingua bassa tanto da avere una cavità ampia ed adatta ad accogliere il suono in maniera non contratta ma morbida.
    Altra cosa importante è la miscela o dosaggio sapiente delle cavità; oltre alla bocca, dobbiamo usare la "maschera" che sonorizza i suoni e li rende lucidi, smaglianti e magari è proprio quello che vai cercando.
    Caratteristica fondamentale del soprano Lirico è la morbidezza e rotondità vocale e, se possiedi sonore note gravi, non è detto che tra una decina d'anni, la tua voce possa cambiare.
    Quindi, per ora ti consiglio di munirti di un trattato di canto, leggi accuratamente tutto e, quando trovi qualcosa che non ti è chiaro, posso spiegarti io.
    Nonrmalmente, per riscaldare la voce, bastano 15 minuti; pensa che è una cosa importante per mettere la voce in condizione di cantare (esattamente come un atleta; fai vocalizzi lenti, da principio e lascia per penultima l'agilità).
    Dopo l'agilità gli arpeggi (che insegnano a sostenere gli acuti).
    Non mi resta che augurarti buon lavoro....e buon anno! Mae

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  • 08/01 - Michela
    Salve! Vorrei avere un'informazione.
    Sono al primo anno di canto al conservatorio, ho studiato lirica per 3 anni ma non riesco ancora a capire perchè a volte non riesco a impostare bene la voce...
    Ho 19 anni e respiro abbastanza bene col diaframma, ma nelle note, soprattutto quelle acute (dal DO acuto) sento sempre un continuo "grattare" sia nel naso che alle corde... Cosa potrebbe essere? Grazie mille.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO MICHELA e ben arrivata.
    Se negli acuti estremi (che tipo di soprano sei?), senti "grattare" è certamente perchè non sostieni abbastanza i suoni col fiato, quindi l'appoggio non è sufficiente e la voce... "gratta"; controlla bene e vedrai che solo di questo si tratta.
    A presto. Mae

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  • 17/01 - elisabetta
    Ciao! Finalmente riesco a scrivere! Rispondo al tuo messaggio del 17/12. La mia discontinuità: quello che non mi dava fiducia e mi faceva interrompere erano i miei scarsi risultati che venivano confermati anche dagli insegnanti. Insieme alla mia insegnante attuale ho capito che i miei problemi erano dovuti in gran parte alla mia eccessiva insicurezza e a dei blocchi emotivi che si concentrano soprattutto all'altezza del plesso solare. Nessun insegnante ha mai avuto abbastanza sensibilità per affrontare la situazione e dunque tutti si arrendevano. Le mie potenzialittà non le vedevano mai concretizzarsi. Io ho continuato per passione e per sfida, sapendo di avere una voce non comune, con un pathos e una drammaticità molto naturali.
    Difficoltà con la mia insegnante: ultimamente mi sono trovata in difficoltà perchè lei era diventata troppo aggressiva. Quando facevo i vocalizzi non riuscivo a concetrarmi avendo un controllo esterno troppo teso. Allora io ho cercato di semplificare e di andare all'essenziale riducendo molto i vocalizzi e cantando di più. Le ultime lezioni sono andate bene e ho capito che lei non sopportava più un certo mio tipo di emissione.
    Repertorio: la mia insegnante è completamente d'accordo con quello che tu mi hai detto. Lei non mi ha mai fatto cantare le arie più spinte (sono io che le ho volute per "svegliare" un po' il mio corpo). D'ora in poi mi dedicherò per un po' solo al Belcanto, sto studianto "Com'è bello..." dalla Lucrezia Borgia.
    Penso che tu abbia ragione sul non continuare sulla strada dell'ibrido. Per un'eventuale audizione da mezzo ho scelto "Oh mio Fernando" e "Près des remparts de Séville" e poi per il momento non canto più niente da mezzo.
    Tecnica: ho trovato ultimamente un metodo che mi giova moltissimo. Avendo fatto qualche anno di teatro, ho la voce parlata abbastanza impostata. Quando parlo impostato riesco ad usare bene il diaframma, senza forzare. Ho applicato questa sensazione al canto e mi sento molto meglio. Sto curando molto anche la respirazione (facendo anche yoga), l'unico problema che ho sono delle tensioni alle spalle che non mi fanno sempre scendere bene il diaframma. Mi sembra, in generale, di aver fatto un po' di chiarezza e anche grazie a te. Elisabetta
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CARA ELISABETTA:
    sei stata molto esauriente e concreta nel descrivere il tuo percorso. Brava.
    Vedi che con un pò di calma le cose cominciano ad andare per il giusto verso? Tuttavia, se la tua insegnante è insofferente, non è una buona cosa, chi insegna deve avere la giusta dose di pazienza per ripetere, anche 1000 volte, concetti, correzioni, esempi. Non è escludendo i vocalizzi (indispensabili per capire e conoscersi internamente) che si risolvono i problemi. Io spero che la tua ricerca continui davanti ad una tastierina, per trovare quelle giuste sensazioni che ti permettano di cantare sentendoti a tuo agio e per capire quale sia la tua vera strada.
    "Com'è bello" è un'aria bellissima che certamente potrà darti grandi soddisfazioni, e sono perfettamente d'accordo sulla "Favorita" per quanto riguarda i tentativi...lavorativi.
    Impegnati come hai fatto fino ad ora e vedrai che i risultati non tarderanno a venire.
    Ricorda, quando sei in fase di studio, di chiudere la porta e lasciar fuori il mondo ed i problemi; dedicati alla tua anima ed al canto con la mente sgombra e la giusta predisposizione di animo. Questa è la cura più efficace, te lo assicuro.
    Lietissimi di averti dato anche un piccolissimo aiuto, aspettiamo ...risultati.
    Un abbraccio sincero. Mae

