Risposte esperto tecnica vocale canto lirico: appoggio e sostegno del fiato, ricerca della maschera, abbassamento della laringe, apertura della gola, innalzamento del palato, gestione del fraseggio

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La tecnica vocale di canto lirico|Pagina 4

Il nostro esperto darà risposte in merito alla tecnica vocale finalizzata ad acquisire un'impostazione che consenta di cantare il repertorio lirico.
Per tecnica vocale si deve intendere l'insieme di procedimenti intenzionali posti in atto al fine di realizzare un determinato risultato vocale.
Gli elementi fondamentali per uno studio tecnico della voce sono molteplici.
Le domande e le risposte di questa sezione verteranno principalmente sugli accorgimenti e gli esercizi tecnici sull'impostazione del timbro e del colore per migliorare la qualità della voce, sull'emissione corretta, sull'estensione, sulla resistenza, sulla morbidezza, sulla linea di canto, sulla potenza…

 

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  • 09/07 - Marco
    Salve, ho 26 anni e sono un baritono (1,76 cm/ 72 Kg). Studio da 2 anni in modo sistematico (sono stato ammesso al conservatorio superiore di Vienna). Il mio problema sono le note del registro grave. La mia estensione abbraccia La2-Lab4 (spero di non essermi sbagliato con la numerazione) ma il "sib" ed il "la" sono note debolissime. Lo sono sempre state, e il tempo non è stato galantuomo :) . Voglio dire che con il tempo quelle note non hanno acquisito corpo. Ho cercato di risolvere il problema concentrandomi sull'appoggio e sostegno del fiato, ma non ha dato grandi risultati. Intendo dire: ottimi risultati in generale, ma non per il problema specifico. Da una settimana cerco di concentrarmi sull'abbassamento della laringe (ho cambiato insegnante; la precedente non voleva che abbassassi la laringe, l'attuale -allieva di Del Monaco- invece sì). Cosa ne pensa, sono sulla buona strada? Naturalmente tengo conto del problema nella scelta del repertorio (Donizetti: Belcore, Malatesta, Antonio. Mozart: Papageno, Guglielmo. Rossini: Figaro, e repertorio francese: Lescau, Valenten). Spero in una risposta e ringrazio fin da adesso. Cari saluti, Marco
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO MARCO:
    intanto grazie per essere stato attento nel segnalare età, corporatura e peso (bravissimo!) che sono cose importanti per chi non può vederti. Complimenti anche per essere stato ammesso a Vienna (forse lì ti insegneranno una disciplina che per un cantante è necessaria).
    Dunque sei ancora molto giovane per poter avere potenza nella gamma dei tuoi gravi; conosco baritoni in carriera che sfiorano il Si2 appena, eppure cantano e bene.
    Un parere potrei dartelo solo potendoti ascoltare; come tu stesso hai potuto notare, esistono varie tecniche di canto e, se hai ben capito la respirazione e l'appoggio, segui pure i consigli della tua attuale insegnante (se però rimani senza voce, dopo la lezione, procedi con cautela!); fatti spiegare per bene la respirazione perchè montare quella tecnica su una respirazione inadatta, potrebbe causare seri problemi.
    Per ora il repertorio affrontato è idoneo anche se, per mia serenità di giudizio, avrei bisogno di sentirti cantare una romanza.
    Ti abbraccio e... dai tempo al tempo! Mae

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  • 09/07 - Gabriele
    Gent.ma Mae, innanzitutto grazie per la risposta, che ho apprezzato moltissimo. Mi permetto, di aggiornarti sul fatto che innanzitutto, sigh, non sono stato scelto per MacBeth, in quanto la voce e' effettivamente piccolina, almeno per ora, ma c'e una cosa piu' importante. Spero di non sbagliarmi, ma credo di aver scoperto di botto i miei due errori, colpevoli di schiarire la mia voce piu' di quanto non sia. L'altro giorno, seppur la mia insegnate fisicamente irreperibile, ho fatto con lei un "consulto" telefonico, e mi ha portato a galla errori che lei mi aveva corretto e io ho poi ripreso a fare (purtroppo per lavoro e' sovente in giro e non e facile combinare una lezione). i miei due errori capitali si chiamano appoggio troppo poco vigoroso, combinato ad un erronea dizione delle vocali, che, sbagliando, tendo a scurire appositamente. Per dovere di cronaca, ho dimenticato nella mia precedente domanda di dirti che ho 33 anni, e sono un "baritonino" di 1,70 cm x 58 kg. Come mi hai consigliato, faro' in ogni caso una visita foniatrica piu' approfondita e, qualora avro' del materiale sonoro da proporti, sarei onorato di una tua opinione. Per ora ti ringrazio tanto e rinnovo i miei complimenti per questo spazio e per questo bellissimo sito. Gabriele
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    GRAZIE GABRIELE delle belle parole;
    aspetto con ansia diagnosi foniatrica e, ancor più, un prodotto artigianale da ascoltare.
    Consiglio da amico: il maestro non deve latitare; occorre che sia presente per aiutare, spronare, correggere e sorvegliare il lavoro di un allievo.
    Ricorda che è molto facile prendere dei difetti, assai difficile porvi rimedio (non crucciarti per qualcosa che non è momentaneamente alla tua portata: preparati per cose che puoi portare a termine egregiamente... anche qui è l'insegnante che dovrebbe consigliare).
    Attendo, attendo.
    Un abbraccio. Mae

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  • 11/07 - Teresa
    Buongiorno maestro, sono Teresa, ho riflettuto molto in questi giorni in cui non vi ho scritto. Come avete detto e già sapevo come va il mondo del canto, sbagliare nell'intonazione non è assolutamente accettabile e nè perdonabile, ma difatti sono io la prima a non accettare i miei errori di intonazione,quando mi sento nelle registrazioni mi accorgo i punti in cui la mia voce cala, ripeto la frase, l'acuto non perfetto, e riesco a farlo bene come doveva essere fatto. E' bastato tirare gli zigomi in sù e il palato alzarlo un pelino di più che ho raggiunto l'intonazione perfetta di quella frase in quell'acuto. Quindi mi devo concentrare moltissimo sull'alzare gli zigomi e quando articolo le parole, le vocali, quando passo da un suono ad un altro devo alzare il palato come faccio quando sbadiglio. Concettualmente ho capito tutte queste cose, ma mi diceva sempre l'insegnante che quando canto non riesco sempre a farle! Se si abbassa troppo la mandibola inferiore invece di alzare quella superiore mentre si canta, durante l'articolazione delle parole si affonda la voce. Questo è un'errore che spesso facevo credendo di cantare in maschera, mi sentivo la voce grossa potente ma non correva non era ancora alta appoggiata in maschera, eppure sentivo le vibrazioni sopra il setto nasale ma non c'ero ancora. Un giorno, mentre provavo e riprovavo, pensavo a come doveva risuonare e dove la voce per essere alta nella posizione avanti, rotonda piccola concentrata in maschera: ho capito che devo memorizzare una volta trovata la posizione. In quel punto dove squilla sgorga alta naturale la mia voce senza sforzi, devo fare uscire i suoni successivi. Voglio fare di tutto per eliminare suoni calanti dalla mia emissione, sono molto severa con me stessa e pretendo ciò che so di poter dare. Sono arrivata a questa conclusione che voi mi avete confermato: per cantare bene c'è bisogno di molta concentrazione! Potete darmi degli esercizi per riuscire a puntare bene i suoni in maschera girandoli sul fiato? Conoscete vocalizzi per allenarmi a centrare bene i suoni? Oltre ai picchettati cosa può aiutarmi a non calare nemmeno un filo?
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO TERESA:
    se i suoni continuano a calare, probabilmente c'è mancanza di sostegno o appoggio, come vuoi chiamarlo, e cioè il tuo diaframma non lavora ancora bene; dovresti rivedere meglio l'argomento appoggio e, siccome mi hai scritto di aver letto molto, basterà che tu rilegga il capitolo "appoggio" e verificare se corrisponde a quello che fai tu.
    Per allenarti poi, dei abituarti a tenere note lunghe che abbiano stessa intensità, colore ed intonazione per tutta la loro durata (magari conta dentro di te fino a 4).
    Sentirai così che per tenere una nota lunga, c'è bisogno di sostenere il suono.
    Allenati dal La 3 fino al Fa 4 salendo e scendendo per semitoni.
    Vedrai che ti aiuterà.
    Buon lavoro. Mae

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  • 16/07 - Fabiana
    Salve mae! Rieccomi qui. Il mio problema continuano ad essere sempre gli acuti. Il retro-lingua non si alza più tanto e anche se la tendenza rimane, con l'esercizio sto cominciando a controllare il problema. Il mio dubbio è perchè superato il fa4 non riesco a mantenere il colore delle vocali? Nel senso che qualsiasi vocale io cerchi di cantare, queste tendono sempre ad assomigliare ad una non ben definita A-E. Poi superando il Lab i suoni diventano tutti strettissimi e, anche cercando di "allargare" la gola e la bocca il suono è, sì più libero, ma senza alcun armonico. In compenso oggi ho toccato con i picchettati il fa5... Che sia sempre un problema di respirazione? Eppure sto eseguendo gli esercizi per il fiato ogni giorno con regolarità... Volevo anche ringraziare per i consigli sul programma da eseguire al matrimonio che, approposito è andato molto bene!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO FABIANA:
    intanto siamo contenti che i consigli per la cerimonia nuziale abbiano contribuito ad una ottima riuscita, brava!
    Brava anche per gli esercizi che esegui con costanza, continua così e vedrai che dominerai la lingua senza problemi.
    E' normale che dal Fa4 il colore delle vocali diventi uniforme, però consiglierei di dare un colore che assomigli di più ad una A/O piuttosto che A/E.
    Se i suoni acuti non hanno armonici è segno che c'è ancora qualche errore: o l'aria non raggiunge le cavità di risonanza, oppure la gola è talmente rigida da non permettere vibrazioni.
    Per questo tipo di problema, avrei proprio bisogno di sentire.
    Il consiglio è di controllare bene che gli acuti non vengano emessi in "apnea" cioè col fiato bloccato: è una condizione che si verifica assai spesso in quella zona.
    Continua gli esercizi di respirazione che non fanno che giovare alla tua tecnica ed alla tua salute e vedrai che, ammorbidendo l'emissione (rammentando sempre che esiste una maschera da sfruttare), otterrai notevole miglioramento.
    Attendo precisazioni.
    Un abbraccio. Mae

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  • 17/07 - Fabiana
    Salve Mae! Adesso che ci penso è probabile che affettivamente gli acuti li faccia in apnea... Il mio insegnante mi dice di dare più fiato, ma proprio non capivo in che senso. Alla fine della lezione finisco con lo spingere tutte le note dal Mi4 in su senza riuscire evidentemente a risolvere il problema. Anche perchè mi è stato insegnato che non bisogna spingere il fiato, ma lasciare che "scorra". Appena mi sarà possibile invierò una registrazione con un'aria più acuta... Anche senza accompagnamento va bene? In attesa ringrazio per i sempre utili consigli!!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO FABIANA:
    vedi che, a volte, parlare serve?
    Attendo file anche senza accompagnamento.
    A presto. Mae

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  • 29/07 - Caterina
    Salve carissimo maestro. Come va? Io devo dire piuttosto bene. E' da un pò che non scrivo, anche se comunque ho continuato a seguirvi anche attraverso le risposte date ad altri. E'da circa un mese e mezzo che non vado a lezione per una serie di problemi sia miei sia della mia insegnante, eppure in questo periodo sento la mia voce più bella di prima. Non so com'è ma all'improvviso tutte quelle nozioni che ho sentito ripetere per due anni e che faticosamente cercavo di applicare sono diventate movimenti automatici. Nessuno sforzo, nessuna concentrazione: semplicemente appena penso di dover cantare succede tutto automaticamente senza che io debba pensarci attentamente. Sarà forse che quando ci rilassiamo il nostro corpo e la nostra mente entrano tanto in simbiosi che al pensiero di un'azione corrisponde una reazione perfetta!? Un caro saluto
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    Bentornata Caterina: un po' di riposo non può che giovare alla voce, così come la rilassatezza; spesso la serenità produce benefici su tutto il nostro essere e tu lo stai sperimentando personalmente.
    Vi sono momenti (rarissimi all'inizio) in cui tutto sembra combinarsi alla perfezione e senza sforzo alcuno, proprio quello che pare accadere agli altri e mai a noi stessi!
    Invece capita eccome ed è segno che si è sulla buona strada cioè sulla via di un canto in armonia con la propria natura; a volte sembra una cosa irraggiungibile, ma tu puoi testimoniare che è proprio così.
    Fai attenzione a non affaticare mai la voce, ad osservare il giusto riposo dopo lo studio così da non stressare il tuo fisico e la tua mente.
    Siamo felici di questa tua ottimale condizione; conservala il più a lungo possibile.
    A presto. Mae