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  • 28/01 - ewa
    Salve. Ho 42 anni. Da sempre mi piace cantare. Nel passato per 3 anni studiavo il canto lirico, ma oggi mi rendo conto che le maestre non eranno precise (avevo letto tutti i suoi suggerimenti). Da 2 anni canto in un piccolo coro in chiesa e mi incontro con i tanti problemi: il bruttissimo tremolo, i suoni acuti. Studio da sola. I rusultati non sono soddisfacenti come sono. La mia domanda é la seguente: attaccando il canto e poi cantando devo sempre spingere in continuo e fare uscire l'aria o "sedermi sul palloncino" senza spingere e fare uscire l'aria in modo spontaneo(apnea) ? Grazie. Ewa
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CARISSIMA EWA:
    se i miei suggerimenti sono serviti a qualcosa, anche solo a stimolare la tua curiosità, ne sono felice.
    L'argomento che poni è assai complesso da riuscire a spiegare per mail, tuttavia proverò.
    Una volta che hai rifornito di aria i tuoi polmoni ed hai abbassato il diaframma in maniera elastica, devi cercare di mantenere questa posizione durante tutta la frase che stai cantando. Attenzione però che l'aria fuoriesca e tu non vada in apnea (Condizione sfavorevole al canto) quindi NON bloccare il diaframma impedendo all'aria di uscire, ma usa la tua aria, dosandola col diaframma, per alimentare la voce. Si canta usando l'aria, non bloccandola.
    Ricapitolando: non si spinge fuori l'aria, esce da sola, tu devi solo appoggiare la voce sulla colonna d'aria sostenuta dall'appoggio diaframmatico. Controlla bene di non cantare in apnea. Tieni gola e bocca bene aperte con palato alto e canta sul morbido, facendo giungere i suoni in maschera.
    Da quel che racconti, credo proprio che il tuo sia un problema di appoggio; rivedi il capitolo che spiega il meccanismo e vedrai che, con l'esercizio, i risultati non tarderanno ad arrivare.
    Facci sapere. A presto.
    Mae
    (L'idea del palloncino è migliore ma attenta, non c'entra con l'apnea che invece è sconsigliataissima)

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  • 31/01
    Salve Mae, grazie mille per il tuo parere! Sono tornata a casa così demoralizata dopo i "gentili" apprezzamenti della nuova insegnante...credo che il rapporto fiduciario allievo-insegnante sia alla base dell'apprendimento, se la sig.ra non ha stima di me io non potrò mai apprendere nulla da lei perchè si porrà nei miei confronti sempre in veste critica e mai in veste di didatta!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO BELLA! Non disperarti prima del tempo! Vedrai che appena riceverai istruzioni, potrai mandare il file e potremo sentire la tua voce. Poi dovrai accettare il nostro giudizio di amici e armarti di buona volontà per resistere alla Dispotica didatta.
    Beso! Mae

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  • 01/02 - antonella
    Carissimo Mae, finalmente sono riuscita a scriverti. Spero che il nuovo anno sia iniziato alla grande! Purtroppo questo non è un bel periodo per me, a causa di alcuni problemi familiari che mi distolgono dagli studi. Non ho lasciato le lezioni per gli esercizi sulla respirazione, ma credimi, sono stanca mentalmente. Nel periodo natalizio ti dissi che avrei cantato in alcuni concerti, e devo dirti che è andata meglio di quanto mi aspettassi. Il repertorio comprendeva canti natalizi,l'AVE MARIA di Shubert, e la cavatina di Rosina del Barbiere di Siviglia. Adesso ti chiederai dov'è il problema. Il problema è che adesso sto cantando con un'orchestra giovanile, e sto cercando di perfezionare la cavatina e in seguito vedremo altri pezzi, ma io non mi piaccio più mentre canto. Com'è possibile che io abbia questa voce senza potenza, non dico sottile, per non parlare del vibrato sul quale ho messo una pietra sopra? La mia voce sembra un "SCUSATE SE ESISTO!". Ieri cantavo con la voce indietro, lo sapevo, ma non avevo la voglia di correggermi, perchè tanto non cambia niente. Ho perso la gioia di cantare. Se prima era una cosa naturale cantare, adesso è diventato complicato, innaturale. Ho fatto una lezione con la prof.che mi ha detto che la voce non sta tanto male anche se era tanto che non facevo lezione, ma che è meglio che non faccia i vocalizzi da sola, perchè nessuno mi correggerebbe. E allora che faccio, visto che non posso fare regolarmente lezione? Per questo sono stanca!! Credimi, non è per compiangermi, ma mi vien voglia di mollare tutto. Spero di sentirti presto e scusa lo sfogo, ma non so con chi parlarne. Se lo dico al mio prof di musica o ai miei familiari non mi prendono sul serio perchè pensano sia una cosa passeggera, e questo non mi aiuta. Io voglio essere capita e magari avere un aiuto. Non voglio essere rimproverata. Un abbraccio. Antonella
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CARA ANTONELLA:
    se può esserti d'aiuto, a nessuno piace la propria voce, si vorrebbe tutti averla diversa, più morbida, più rotonda, più robusta.....è nella normalità.
    Tuttavia quando uno ha la possibilità di cantare con un'orchestra... non può che essere lo sprone migliore per studiare e migliorare. Sai quante persone studiano e studiano senza mai poter avere la tua stessa meravigliosa opportunità? Ergo, rimboccati le maniche, riprendi i tuoi trattati in mano, una incisione della Cavatina di Rosina e canta, canta davanti ad uno specchio tutte le volte che puoi! Il tuo problema vocale, sappiamo qual'è, ma non lo risolvi abbattendoti o non cantando; quindi... datti da fare senza piangerti addosso e sii felice della opportunità che ti viene data, osa, appoggia sul fiato ( A proposito:quanto pesi?) e liberati della tua timidezza, guardati allo specchio e fingi di essere una grande cantante, atteggiati e impara ad essere interprete maliziosa e furba del brano. Puoi e DEVI farcela altrimenti riceverai il biasimo di tutte le Rosine che vorrebbero avere le tue occasioni e non possono averle. Creatura fortunata, aiuta la fortuna imponendoti di migliorare, se poi volessi farci ascoltare un tuo file per capire se hai le traveggole oppure no, siamo a disposizione. Chiedi a noi tutto l'aiuto che possiamo darti, ci siamo per consigli, sfoghi, racconti, malanni ma anche per gioia e amore per la musica.... se sei davvero innamorata di questa Musica, dimostralo a te stessa e a chi non ti prende sul serio. Un abbraccio fortissimo che possa infonderti fiducia e voglia di fare. Mae (Attendo ...buone nuove)

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  • 03/02 - marilù
    Salve Mae, avrei tanto bisogno del consiglio di un esperto.
    Ho iniziato a studiare canto in conservatorio all'età di 17 anni come soprano leggero... oggi ne ho 30 e sto per conseguire la laurea specialistica in canto solista come soprano lirico.
    In questo arco di tempo (ben 13 anni)ho cambiato ben 9 maestri di canto.
    Ora mi trovo ad un punto della mia vita in cui non so più che voce ho: ho studiato di tutto di più da non essere mai abbastanza convincente per il repertorio nei concorsi: da Despina a Donna Elvira, da Adina a Liù a Margherite a Micaela a Magda, Musetta, Mimì etc etc.
    Come se non bastasse mi sento anche un pochino "anziana" per poter andare avanti e magari (trovando l'insegnante giusto) ricominciare (sapendo la via da percorrere per intraprendere una brillante carriera in questo campo così difficile).
    Potrebbe darmi una mano e anche qualche contatto di brave insegnanti?
    Grazie.
    Spero proprio mi possa essere d'aiuto (anche morale).Maryl
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO Maryl: (che bel nome Marilù)
    quello che posso dirti è che, a volte il percorso del cantante è lungo e tortuoso; l'aver studiato tanto, non può che esserti utile ed aver arricchito il tuo bagaglio culturale.
    Tuttavia la domanda che devi porti è: "Cosa c'è che non va?".
    So per certo che, se ti poni questa domanda e ti rispondi con onestà, saprai bene cosa devi cercare.
    I concorsi non devono servire per darti una valutazione reale, oggi i concorsi son fatti, quasi sempre, per chi ha già una agenzia che li "impone" quali vincitori ancor prima di aver bandito il concorso, quindi dall'esperienza "concorso" devi solo ricavare il tuo livello rispetto agli altri e capire quanta strada devi ancora fare.
    30 anni non sono troppi per studiare seriamente, anzi ti danno la maturità giusta per sapere quel che vuoi.
    Il tuo repertorio è vasto ma non discordante, inoltre rammenta che, la voce subisce continue trasformazioni col tempo, a 20 anni non si ha la voce di 30, per un fatto di maturazione fisica.
    La voce è mutevole, l'importante è saperla guidare nel giusto modo.
    Per altri consigli, ho bisogno di sapere in quale città vivi e quali sono i tuoi problemi tecnici.
    Attendo, sempre con molta ansia, una tua risposta. A presto. Mae

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  • 04/02 - lorena
    Salve Mae!!! Volevo rivolgerti una domanda... ma è vero che fa bene ascoltare un'aria prima di studiarla? La mia insegnante dice che bisogna ascoltarla una volta averla studiata perchè non bisogna cantare per imitazione.... mah....
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    ECCO LA MIA LORENA:
    rispondo esponendoti il mio parere personale: è assolutamente necessario ascoltare il brano che si sta studiando cantato da un grande interprte, l'ascolto ti fa capire come modulare la voce, qual è lo stile, che tipo di vocalità si richiede e... quanto bisogna studiare!!!
    Non si tratta di imitare la voce dell'artista, ma di capire la linea vocale ed interpretativa.
    Ognuno poi, espone l'aria con la propria voce, su questo non v'è dubbio.
    Forse ha una bassa concezione della intelligenza degli allievi, ma tu, piccolina, sei sveglia abbastanza per capire quel che devi fare.
    Se non vuole che ascoltiate (magare ha paura che impariate ad "orecchio" e non musicalmente corretto), chi può far la spia qualora tu ascoltassi?
    Non dirglielo ed ascolta, senza imitare e dopo aver imparato la parte con il giusto solfeggio.
    Bisogna che gli allievi siano educati all'ascolto per poter avere un riferimento adeguato dell'obiettivo.
    Non trovi? Un bacione e buono studio!
    Mae

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  • 15/02
    Gentilissima Mae, grazie per la tempestività con cui ha ascoltato le mie incisioni e per le attente valutazioni e gli utili consigli. Ho solo una domanda da porle.
    Per quel che riguarda "Caro nome" lei specifica "curando bene le cadenze..." cosa intende?
    Io effettivamente ho qualche dubbio in merito. A me piacerebbe eseguirle così come sono state registrate (certo si può e si deve fare sempre meglio), seguendo un po' quello che ha scritto Verdi (legando molto le agilità), mentre la mia insegnante vorrebbe che io le eseguissi nel classico modo cioè con i picchettati, come fanno (o facevano) tutti i soprani leggeri.
    Per quel che riguarda poi la stanchezza vocale dopo l'esecuszione di un'aria tipo "Caro nome" non l'avverto. Per esempio i tre brani che le ho inviato li ho incisi in una sola mattina uno dietro l'altro e non ho avvertito stanchezza dopo le registrazioni.
    Un caro saluto BARBARA
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO BARBARA: come vedi....detto, fatto!
    Allora, volevo solo farti notare, ma forse è un caso che siano venute così, che nella battuta 8 dopo il N. 17 ("a te sempre volerà") le note discendenti non sono ben pulite, sono un pò "sbrodolate" (passami il termine poco piacevole), andrebbero più nitide quindi sostenute meglio.
    Per ciò che riguarda i picchettati, di tradizione quelli alla battuta 3 dopo il n. 17 generalmente sono solo La diesis e Si poi il ritorno si fa legato; la battuta al n.18, invece, dopo il Si con la scala discendente, la risalita si esegue con i picchettati fino al Do bequadro escluso.
    Questa è la tradizione, poi oggi ci sono tutte le varie revisioni, per cui ritengo che bisognerebbe attenersi alle direttive di un buon direttore d'orchestra, meglio se verdiano. (Ci sono comunque recenti incisioni di grandi cantanti, leggi Devia, che potrebbero esserti d'aiuto).
    Quello che invece ribadisco sono le vocali I ed E troppo piatte per dare il colore dolce e sognante di Gilda, ma questo è un mio personale parere.
    Se la questione "Fiato" è risolta, non mi rimane che rinnovarti i complimenti per queste prove.
    Se poi vorrai tenerci informati sul tuo cammino, saremo ben lieti di riascoltarti. Un abbraccio. Mae

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  • 15/02 - tanya
    Grazie maestro della risposta. Volevo ancora chiederle, 2 lezioni fa al mio conservatorio con il mio maestro ho fatto un vocalizzo su un ottava prima legato e dopo picchettato e ho cantato il fa sovracuto. Sono un soprano leggero giusto? Grazie Tanya
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CARA TANYA,
    ricevo con piacere il tuo file con questa aria deliziosa.
    Vediamo. Secondo me, la voce è ancora indietro, cioè non arriva bene in maschera così, nelle zone centrali, tende a calare.
    Qua e là qualche problemino di intonazione, ma quello che potrebbe aiutarti è: cantare cercando di tenere il palato più alto (cantare sullo sbadiglio).
    Molte vocali risultano schiacciate proprio per questo motivo. Credevo che studiassi con una signora, invece sento la voce di un uomo.
    Come mai non ti fa ripetere quando sbagli?
    Prova, senza dir niente a lui (io non esisto, mi raccomando!), a vocalizzare alzando il palato duro e molle, come se avessi una patata in bocca (certo, la pronuncia sarà meno chiara all'inizio) tanto da far in modo che l'aria possa raggiungere la maschera e far "girare" la voce.
    Credo anche che nessuno ti stia curando la respirazione, ma questa è un'altra cosa ancora (potresti rendere la tua voce più morbida e rotonda).
    Che altri brani stai studiando? Vorrei sentire qualcosa di più acuto. Quando sei pronta...ti aspetto qui. Mae (Bravissima per aver mandato il file!!!)