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  • 03/08 - Loredana
    Salve Maestra e complimenti per la sua utilissima rubrica. Attualmente ho 45 anni e da 12 anni studio canto in maniera discontinua. Iniziai con un insegnante di pianoforte che possedeva anche il diploma di canto. Non riuscì a spiegarmi nulla che potesse farmi capire la tecnica respiratoria. Dopo due anni decisi di cambiare insegnante e devo dire che possedeva un'ottima tecnica ma non riuscì a farmela comprendere. I suoi concetti erano molto astratti ed io non ci capivo nulla. A 37 anni rimasi incinta del mio primo bimbo ma continuai a seguire le sue lezioni fino all'ottavo mese di gestazione. Dopo la nascita di mio figlio mi fermai e dopo 6 mesi rimasi incinta della secondogenita. Così soltanto tre anni fa ho ripreso a studiare, ma questa volta ho trovato un'insegnante molto brava. E' giapponese ed ha una voce potente e un'espressività non comuni. Da quando studio con lei ho capito che il problema non è dovuto ad una mia incapacità ma dipende dal fatto che sulla mia strada ho incontrato insegnanti didatticamente carenti, perchè alla mia prima lezione mi sono state spiegate delle semplici nozioni per me sconosciute. La mia insegnante mi dice di inspirare profondamente con la bocca aperta per consentire alla laringe di scendere. Il torace deve espandersi come il mantice di una fisarmonica. Il diaframma va giù e bisogna bloccarlo nella zona pelvica permettendo alle corde vocali di tendersi come fossero le corde di un arco. Infine devo emettere il suono portandolo in maschera e rilassando al massimo la gola. Io purtroppo possiedo delle corde non facili che richiedono uno sforzo maggiore rispetto ad altre cantanti e per le quali rischio di essere calante soprattutto sulle note medie. Mi sono anche chiesta se i miei due cesarei o l'età non possano incidere sulla difficoltà che incontro. La mia insegnante mi dice che ho una voce da mezzosoprano adatta a pezzi non altamente drammatici ed è calda e sensuale, inoltre mi riconosce una grande carica espressiva. Ma purtroppo sono calante ed io aggiungerei anche timida e "critica con me stessa . I pezzi che studio sono i seguenti: alcune arie di Donaudy, "Voi che sapete" di Mozart, "Donde lieta" di Puccini ,"Voce di donna" di Ponchielli, "Prés de remparts de séville" di Bizet e abbiamo anche provato "Stride la vampa" di Verdi; ma il pezzo che sogno di poter cantare è "Mon coeur s'ouvre à ta voix" di Saint-Saens, ci riuscirò? Mi scusi se la mia lettera è lunga ma so che lei è molto paziente con tutti noi amanti del bel canto. A presto
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO LOREDANA:
    ho letto con interesse il tuo messaggio e con grande sollievo nel sentire che hai finalmente incontrato qualcuno che sappia insegnarti una tecnica.
    Le ultime righe poi, mi hanno fatto ripiombare nello sconforto dato che, nel repertorio che citi, non vedo un nesso logico.
    Ci sono arie da soprano lirico, da contralto, da mezzo-brillante, mezzo Verdiano... perchè mai questa schizofrenia?
    Se la tua voce è da mezzosoprano, cosa c'entra Donde lieta?
    Sul problema dei "centri" calanti, certo non influisce la tua età ma piuttosto un equilibrio ancora non raggiunto.
    Se poi aggiungiamo anche tessiture troppo diverse tra loro, la strada non mi pare quella giusta.
    Elimina dal tuo repertorio tutto quello che non è adatto alle tue corde, se tuttavia ci sono dei dubbi (che alla tua età non dovrebbero esserci), meglio una visita foniatrica che possa chiarire le cose.
    E ancora: oltre al calare, ci sono forse problemi sugli acuti?
    Attenzione inoltre ad un fatto fisiologico: il diaframma sta nella parte alta del torace e, in nessun modo, può raggiungere la "zona pelvica", quindi fatti spiegare per bene la differenza tra diaframma e muscolatura addominale (puoi vedere tu stessa qualche immagine del corpo umano... anche nelle Pillole, troverai un valido aiuto).
    Detto questo, spero di non aver creato confusione ma di averti aperto gli occhi sul da farsi.
    Dunque respirazione, vocalizzi e repertorio adatto alla tua vocalità che, certamente ha raggiunto la sua maturità e va trattata come si deve.
    Un abbraccio e... a disposizione per consigli e spiegazioni.
    Mae