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  • 15/02 - marilù
    Caro Mae, ti scrivo con un pò di ritardo! É vero nella fretta non ti ho detto dove vivo: purtroppo in Calabria (ma questo non ha importanza perchè pur di trovare un bravo maestro che mi sappia guidare andrei in capo al mondo!). Per quanto riguarda i miei problemi tecnici: mi sto rendendo conto di non aver appreso quasi nulla nel mio percorso e dovrò ricominciare quindi tutto da capo. Ricercare la morbidezza nell'emissione; capire come rendere omogeneo il passaggio da un registro all'altro, gestione del fiato, etc...Appena riesco, comunque, le invio una registrazione così mi consiglierà lei cosa dovrò curare e che voce ho(a proposito, ma la registrazione deve essere fatta in studio o ne va bene anche una fatta dal vivo con un registratore digitale?). Grazie. Alla prossima. Marilù
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    OLA MARILU':
    bravissima! Hai colto nel segno!
    Sono le qualità da cercare per rendere accattivante una voce e, studiando bene, ci si può riuscire! (io ne so qualcosa). Attendo una registrazione che non deve essere fatta in studio (Non siamo mica la RAI!), ci basta una normale registrazione dal vivo ove possiamo sentire come usi la tua voce!
    A presto! Mae

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  • 18/02 - patrizia
    Intanto grazie alla redazione che mi ha persino telefonata per risolvere un piccolo problema tecnico...Sono veramente senza parole per la vostra professionalità e dedizione con cui svolgete il vostro avoro. Complimenti!!
    Buondi' mae., ho apprezzato il fatto che mi abbia confidato un pò della sua vita, per farmi capire che non bisogna arrendersi se si vogliono ottenere dei risultati. In effetti già mi stavo mobilitando per cantare in messe liturgiche etc. Sto facendo pianobar, ma vivendo nella provincia e con il problema dell'immondizia che allontana i turisti gli alberghi sono vuoti, i proprietari sono restii a pagare, diventa complicato farlo diventare un lavoro che ti possa sostenere gli studi. Comunque le ho inviato due pezzi, con l'aiuto della redazione, così può darmi un giudizio disinteressato, sulla tecnica, sul timbro... E chiederle se vede delle potenzialità. (non mi offendo, accetto qualsiasi giudizio). L' ho registrato durante una lezione, mi scuso per le imprecisioni. Grazie!!!
    Leggi la rispostaLeggi la risposta
  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CARA PATTY:
    ho ascoltato i due brani, nel primo ritrovo qualche difetto di intonazione in questi numeri 0.32 (aveva pianto); 1.54 (come il mare); 2.43 (dramma) così tanto per capire di cosa parliamo e ritengo da attribuirsi al palato tenuto troppo piatto.
    Ascoltandoti, mi è venuta in mente Rossana Casale, che ha un pò il tuo modo delicato di esprimersi e mi piace molto.
    Il secondo brano, invece, mi ha entusiasmato, pur sapendo che, essendo un brano maschile, ha una tessitura poco simpatica per una donna.
    Ma mi è piaciuta tanto, tanto, mi è persino venuta voglia di cantare con te!!!
    Brava Patty! Attenta però a non farti del male.
    Attendo sempre più ansiosa materiale...alternativo, così potrò dirti quale genere scegliere!!
    Besito!Mae

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  • 18/02 - ENRICO
    Invio la registrazione di un brano Souvenir du concert di Bracco parole di Enrico Caruso eseguito in un concerto del 2006, spero risulti gradevole!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CARO ENRICO:
    intanto grazie per il bellissimo brano dalla "Manon" di Massenet che ci hai mandato e che è una delle più belle pagine di musica mai scritte.
    Veniamo a Nessun dorma.
    Penso che tu abbia delle ottime qualità per poterti esprimere; qualche imprecisione sulle note di passaggio che potrebbero produrre effetti negativi sugli acuti, ma si sente benissimo che la tua è una voce naturale.
    Aggiungendo un pò di appoggio in più e curando bene il passaggio, certamente potresti fare ottime cose.
    Ti auguro di poter cantare esprimendo al meglio le tue doti di Tenore con tipica voce "italiana".
    Grazie e sempre a disposizione per quattro chiacchiere tra amici. Mae

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  • 20/02 - marilù
    Salve Mae,come va? Volevo farti una domanda: per quanto riguarda le agilità secondo te bisogna essere predisposti oppure è solo una questione di esercizio? E puoi indicarmi degli esercizi per svilupparle e anche per non far sentire il passaggio da un registro all'altro? Grazie. Marilù
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO MARILU':
    ci sono corde più predisposte all'agilità che, comunque, si può acquisire con l'esercizio metodico.
    Esecizi per l'agilità ve ne sono tantissimi (anche scritti da G. Rossini stesso) ed in prevalenza sono scale ed arpeggi veloci e servono anche per uguagliare i registri.
    Ci sono esercizi per le note di passaggio anche sul nostro sito: leggi e clicca sul quadrato bordeaux in alto a destra della pagina dell'aesperto. Eseguiti metodicamente, danno ottimi risultati.
    Includili nel riscaldamento quotidiano.
    Buon lavoro. Mae

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  • 27/02 - Stefano
    Ciao mae sono un ragazzo di 21 anni mi chiamo Stefano sono nuovo della famiglia ma spero di essere il benvenuto!!! Volevo dirti due cose: io canto più o meno da quando sono piccolissimo ma prendo lezioni da quando ho 18 anni; ho sempre cantato leggero finchè non incontrai un insegnante mezzosoprano che mi diete un impostazione memorabile ma sempre nel canto leggero... Per seguirla decisi di iscrivermi in un'accademia a Roma di musica. Ora lì sto studiando davvero molto sia solfeggio ma anche pianoforte e sono molto soddisfatto... ma c'e un problema la mia insegnante circa un anno e mezzo fa mi chiese di iniziare a studiare lirica. Io adoro la lirica anche se lì sono iniziati i miei problemi: io vorrei entrare nei veri cori professionali e fare carriera! Il problema è questo: anche se vado molto in alto i miei acuti sono ancora troppo leggeri e non riesco ad emettere un suono prettamente lirico. Da cosa dipende? Forse dalla mia giovane età in quanto la voce deve ancora maturare? La mia insegnante è molto fiduciosa sto facendo molti progressi ma anche lei mi ripete che la voce deve ancora maturare e mi consiglia di "non scoraggiarmi". Aiutami dammi un consiglio grazie. Un bacio e piacere di conoscerti.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO STEFANO e benvenuto senza ombra di dubbio!
    Vediamo. E' vero che la tua è una voce "giovane", tuttavia, a 21 anni dovresti cominciare ad avere suoni abbastanza consistenti.
    Quello che volevo proprio dirti è che nella lirica vi sono "accorgimenti" tecnici diversi dal canto leggero: esiste un "passaggio" naturale che va rispettato,esiste una respirazione che deve sostenere la voce e portarla nelle giuste cavità di risonanza.
    Queste cose ti sono state spegate?
    Se si, e lo studio attuale si basa sulla formazione, sullo sviluppo e sull'allenamento di tali elementi, allora puoi star tranquillo che i risultati li otterrai in breve.
    Ti ricordo anche che, nei cori, si prediligono voci piccole ma estremamente intonate e musicali; le voci grandi "sforerebbero".
    (Hai dimenticato di scrivere qual è il tuo registro vocale e... mi piacerebbe saperlo). A presto. Mae

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  • 06/03
    Mae perdonami sono sempre io questa mattina è il secondo messaggio che ti mando, ho una cosa da chiederti, sicuramente già altri ti avranno fatto la stessa domanda: ma quand'è che la voce si "trasforma" in lirica?
    Forse è una domanda sciocca, perchè poi ognuno di noi è diverso, però voglio rendermi conto se davvero sto facendo bene con la mia insegnante.
    Non voglio dire che non ho fiducia in lei perchè mi sembra una persona in gamba, però ne ho sentite davvero tante su persone che hanno sprecato anni e alla fine hanno dovuto cambriare insegnante.
    Scusami ancora per la domanda banale e grazie.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO CINZIA:
    che vuol dire "voce lirica"?
    Intendi forse quando comincia a vibrare da sola?
    Se la domanda è questa, la risposta te la sei quasi data da sola; ognuno di noi ha un proprio tempo di apprendimento, poi dipende da quanto ti dedichi allo studio, da quanto riesci ad assimilare gli insegnamenti e... dall'insegnante.
    Perchè la voce vibri, è necessario eliminare tutte le tensioni muscolari inutili, quindi grande morbidezza e rilassatezza nell'emissione dei suoni, abbinata ad un corretto uso del diaframma e quindi del fiato.
    Non si può stabilire un termine... ci sono troppe variabili, comunque studiando un paio di volte la settimana, la voce comincia ad ammorbidirsi in un anno; se tutto collima, in tre anni si potrebbe anche cantare benino (anche il grande Pavarotti lo sosteneva).
    Ma non metterti in testa cose sbagliate, anche un piccolo progresso va considerato; tempo e passione completeranno l'opera.
    Un bacio, Mae.

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  • 07/03 - Marco
    Salve.
    Mi chiamo marco e sono un nuovo iscritto. da circa 4 mesi studio lirica e nei 2 anni precendeti ho studiato canto moderno.
    Nonostante questo non riesco ancora a trovare il punto giusto della maschera: il punto esatto dove far risuonare la voce.
    C'è sempre un appoggio di gola che in breve mi fa stancare, costringendomi a fermarmi.
    La respirazione sembra fatta in modo corretto, ma il mio modo di cantare non sembra comunque beneficiarne.
    Cosa posso fare e che tipo di esercizi per trovare il giusto punto dove far risuonare limpida la voce? E per applicare il diaframma al canto?
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO MARCO e benvenuto!
    Rasserenati perchè 4 mesi di studio non sono sufficienti per trovare il cosiddetto "focus" della voce.
    Cantare appoggiando i suoni sulla gola è una prassi normale per chi ha fatto canto "moderno" ed è un difetto assai difficile da curare.
    Occorre molta concentrazione e molta pazienza da parte di che ti insegna inoltre è necessario un enorme autocontrollo che ti impedisca di cantare come avevi abituato la tua gola in precedenza.
    Il punto in cui la voce deve risuonare, noi lo chiamiamo "maschera" e qui la voce deve arrivarvi tramite il fiato che la deve sostenere.
    Quindi: dimentica e fai dimenticare alla tua gola tutto quello che hai fatto nei 2 anni precedenti (di solito, quando si cambia tecnica, sarebbe bene rispettare un silenzio assoluto di 6 mesi per far si che la muscolatura torni a rilassarsi e dimentichi gli antichi movimenti); ritrova la rilassatezza della gola stimolando un'ampia respirazione che possa veicolare la voce al punto giusto senza l'aiuto della "gola"; pensa di spostare la posizione della tua voce più in avanti possibile(sulle labbra o dietro al naso) in modo che pesi di meno sostenerla.
    Infine: il tuo insegnante cosa ti fa fare per ovviare all'inconveniente?
    Se me lo spieghi, potrò capire se la strada è quella giusta, ma sappi che ci vuol tempo, lavoro e pazienza per trovare quell'equiliobrio che vai cercando.
    Se avrai curiosità potrò consigliarti qualcosa da leggere per capire quel che serve.
    Intanto impegnati e soprattutto concentrati per ottenere il massimo risultato.
    A presto e buon lavoro.
    Mae (se leggerai le ns. Pillole, molte cose ti saranno più chiare)