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  • 13/08 - gabriele
    Gent.ma Mae, sono di nuovo io, Gabriele (scusamiiii). Alla fine ho deciso di non mandarti un ennesimo file, ma di aspettare la visita foniatrica che faro' ai primissimi di settembre... Ti scrivo solo per chiederti due cose.
    1) per portarmi avanti col lavoro, mi sto studiando "Bella siccome un angelo" e "Come paride vezzoso". Mi attira anche "Come un'ape ne' giorni d'aprile", ma al momento l'agilita' di quell'aria la trovo ancora un po' francamente proibitiva. Come ruolo completo, avevo pensato, avendone gia' studiato alcuni passi, di metter su Don Giovanni e, magari, Silvio, che e un ruolo piuttosto breve.
    Sono tutte cose piu' adatte al mio tipo di voce?
    2) l'ultima volta mi hai detto che avevo il retrobocca rigido... esiste un esercizio o un metodo che ti obblighi un po' a rilassarlo/alzarlo/aprirlo?
    Grazie infinite e promesso che non ti stresso piu' fino adopo la visita.
    Forse sono un po' stressante, ma, penso di avere una voce relativamente dignitosa (la grande presenza di armonici che anche tu hai constatato, mi incoraggia a pensarlo) e, come si suol dire... vorrei "battere il ferro finche' e caldo".
    ciao e... buon Ferragosto
    Gabriele
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GABRIELE:
    non ti consiglio arie di agilità che non servono per imparare a sostenere, opterei invece per qualcosa di legato, come stai facendo.
    Per quel che riguarda la rigidità, devi abituarti ad alzare il palato molle con lo "Sbadiglio" che rilassa tutta la cavità della bocca, la lingua, la mascella e permette al suono di essere più rotondo e morbido.
    E' ovvio che occorre sostenere molto di più, ma se devi lavorare per acquisire il "colore", si deve assolutamente aumentare la cavità che favorisce le voci gravi.
    Dunque, prima di affrontare la frase, sbadiglia aprendo bene la bocca e le fauci, poi emetti il suono (sempre portato in maschera col fiato) e sostienilo col diaframma.
    Comincia con vocalizzi con tutte le vocali (A- E- I- O- U), cercando di mantenere la stessa posizione della bocca (è faticoso all'inizio e tutto sembra poco chiaro) ma con l'esercizio, riuscirai a dominarti e ad ottenere l'omogeneità delle vocali e la massima fluidità.
    Attenzione che non hai la bacchetta magica, quindi ci vorrà molto esercizio per ottenere buoni risultati.
    Ricorda di tenere il suono in maschera e che farai più fatica a sostenere... il gioco vale la candela!
    Per il ruolo completo, perchè non Malatesta? (Silvio è breve, ma è già verismo)
    Un abbraccio e fammi sapere quel che dice il foniatra. Mae

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  • 25/08 - Giada
    Grazie per la risposta e soprattutto per i consigli, che ho trovato utilissimi e che mi hanno fatto scoprire nuove cose della mia voce! Ora vorrei sottoporle un altro problema che credo sia comune. La mia A è un disastro... forse esagero ma è veramente snervante avere delle vocali pulite e tutte uguali e la A come se fosse chiusa in un sacchetto. La mia tendenza infatti mi fa mandare indietro la A e se cerco di portarla avanti mi va nel naso!!! Un consiglio?
    Leggi la rispostaLeggi la risposta
  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GIADA:
    consiglio pratico e veloce: se il problema risiede solo nella pronuncia della vocale "A", prova a vocalizzare (sulla stessa nota) le vocali che ti vengono bene e lasciare per ultima la A cercando di non modificare la posizione della vocale precedente (es. I, E, O,A) vedrai che, in breve, otterrai buoni risultati.
    Fammi sapere. Mae

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  • 04/09
    Buongiorno. Torno a scrivervi dopo un po' e mi ripresento con le importanti informazioni omesse l'altra volta. Ho 28 anni, sono alto 1,80 e peso 81 chili. Dopo travagliato percorso sono arrivato a stabilire che sono fondamentalmente un baritono-basso, e mi sono rifatto una base per ricominciare gli studi lasciati sei-sette anni fa. Attualmente posso cantare quasi da sufficienza pezzi come "Kosaken muessen reiten" e altri folcloristici russi per basso (lo so, sono cose leggere ma ho da poco ricominciato). Vorrei chiedere: ma a differenza delle voci di tenore, quelle gravi sono più faticose da impostare? E il falsetto in questo tipo di voci (intendo quello rinforzato alla maniera di quello che usava il grande Ivan basso Rebroff) è precluso oppure si può avere (nei limiti delle possibilità e delle doti personali naturalmente che purtroppo per me non sono certo quelle di un Rebroff). E, scusatemi, ultima cosa, il volume? Ci sono esercizi per ampliarlo? Scusate le molte domande. appena vedo che la canto proprio bene vi mando *Kosaken muessen reiten*
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ANGELO:
    data la tua caratteristica vocale, sei ancora una voce giovane, hai ancora quindi tempo per diventare un provetto cantante.
    Le voci gravi non sono più faticose da impostare... semplicemente latitano.
    Occorre una grande natura che ti doti di queste particolari e splendide caratteristiche, poi il percorso è lo stesso.
    Il falsetto diciamo che si riscontra più facilmente nelle voci chiare, ma ci insegnano i vecchi trattati che esiste una tecnica per produrlo ed allenarlo, anche se, nella lirica, oggi viene usato solo per particolari effetti espressivi o caricature.
    Per ciò che riguarda il volume, esso si sviluppa con il costante esercizio ed un sapiente uso di diaframma e risonatori; vi sono pertanto vocalizzi che, se ben eseguiti, possono giovare moltissimo.
    Attendiamo con ansia di poterti ascoltare.
    Mae

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  • 07/09
    Salve, ho trovato con molto piacere questo sito, che è davvero utilissimo e ricco di informazioni importanti e trovo che questa sezione sia meravogliosa. Detto questo, vorrei porre anche io una domanda all'esperto. Da premettere che studio canto da circa 6 anni e naturalmente ho ancora tantissimo da imparare, però negli ultimi tre anni la mia voce è cresciuta molto grazie soprattutto alla mia insegnante molto molto brava. All'inizio altri insegnanti mi facevano studiare da mezzo soprano ed è stata lei a scavare in modo più profondo nella mia voce e adesso studio da soprano affrontando un repertorio che mi ha fatto trovare leggerezza e morbidezza. Noto però che in molti le scrivono per chiedere delle note di passaggio, le note in cui si cambia registro, la maschera, il petto etc.. A dire il vero la mia insegnante non si è mai fossilizzata sulle note precise in cui si fa il cambio o meno, anzi lei ha sempre mirato a farmi cercare un'omogeneità della voce sin dalla prima nota, parlandomi ovviamente della voce mista e della maschera, ma sempre seguendo la naturalezza della mia voce. Questa cosa ha fatto sì che io non pensassi mai che ad una data nota dovessi fare il fatidico "passaggio" , arrivando così alle note acute senza che si senta una forte diversità di registro. Lei cosa ne pensa in merito?
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GILDA:
    nome importante il tuo, che lascia presagire un destino...
    Grazie per i complomenti che ci infondono una sferzata di vigore.
    In merito alla metodologia adottata dalla tua insegnante, che posso dire se non che se ha ottenuto buoni risultati, è sicuramente un sistema valido per la tua voce.
    Non siamo tutti uguali, ci sono allievi che necessitano di spiegazioni, di esempi pratici, di sensazioni visive oltre che uditive, ma sappiamo tutti che i percorsi non coincidono mai, ognuno ha una storia a sè, ogni voce ha le sue caratteristiche ed è per questo che ognuno ha un percorso proprio, unico.
    Molti insegnanti dicono "quel che conta è il risultato, non importa come lo si raggiunge", quindi se hai raggiunto il tuo obiettivo, dove sta il problema?
    Se non sorgono dubbi, se non vi sono intoppi o periodi di stallo, segui pure il tuo percorso; se e quando sorgeranno dubbi, problemi, ostacoli che paiono insormontabili, difetti, allora valuteremo il da farsi.
    Continua a studiare con disciplina e serietà e raggiungerai presto la meta.
    Un abbraccio. Mae