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  • 08/03
    Salve,
    mi chiedevo se ha mai sentito di tenori che non riescono a pronunciare la vocale i liberamente dal mib appena prima del passaggio e oltre.
    O sono il solo?!
    E come fare per risolvere il problemino non indifferente? (sono anni che provo!).
    Grazie in anticipo!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO YURI e benvenuto!
    Purtroppo ci sono non pochi giovani tenori che si arenano col tuo identico problema: la "I" dal passaggio agli acuti.
    Se osservi arie famose per tenore, noterai che spesso note acute e di passaggio, richiedono di pronunciare la vocale I o la vocale E ("la spEranza" della gelida manina; "vincErò" di Nessun dorma, "allarmIII" della Pira, allora uno si chiede perchè queste ulteriori difficoltà... oltre alla nota, pure la pronuncia!
    Ebbene, nella voce di tenore, le vocali E ed I, sono quelle che dovrebbero aiutare a risolvere i problemi perchè le più semplici (secondo i tecnici dell'epoca) per la voce tenorile.
    Il problema esiste, ma è anche semplice da risolvere.
    Si modifica la pronuncia della vocale I arrotondandola e facendo in modo di pronunciarla senza attaccare la lingua al palato.
    I primi tempi sembrerà quasi impossibile ed il risultato sarà quello di avere una patata in bocca, ma si tratta solo del primo stadio, con l'allenamento costante, la lingua verrà domata e riiuscirai a pronunciare correttamente senza otturare la cavità della bocca (cosa che ti impedisce di superare il passaggio).
    Controlla anche che, pronunciando la vocale I, tu non metta in moto la muscolatura del collo che, irrigidendosi, potrebbe impedire il normale lavorio.
    La vocale I e la vocale E vanno pronunciate sulle labbra senza interferenze muscolari.
    Allenati come detto e vedrai che queste vocali ti porteranno... molto in alto!
    A presto e facci sapere. Mae

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  • 10/03 - Marco
    ciao! sono di nuovo Marco: grazie per la risposta precedente.
    Mi hai chiesto cosa fa il mio insegnante per ovviare al problema che ancora non ho trovato la "maschera": a dire il vero mi ha quasi un po' coraggiato lui, me se si aspettase chissa quali miracoli da me in cosìpoco tempo.
    M fa fare parecchi esercizi col mutismo he crede sia uno dei migliori per trovare il punto giusto dove far risuonare la voce,e devo dire che a volte con questo esercizio penso di trovare la giusta posizione, to che sento il naso vibrare. Snto stimolata la zona della "maschera".
    M questo che riesco a fare durante il mutismo non riesco a farlo cantando.
    Csa mi consigli?
    ps. dove si trova la sezione con le vostre "pillole"?
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO MARCO:
    ancora una domanda: che classificazione vocale ti ha dato il tuo insegnante? (Ten, Bar, Basso?)
    Mi serve per capire da dove cominciare.
    Gli esercizi a bocca chiusa, in genere fanno bene, ma io aggiungerei esercizi con le vocali I per fare la "punta" ai suoni ed O per tenere la voce più alta sulla gola e spostarla più in avanti possibile.
    Certo, bisognerebbe controllare anche la respirazione e, soprattutto, non forzare. Cantare piano per non coinvolgere la muscolatura.
    Puoi farcela? Ci vuole molto tempo, lo so.
    Ecco perchè suggerivo un periodo di silenzio assoluto.
    Coraggio, Marco, con la volontà si possono fare grandi cose.
    Le Pillole ti verranno automaticamente inviate dalla redazione ogni 12/15 giorni.
    Certamente ti aiuteranno. Un abbraccio. Mae

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  • 10/03 - elisabetta
    Ciao!
    Sono Elisabetta (ultimo mio messaggio il 17/01). Avrei voluto scrivere prima, ma sono occupata con un trasloco e stanchissima!
    Sono però contenta perchè sento di fare molti progressi.
    Ho ricominciato a fare i vocalizzi e tutto ora procede regolarmente.
    Ogni volta che canto la mia voce mi sorprende, va sempre meglio: più grande, più scura, più in testa, più libera, più intonata.
    Non avrei mai pensato di poter riuscire a superare i miei problemi, ce ne avevo troppi!
    Cosa mi consigli per poter stabilizzare un po' la mia emissione?
    Va bene cantare poco e spesso?
    Appena ci riesco registro qualcosa da mandarti per audio, per il momento non metto ancora le parole, posso mandarti qualche aria vocalizzata?
    Ciao e ancora grazie per i tuoi consigli e complimenti per il lavoro che fate, veramente ottimo.
    A presto Elisabetta
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CARA ELISABETTA:
    siamo contenti di riaverti tra noi; ancor più dei progressi che la tua voce sta facendo.
    Come va il diaframma?
    Adesso riesci ad usarlo senza premere sulla laringe?
    E del repertorio che mi dici?
    Si, cantare poco e spesso è ottimo per la voce, soprattutto riuscire a sincronizzare tutte le cose che occorrono per ottenere un buon risultato.
    Vocalizzi e anche solfeggi cantati, se vuoi. Sempre controllando maschera ed appoggio.
    La sicurezza viene con la pratica costante.
    Sii metodica nello studio e vedrai che presto potrai mandarci un'aria da ascoltare.
    Felici di esserti d'aiuto! Mae

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  • 11/03
    Salve si ricorda di me sono Stefania ho spedito tante e mail a voi per ricevere preziosi consigli adesso vorrei sapere che differenza c'è tra il belting e lo stile di canto di musica pop (ad esempio vedi Leona Lewis o Mariah Carey ) poi vorrei spedirle un allegato per farle ascoltare la mia voce ed eventualmente recuperare vari difetti.
    Volevo sapere perche è da un po' che ho sviluppato meglio i medio bassi e sono ritornata indietro con gli acuti, o meglio: prima i miei acuti erano piu' pieni, piu' chiari mentre adesso questo accade con i bassi mentre con gli alti mi sembra di essere un po' peggiorata se fosse così puo' darmi dei suggerimenti per favore... o meglio degli esercizi o altre cose insomma mi dica lei grazie le mando se riesco degli allegati grazie.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO STEFY e bentornata!
    Andiamo per ordine: Cos'è il "belting".
    Devo dire che tutti ne parlano, ma pochi sanno dire cos'è.
    In effetti è un sistema di canto che permette di aumentare l'intensità vocale e dà l'impressione di essere prodotto spingendo il naturale registro di petto oltre il limite naturale.
    Non è così semplice da spiegare, ma così si capisce come certi cantanti riescano a far cose che normalmente non si possono fare.
    Quindi è una tecnica che si può studiare facendo molta attenzione perchè tale sistema è frequentemente associato a disturbi della fonazione.
    Nomi illustri che usano questo sistema sono: Barbra Streisand, Whitney Houston, Celine Dion.
    E' un tipo di vocalità molto usato nel "Musical".
    Nella lirica non viene usato (per fortuna), tuttavia consiglio di studiare questo meccanismo solo con una guida esperta che sappia quel che fa. Attenzione: le patologie sono dietro l'angolo!
    Quesito n. 2.
    Il tempo passa e, col tempo, la voce cambia.
    Si irrobustisce la zona grave e si perde elasticità, quindi raggiungere la zona acuta diventa più difficoltoso.
    La tua gola è a posto?
    Se si, puoi mantenerti in esercizio facendo scale veloci per tenere le corde allenate, ma senza forzare.
    Da quel poco che ho sentito, la tua è una voce delicata, che sai ben sfumare, ma tendi a forzare un pochino nella zona acuta; forse perchè senti che si è ispessita e non riesci a condurla dove vorresti.
    Poco male, avete la grande risorsa del microfono, quindi usala a tuo vantaggio e soprattutto scegli un repertorio adatto alla tua voce morbida e dolce; non ascoltare i tuoi chiassosi compagni di serate e non far del male alla tua voce, poichè se si rompe una corda di chitarra la si cambia ma se si rompe il tuo meccanismo?
    Un grosso bacio. Mae