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  • 08/09
    Mae, posso mandarti anche solo dei vocalizzi, visto che dobbiamo solo valutare la voce? quelli li posso fare anche da sola e posso mandarteli anche tra una mezz'ora, invece per l'aria dovresti aspettare mercoledì che torno a lezione (non mi fido a cantarla da sola).
    Quanto alla visita foniatrica, per ora è solo un'ipotesi che diverrà reale solo se suffragata da elementi concreti (cioè che io trovi un foniatra a Milano e mi metta con esso in contatto).
    Con la voce non si scherza!
    Quando ti avrò mandato i vocalizzi (che non saranno purtroppo niente di che non essendoci nessuno a dirmi se sono troppo "fuori", se la bocca è troppo aperta...) vorrei che mi dicessi il tuo parere in merito, e (poi ti manderò un'aria) se a tuo giudizio ho una voce notevole, buona oppure solo decente e che repertorio mi consiglieresti.
    Io, per me, mi vedo un buon lirico, dal timbro scuro ma morbido, anche se vibratile e non "vellutato" come la Sig.ra Freni quanto più aggressivo ed emotivo.
    Meno dolce, insomma, ma forse più coinvolgente.
    Ma questo è quello che si sente da dentro.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ALY:
    accetterò di valutare i vocalizzi solo sa otterrò la promessa che, appena potrai, mi farai sentire "Deh vieni non tardar" (guarda che ci conto entro le prime lezioni ed in assoluto segreto).
    La morbidezza della voce va ricercata con lo studio ed è una delle caratteristiche più importante per le voci femminili.
    La dolcezza rende tutti i personaggi più amati dai melomani (ricordi Voce d'angelo?), Liù, Mimì, Desdemona....
    Quindi attendo ancora! Un abbraccio. Mae

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  • 08/09 - Francesca
    Ciao Mae!!! E' tanto che non ti disturbo con le mie domande! Spero che tu stia bene! Volevo chiederti: l'agilità in una voce dipende da una predisposizione fisica, mentale o è qualcosa che si impara studiando? Un bacio, a presto. Chicca PS Sono entrata in conservatorio per canto: sarà difficile conciliarlo con il sesto anno di pianoforte, ma ho intenzione di studiare parecchio!!!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO CHICCA:
    e complimenti per la ammissione, non temere che riuscirai senza dubbio a tirare avanti le due cose, anzi, l'una aiuterà l'altra!
    Certamene esistono corde che hanno maggior predisposizione all'agilità, ma lo studio metodico riesce a dare ottimi risultati.
    Fai conto che sia come la tecnica pianistica, certamente ci saranno mani più agili, ma con l'esercizio costante, si raggiungono ottimi livelli.
    Vorrei tanto che ci tenessi informati sul tuo nuovo cammino.
    Grazie fin da ora. Mae

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  • 12/09
    Non so cosa mi stia succedendo ma attualmente ho dei problemii in una certa zona... hon il primo passaggio verso SOL centrale e il secondo al MI in questa zona mi si stringe la gola e i suoni sono come fissi,... forse sbaglio tecnicamente? Sento alzarsi anche la laringe che devo fa? Butterfly
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO BUTTERFLY:
    il tuo è un problema squisitamente tecnico: è necessario curare il passaggio cercando di arrotondaare i suoni e dando cavità; senza dimenticare di appoggiare bene e di mantenere il suono in maschera.
    Occorre che il tuo insegnante ti spieghi per bene e controlli costantemente il lavoro.
    Questo problema può precluderti la zona degli acuti, dunque corri subito ai ripari!!!!
    Buon lavoro. Mae

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  • 17/09 - Tiziana
    Ciao!! Sono iscritta da poco, e trovo che sia interessantissimo questo sito e il forum molto importante per noi cantanti!! E' per questo che ne approfitto subito per porre qualche domanda a Mae(preparatissima)!!! Sono un mezzosoprano, ho 24 anni e studio canto lirico da anni. Ho capito benissimo come si usa l'appoggio teoricamente, ma evidentemente non riesco ad applicare quello che ho appreso al 100%, perchè quando canto mi capita spesso durante l'articolazione delle parole di staccarmi dall'appoggio, quindi il suono si sporca. Prima di iniziare a studiare ero iperlaringea, e penso che questi siano i postumi, cioè diciamo il vizio che si ripresenta. Vorrei chiederti: secondo te come potrei allenarmi sull'atacco del suono per smussare a tal punto da non rischiare più di incorrere in questi fastidiosi difetti della tecnica? Grazie per l'attenzione aspetto una delle tue immense pillole di saggezza!! Sei davvero grande!!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO TIZIANA
    e grazie infinite per le bellissime parole.
    Dunque passiamo al problema.
    L'attacco del suono: dovresti preparare bene la gola aperta con il palato alto e la lingua adagiata sul fondo della bocca; al momento di attaccare il suono, dopo una leggera pressione sul diaframma, lascia uscire il suono come preceduto da una H guidandolo, mentalmente, fino alla maschera.
    Sentirai l'aria accarezzare il palato.
    Non cercare mai il volume, ma la posizione corretta; per quanto poi riguarda l'appoggio, è molto importante aver capito il meccanismo, con l'esercizio ed il controllo del tuo insegnante, diventerà meccanico (ci vuol tempo ed allenamento prima che il fisico si abitui a fare cose nuove).
    Altri insegnanti consigliano di far precedere il suono da una consonante (M,N, L...), ma trovo che ci vuole sempre una guida esperta che controlli il tuo operato.
    Buon lavoro e... alla prossima.
    Un abbraccio. Mae