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  • 11/03 - Mario
    Salve mi chiamo Mario Todisco sento sempre parlare dell'affondo sugli acuti, forse riguarda prettamente il mio caso, visto che la mia voce come dicono è molto squillante e tende proprio a stringersi sulgli acuti.
    Ho provato con alcuni maestri ma non sanno spiegare cosa accade praticamente.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO MARIO.
    il tuo cognome riporta alla mia memoria quella del Tenore Nunzio... parente?
    La tecnica dell'affondo ci è stato tramandato dal Mº Melocchi, insegnante dei Tenori per eccellenza Del Monaco e Corelli e pare averla appresa da un maestro di canto Russo.
    Se non equilibrata, questa tecnica tende a far "affondare" la voce, ma se ben bilanciata da una buona respirazione e da un buon aggancio in maschera, certo può dare ottimi risultati.
    Se la tua voce tende a stringersi, probabilmente dipende dall'appoggio troppo alto; controlla la tua respirazione e raccontami come usi il tuo diaframma, così potrò dirti cosa non va nell'emissione dei tuoi acuti.
    Attendo chiarimenti per poterti aiutare.
    A presto. Mae

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  • 13/03 - Mario
    Gentilissimo maestro sono molto contento che lei mi abbia risposto, e in merito alla parentele con il tenore Nunzio... si è mio zio.
    Ritornando al discorso, credo che lei abbia subito individuato il mio problema (o uno dei tanti).
    Ho provato ad essere piu attento alla respirazione cantando e ho notato che appena inizio sto attento quindi (diaframma basso), ma nei momenti critici(gli acuti) preso dalla preoccupazione mi dimentico o meglio perdo il controllo e automaticamente avviene un irrigidimento della gola e un aumentano delle tensioni.
    Credo che questo problema rigurda anche molti artisti del coro (è il mio lavoro), perchè affrontando ogni giorno molti repertori e soprattutto quei pianissimi è difficile appoggiare e si spinge per sentirsi, e diciamocela tutta non si studia nemmeno piu' tanto e questo è grtave perchè si perde il controllo e quando poi si devono affrontare ruoli solistici non si riesce piu' a cantare senza spingere e questo fa male.
    Io vorrei tanto capire cosa si intende per affondo, anche tra noi colleghi se ne parla e esce fuori tante cose ad es: gola aperta, sbadiglio, immagginare una patata in bocca ecc... bhe c'è abbastanza per scimunire.
    La prego se mi può anche solo chiarire almeno il termine e perchè no, se mi può indicare qualcuno che la possa insegnare.
    Le chiedo scusa se stò dicendo un sacco di sciocchezze ma sà si stà sempre alla ricerca di qualcosa e cosi' passano gli anni senza concludere nulla.
    GRAZIE
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO MARIO:
    prima di tutto un plauso all'uomo Mario che, pur inserito nel meraviglioso mondo del Canto, ne analizza serenamente e obiettivamente, carenze e dubbi.
    Bravo! Per migliorare ci vuole autocritica.
    Volevo innanzitutto svelarti di aver ascoltato il Tenore Nunzio Todisco in un Otello tanti anni fa e posso dirti che aveva una voce davvero scura e potente.
    In merito all'affondo.
    Ti spiego che dagli anni '80 in poi, questo termine è stato pressocchè cancellato dal frasario tecnico per un motivo molto semplice: si era venuta a creare troppa confusione o pressappochismo sul metodo da produrre cantanti che credevano di usare questo sistema e che, in realtà non conoscendolo bene, subivano la conseguente catastrofe sulla voce che, in breve, si "spaccava".
    Anch'io assistei a lezioni su questo tema e capii perchè certe voci si erano irreparabilmente danneggiate; non era colpa del metodo, era colpa di chi tentava di insegnarlo senza averlo capito!
    Io ebbi la fortuna e l'onore di conoscere persone che di questo metodo han fatto il proprio "Vangelo" per la propria carriera e, a loro, devo dir grazie.
    Tuttavia, per affrontare uno studio di questo tipo, ribadisco, è necessario che chi lo insegna sia in grado di... fartelo sentire.
    Innanzitutto oggi, non parliamo più di affondo (per le ragioni che ti ho già spiegato) ma di "sbadiglio" e comunque alla base di tutto, sta una corretta respirazione senza la quale, si corre il rischio di rovinare una voce.
    Cantare con un "legato" estremo aiuta in questa tecnica che necessita di un "diaframma" estremamente funzionante.
    Lo sbadiglio serve per allentare tutte le tensioni che vengono a formarsi nella gola durante l'emissione (specie degli acuti) e a mantenere la laringe rilassata perchè non è certo bloccandola che si ottengono risultati... anzi!
    Devo dire che il tutto non è così complesso come può sembrare, ma l'abitudine ad una diversa emissione, fa in modo che questo sistema sembri faticosissimo.
    Dunque: Respirazione, Sbadiglio, Legato, Morbidezza, Maschera, Concentrazione, Tempo.
    Ecco i punti fondamentali di questa emissione.
    Consiglio: non affrontare lo studio senza essere sicuri di aver capito o senza una valida guida che possa subitaneamente correggere errori.
    E' palese che quello che tu chiedi non è una sciocchezza ma è la normale curiosità di chi sa che esiste un sistema che può dare risultati esaltanti se paragonati alle difficoltà riscontrate.
    Il risultato di questo sistema è voce più sonora, emissione sicura, acuti smaglianti, legato perfetto, morbidezza in tutta la gamma dei suoni e, all'occorrenza, incisività e potenza.
    Molti allora si chiederanno: perchè non usiamo tutti questo sistema?
    Perchè bisogna avere una guida attenta e capace, che abbia sperimentato e sia riuscito nell'impresa. Perchè occorre una buona testa per capire ed eseguire, perchè ci vuol più tempo per far maturare una voce che si sviluppa tanto, perchè... non ci sono più i maestri dei tempi d'oro della Lirica ma, soprattutto, perchè bisogna "Conoscere per scegliere".
    Non è facile scrivere di un argomento puramente tecnico, tuttavia se lo desiderei, potremo indicarti qualcosa da leggere.
    Nella speranza di aver fatto un pò di luce su questo meraviglioso quanto misterioso argomento, rimaniamo in attesa di notizie da parte tua (quanti anni hai?).
    Un abbraccio.

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  • 15/03
    Buongiorno, sono una mezzosoprano di 36 anni, diplomata in canto da un anno e mezzo.
    Canto in tre ensemble musicali amatoriali/semiprofessionali e talvolta mi capita di affrontare qualche parte solistica.
    Ho difficoltà a timbrare la voce nei pianissimi e a rilassare i muscoli nel periodo della sindrome pre-mestruale, col risultato di un'emissione non sempre morbida.
    Inoltre la mia gola sembra irritarsi più delle altre appena comincio a respirare in ambienti secchi, il che, in concerto, diventa un problema!
    Grazie del consiglio che vorrà cortesemente inviarmi e buon lavoro.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO CLAUDIA e benvenuta!
    Il tuo problema è comune a tutti quelli che, pur avendo conseguito un diploma, non hanno portato a termine l'iter dell'apprendimento tecnico.
    Il "piano" è l'ultima difficoltà che si risolve nello studio.
    Prima si impara a cantare, poi si impara il "Piano" dacchè questo effetto dipende esclusivamente da un perferro equilibrio di emissione sul fiato.
    A volte poi, alle compagini corali, vengono richiesti dei piani talmente eterei che, per ottenerli (e non sempre si riesce con la giusta intonazione), si tende a trattenere i suoni stringendo la gola tanto da avere la sensazione di strozzamento.
    Consiglio: quando fai i vocalizzi, parti da una nota emessa "forte" e, mantanendo la stessa posizione, diminuiscila gradatamente sostenendo bene col diaframma elastico (mi raccomando la concentrazione).
    Le prime volte non avrai risultati ma, insistendo, la muscolatura si abituerà a lavorare in questo modo e comincerai ad ottenere buoni risultati.
    Se poi riscontri voce opaca nell'intera gamma di suoni, allora è una questione di appoggio: il sostegno non è sufficiente a "sostenere" la voce in maschera, quindi occorre più diaframma.
    Nel periodo critico (cosa che capita a tutte), la voce è generalmente meno morbida, occorre un pò più di riscaldamento (vocalizzi) per fluidificarla a dovere.
    L'allergia alla polvere poi, è una cosa fastidiosa, porta sempre con te acqua e caramelline emollienti, magari al miele per ovviare al problema.
    Tienici informati sul tuo lavoro.
    A presto. Mae

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  • 18/03
    Salve!
    Ho scritto qualche tempo fa per un problema di irrigidimento dei muscoli del retro-lingua e devo dire che piano a piano l'esercizio dello specchio sta dando i suoi frutti! Grazie!!
    Ho un'altra domanda... Più volte mi è stato consigliato di "parlare alto" durante il corso della giornata.
    Cosa si intende? Grazie!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO FABIANA e bentornata.
    Siamo immensamente felici che la ginnastica che ti abbiamo consigliato abbia dato i suoi frutti (Ne eravamo certi!) come vedi, la costante applicazione, paga!
    Il consiglio di "parlare alto" non è affatto sbagliato; tutti i vecchi maestri e gli ex cantanti di qualche tempo fa, usavano questo metodo (un cantante lo riconoscevi subito dalla voce impostata) quindi usare diaframma anche quando si parla, per tenere la voce in "maschera" ecco perchè si dice "parlare alto"; parlare come gli attori di una volta, con voce "impostata" quindi sonora e ben udibile.
    Sembra una voce... forzata, caricaturale anche, ma non sai quanto salutare sia, soprattutto per chi parla in modo sbagliato ed affatica così il suo organo vocale (a volte tanto da produrre noduli).
    Quindi bisogna obbligarsi a parlare tenendo, col fiato e quindi appoggiando sul diaframma, la voce in maschera (come se dovessi chiamare una persona che è dall'altra parte della strada), pur essendo un sistema... curioso, aiuta a risolvere problemi di sovraffaticamento.
    Anche qui si tratta solo di buona volontà e si ottengono benefici risultati.
    Buon lavoro! Mae

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  • 25/03 - elisabetta
    Ciao, sono Elisabetta. Ho scritto il 10/03.Per quanto riguarda il diaframma, mi sembra di aver capito come funziona, ma quello che per me è difficile è sincronizzare il tutto, cioè creare la giusta pressione, mollare la mandibola e quindi sentire la voce in maschera sostenuta dal fiato.
    Non mi sembra di premere più sulla laringe.
    E' giusto sentire un "appoggio" in maschera soprattutto nei suoni dopo il passaggio?
    Ho capito ultimamente che io non ero assolutamente predisposta al canto, la mia voce era sotterrata da blocchi, paure, insicurezze, malintesi e pregiudizi.
    Non so come avesse fatto all'inizio la mia insegnante a capire che avevo una voce interessante!
    Per ora non ci sono novità nel repertorio.
    A presto
    Elisabetta
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ELISABETTA:
    sincronizzare tutto quel che serve per cantare è un pò complicato, ma con la costante applicazione, ci si riesce.
    Dico sempre ai miei ragazzi che apprendere una tecnica di canto è come imparare a guidare la macchina.
    Ci sono tante cose da dover fare e tutte insieme: 3 pedali, 2 piedi!!!!
    Tu hai la patente di guida?
    Se si, parti da questo presupposto e così come riesci a sincronizzare pedali, volante e cambio, riuscirai a guidare il tuo corpo nello studio.
    Sentire i suoni in maschera è un'ottima cosa, continua su questa strada senza forzare la muscolatura della gola; palato alto, lingua adagiata sul fondo della bocca, fauci e gola rilassata e controllo del fiato (con relativo appoggio) che deve raggiungere le cavità di risonanza.
    Come vedi, non c'è molto da fare, ma bisogna applicarsi costantemente e con grande concentrazione per poter... sincronizzare il tutto.
    Siamo certi che ce la farai!!!
    Besito. Mae

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ENRICO CARUSO

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