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  • 17/09 - Tiziana
    Ciao!! Avrei qualche altra domanda da porre all'esperta: quando studio a casa, mentre canto, come faccio ad essere sicura di usare il giusto appoggio al massimo? E per essere sicura di amplificare il suono al massimo? Perchè sono molto rilassata, sento lavorare soltanto i muscoli del retto addominale e l'ipogastrio, quindi penso di essere sulla strada giusta. Ma è davvero così o potrebbe essere un'illusione?? La laringe penso sia molto rilassata e abbassata, ma il problema ora è articolare correttamente con l'assenza della partecipazione laringea, quindi: come posso controllare che l'articolazione sia totalmente distante dalla laringe bensì prodotta esclusivamente dall'appoggio? Secondo te potrebbe aiutarmi cantare e pronunciare tutto sulla stessa nota?
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO TIZIANA:
    il volume non è dato solo dalla "quantità" di appoggio, ma da un giusto equilibrio tra appoggio e risonatori tant'è che molti fanno sforzi incredibili (spingendo) ed ottengono risultati poco piacevoli per l'orecchio.
    Bisogna imparare a cercare questo equilibrio (ci vuole un pò di tempo) e non bisogna mai dimenticare che il volume lo si ottiene miscelando al meglio le nostre opzioni che prediligono la "sinergia" piuttosto che la forza.
    Il volume verrà da solo quando questo equilibrio sarà raggiunto; non deve essere una ricerca assillante, ma la conseguenza di un corretto studio.
    E' anche vero che esistono fisici più dotati (laringi più garndi) che avranno già in partenza maggior sonorità ma l'importante non è tanto avere un grande volume, quanto saper usare la propria voce e saperla piegare alla scrittura del musicista.
    Esistono anche tra noi gli "urlatori" che, avendo maggio volume degli altri, ritengono di non doversi cimentare nei "pp" o "ppp" richiesti dall'autore, ma questa è una favola dacchè chi sa cantare, a prescindere dal materiale, sa esprimere tutte le dinamiche richieste e grandi voci (Corelli, Callas e molti altri) lo hanno egregiamente dimostrato lasciandocene eloquentissimi ed ammirevoli documenti.
    Nella precedente risposta, ho esposto un sistema per fare in modo che l'attacco del suono non avvenga coinvolgendo negativamente la muscolatura della gola, adesso aggiungo che l'obiettivo di un buon cantante dovrebbe essere quello di imparare a cantare "sul fiato" (la tua articolazione distante dalla laringe) pensando sempre che l'aria passa attraverso le corde vocali e deve poi amplificarsi nei risuonatori e, come tutti ormai sappiamo, questo può avvenire soltanto dopo aver acquisito una appropriata gestione del fiato che, senza sforzo alcuno, veicola il suono ove potrà ampliarsi ed esplicarsi nel migliore dei modi.
    E' ovvio che occorre un insegnante che possa guidare, controllare e correggere, qualora fosse necessario, i vocalizzi che servono a preparare la voce al canto vero e proprio.
    Ricordo inoltre che la pronuncia, importante oggi come ieri, aiuterà il suono ad esplicarsi quando riuscirà a non coinvolgere il retrobocca ma verrà effettuata a fior di labbra proprio per non ostacolare la fuoriuscita fluida dell'aria che contribuisce alla fantomatica "linea di canto" di cui oggi più nessuno si cura ma che, ai tempi della Grande Lirica era una componente essenziale per un aspirante Cantante (e la lettera maiuscola sta ad indicare l'importanza del ruolo).
    A tal fine consiglio di fare vocalizzi con tutte le vocali (A, E, I, O, U) sulla stessa nota ercando di trovare una emissione che possa uniformarne il colore senza pregiudicarne troppo la dizione (fino alla nota precedente il tuo secondo passaggio).
    Detto tutto questo e scusandomi per la prolissità, giungo ai saluti con la speranza di averti dato ulteriori spunti ed informazioni.
    Mae

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  • 22/09 - Tiziana
    Cara Mae, ho cercato di mettere in pratica gli esercizi che mi hai dato. Il mio insegnante a lezione ha detto che la tecnica è buona, ma nel momento in cui canto la laringe collabora costantemente così mi ha fatto fare un'intera lezione sui suoni di testa, praticamente pronuncio "HEI" mettendolo in maschera, esattamente nel punto di Mauran, il suono parlato si amplifica così tantissimo. Il punto è che il mio maestro ora vuole che io abbia nel suono lirico: stesse risonanze, stesse vibrazioni, stessi armonici e stessa intensità e volume del suono parlato in maschera, cosa difficile per me, perchè quando cerco di passare, dopo 1 ora di suoni parlati in maschera, al suono lirico, mi accorgo di pronunciare il suono lirico a laringe stretta (cosa positiva perchè prima neanche me ne accorgevo) quindi il suono ovviamente non va in maschera. Ho la sensazione che sia un suono più basso e molto meno amplificato (perchè ovviamente abituandomi al suono in maschera ora mi accorgo della bruttezza del mio suono, che prima pensavo fosse bellissimo ed ora lo percepisco costruito, costretto e non naturale). Ho chiesto consiglio al mio maestro, ma continua a dirmi che è una ricerca istintiva e che non può aiutarmi: devo fare da sola. Puoi aiutarmi? Puoi consigliarmi come effettuare il passaggio dal suono pulito e bellissimo nella maschera a quello lirico senza perderne l'ampiezza, gli armonici e tutte le risonanze? Ti ringrazio moltissimo per la tua disponibilità e mi scuso per il mio essere prolissa. Un caro abbraccio!! Tiziana
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO TIZIANA:
    da come lo descrivi, ho l'impressione che il tuo insegnante sia tenore.
    Bisogna fare molta attenzione nell'allenarsi a superare il passaggio tra la voce di petto e quella centrale, la cosa deve avvenire gradualmente con esercizi adeguati, mi sa che il tuo insegnante s'è un pò spazientito, invece occorre una grande pazienza (come già spiegai).
    Per quanto mi riguarda, non è una ricerca istintiva, ma vi sono regole e meccanismi ben precisi per affrontare e risolvere il problema; non è certamente di veloce soluzione ma necessita di perizia, esercizio costante e tanta pazienza.
    Ricorda inoltre che, nella zona del "passaggio" sentirai sempre una specie di restringimento, bisognerà curarlo (vedi nei riquadri bordeaux degli approfondimenti, a destra nella pagina dell'esperto, gli esercizi per il passaggio) ti sarebbe più utile una donna, ma pazienza.
    Ricorda solo di non strapazzare la voce e di non affaticarla: otterresti solo risultati negativi.
    Buon lavoro. Mae

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  • 26/09 - tiziana
    Inutile dirlo: cara Mae, sei davvero molto competente!!! Comunque terrò conto degli esercizi sul passaggio, ma volevo chiederti un'altra cosa: un tenore mi ha detto che secondo lui dovrei lavorare sui suoni di petto nelle note gravi. Il punto è che il mio maestro mi ha sempre parlato di suoni in maschera, suoni coperti e non, mai di suoni di petto, ma come si fanno? Sono suoni coperti? Comunque il mio maestro è baritono, ma sto mettedo in serio dubbio la sua preparazione in questo periodo. Grazie mille!! Un abbraccio
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO TIZIANA:
    come ho più volte cercato di spiegare, il canto, per le donne, è leggermente più complesso che per gli uomini (sig!) solo per un puro fatto fisiologico.
    Non ho avuto il piacere (e lo vorrei molto) di sentire la tua voce, così non posso dire se quel che asserisce il tuo collega tenore abbia un fondo di verità; è altresì vero che, se sei un mezzosoprano, la tua zona caratteristica dovrebbe essere proprio quella grave.
    Tutti sanno che la differenza tra un soprano ed un mezzo, sta nel colore e nella polpa molto più consistente nella zona grave e centrale dei mezzi; è anche vero che, per essere gradevole e sonora, anche la voce di "petto" ha bisogno della maschera che la amplifica ed amalgama a tutta la gamma; dunque, per ricapitolare, la voce di petto è la voce che usi per parlare e che, nel mezzosoprano, solitamente, si estende dal Sol/La2 al Fa3 (sempre a seconda del tuo corpo vocale), qui trovi il tuo primo "gradino" e la voce diventa quella mista o registro medio.
    Ti tornano i conti?
    Ti svelo che, molti insegnanti uomini non conoscono questa "diversità" poichè nella loro voce non esiste.
    Adesso devi capire tu se alcune cose non ti vengono dette per una precisa strategia di insegnamento o per poca dimestichezza.
    Attendo un file, Tiziana e... ci conto!!!
    A presto. Mae

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  • 28/09 - Loredana
    Ciao Mae, è da un po' di tempo che non comunichiamo. Nel frattempo ho effettuato una visita foniatrica. Le corde sono sane ma c'è la presenza di catarro e mi ha prescritto una cura per eliminarlo. Mi ha anche spiegato che alcuni problemi ormonali possono alterare la voce e creare un po' di confusione; quindi mi ha chiesto di fare i dosaggi ormonali (del resto da due anni non ho più il ciclo e pare si tratti di menopausa precoce). Comunque, alla mia domanda relativa al registro a cui appartengo, il foniatra mi ha risposto che le corde per il 50% sono da soprano, ma ha puntualizzato che il registro non dipende soltanto da come si presentano le corde, ma anche dai risuonatori e dal corretto uso del diaframma. Su questo sito, però, ho letto spesso che i foniatri hanno dato delle indicazioni precise sui registri. Perchè il mio non lo ha fatto? Che ne pensi? A fine ottobre riprenderò le mie lezioni con la mia insegnante e voglio preparare un repertorio adeguato alla mia voce. Non ho potuto mandarvi una mia registrazione perchè attualmente non ho la possibilità di registrarmi; non appena sarà possibile lo farò. Vorrei chiederti di spiegarmi in maniera più chiara cosa significa "nota di passaggio" e desidererei sapere quali sono quelle per i soprani e quali quelle per i mezzosoprani. Grazie Mae e a presto.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO LOREDANA:
    bravissima per aver fatto la visita al tuo apparato vocale.
    In genere i foniatri sono più precisi nel dare una interpretazione della voce, ma ognuno avrà il suo metodo; inoltre non tutti i foniatri sanno di lirica, per cui sarebbe difficile per loro dare una definizione precisa, ecco perchè, per i cantanti, consigliamo sempre foniatri adatti; la storia degli ormoni, però, è sacrosanta.
    Per quello che riguarda le note di passaggio, sono fondamentali per determinare il registro vocale, quindi la tua insegnante deve spiegarti quali sono le tue e affidarti un repertorio in base alle tue caratteristiche (passaggi, colore...).
    Ti consiglio quindi di effettuare la tua cura e di mantenere in movimento la voce anche solo facendo dei vocalizzi; quando poi tornerai dalla tua insegnante, provvedi alla registrazione che, sentendoti, forse riuscirò a stabilire che tipo di repertorio potrà essere adatto.
    Oltre non posso spingermi dato che, il lavoro tecnoco va fatto ad personam e non certamente via mail.
    Un caro abbraccio. Mae

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  • 29/09 - tiziana
    Ciao Mae!! Ho sentito parlare ultimamente di "voicecraft"... è una tecnica attendibile? Che ne pensi? Grazie!!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO TIZIANA:
    si, come molti cantanti, ho sentito parlare di questo metodo proposto da una signora americana (J. Estill) che, pare si sia messa a studiare un sistema nuovo per attori, cantanti ecc.
    Non ho esperienza personale, ma so che bisogna approcciarvisi con un docente e mai senza controllo diretto, dato che sbagliando qualcosa, si potrebbero subire non pochi guai.
    So che questo metodo insegna ad usare in varie combinazioni, le strutture mobili della laringe; ma non si parla di respirazione.
    Forse potrebbe essere un metodo più adatto a chi "parla" per mestiere, un cantante lirico necessita di altro. C'è poi molto mistero su quanto avvenga in una lezione e non mi risultano corsi ufficiali in Italia.
    Forse, inconsapevolmente, quello che facciamo noi è la stessa cosa solo che non ha un nome straniero ma si basa comunque su una buona conoscenza dell'organo vocale.
    I misteri affascinano ma mi fanno sempre suonare un campanello d'allarme.
    Quindi, per tagliare la testa al toro, non si può affrontare questo sistema se non con un insegnante qualificato e non mi risulta che grandi nomi della lirica abbiano affrontato questo studio (arrivato in Italia nel '94) che pare essere un buon metodo per chi non riesce col metodo tradizionale.
    Se qualcuno che canta Lirica in teatro ha affrontato con successo questo metodo, sarei curiosa di saperlo, attendiamo speranzosi una risposta.
    Grazie per l'opportunità che ci hai dato. Mae

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  • 30/09 - Tiziana
    Cara Mae, appena potrò ti manderò qualcosa da ascoltare, così potrai demolirmi!!! :) volevo informarti che ho fatto una visita sia otorinolaringoiatrica sia foniatrica. Il foniatra ha trovato un mini nodulo alle corde, e mi ha consigliato una riabilitazione foniatrica-logopedica, quindi domani avrò la prima seduta dalla logopedista. Penso possa risolvere parecchi difetti di tecnica fare lezione con una logopedista, anche perchè mi sembra molto brava, utilizza anche il pianoforte con i cantanti per applicare subito le tecniche fonatorie al canto e ai vocalizzi... che ne pensi?? Un bacio!!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO TIZIANA:
    penso che sarrà una cosa utilissima e che potrà risolvere non pochi problemi.
    Approfitta per imparare una respirazione corretta e le tecniche di rilassamento che tanto aiutano quando la voce si stanca.
    Buon lavoro. Mae

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  • 03/10 - Elisa
    Grazie ancora, ho trent'anni, non sono troppo giovane, comunque tieni la pancia dura, mi è stato detto da un professore di conservatorio ieri durante un'audizione. Mi ha detto che la voce è bella e si esprime al meglio nel registro medio alto eppure io so e sento che anche se adesso son deboli le note dal do al fa ce l'ho eccome!!!! Come si fa a tirarle fuori? Grazie
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ELISA:
    come al solito, le spiegazioni si sprecano; posso capire che, per non sottilizzare il consiglio sia di "tenere la pancia dura" ma mi sembra più un cosiglio adatto ad un bambino che ad una donna della tua età.
    Non commento oltre.
    Per "tirar fuori" le note gravi (che sicuramente hai), ci vuole esercizio, vocalizzi adatti e applicazione costante. Niente più.
    Buon lavoro e, spero, in ottime mani.
    Mae

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  • 07/10
    Buonasera, sono molto felice di poter usufruire di questo servizio, grazie. Studio canto da quasi cinque anni, non rieco a capire perchè dopo un primo riscaldamento della voce, dove non ho nessun problema, nel momento dello studio di un nuovo o "relativamente" nuovo esercizio vocale sento che la voce non "mi risponde", non trovo più quelle libertà del canto e spesso va via la voce e/o si sporca. Spero di essere stata chiara nell'esposizione della domanda. Grazie anticipatamente
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO FRANCESCA:
    può darsi che, quando affronti un nuovo esercizio vocale, non coordini perfettamente il lavoro muscolare, così la voce sembra ingovernabile (un po' come quando si affronta una nuova romanza); quello che ti consiglio è di verificare se il tuo riscaldamento non sia troppo pesante tanto da compromettere la resa vocale durante il canto.
    Se no, prova a concentrarti sul nuovo esercizio e su come va affrontato tecnicamente; una volta risolto il percorso tecnico (che va guidato dall'insegnante ed eseguito con concentrazione dall'allievo) e mentale (cioè il lavoro mentale e muscolare per il giusto risultato), non dovrebbero esserci più problemi.
    Prova e sappimi dire.
    Buon lavoro.
    Mae

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  • 09/10 - Federica
    Carissimo esperto, faccio lezione di canto una volta a settimana, ma vorrei allenare la mia voce sempre, non dico tutti i giorni perchè lo sforzo sarebbe eccessivo e la danneggerei. Vorrei fortificarla, intendo dire abituarla a cantare, una voce non pigra ecco! Ho paura che facendo i vocalizzi, che solitamente faccio nelle lezioni di canto, io possa sbagliare qualcosa non accorgendomi subito dell'errore fatto, non avendo giustamente una persona che mi ascolta. Pensa che dovrei registrare la mia voce nel caso dovessi fare una cosa del genere? Per capire se sfiato, oppure se sforzo troppo? Un mio amico pianista mi ha detto che non è necessario fare vocalizzi per riscaldare la voce, ma che sia sufficente cantare una o due arie da camera per "svegliare" la voce o comunque riscaldarla. Ho già fatto questa domanda alla mia insegnante di canto, la quale mi ha detto che posso tranquillamente fare i vocalizzi ma la sua paura (che è anche la mia) è quella di non rendermi conto degli errori che faccio e non corregermi subito. Cosa mi consiglia di fare i vocalizzi (che molto spesso registro durante le mie lezioni di canto) oppure le arie da camera? Grazie mille in anticipo Federica
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO FEDERICA:
    raccomando sempre di non seguire i consigli da chi non è cantante.
    Le corde vocali sono muscoli e come tali vanno gestiti; hai mai visto un atleta che, prima di una gara, non faccia riscaldamento? Dunque noi, che siamo come degli atleti, dobbiamo riscaldare la nostra voce prima di usarla dacchè spesso, nelle arie, vi sono passaggi difficoltosi, note acute o gravi che stresserebbero le corde...fredde, invece è bene riscaldarle perchè al momento della necessità, possano essere già pronte all'impegno.
    Dunque riscaldamento graduale, e non studio tecnico che potrebbe stancarti.
    Quanto ai vocalizzi, se fatti con criterio, si possono fare ogni giorno anche solo per "muovere" ed allenare le corde; senza stancarsi; bastano 20 minuti per tenersi in forma e fortificarle.
    Il riposo assoluto lo si osserva dopo le prestazioni.
    Quindi per non esagerare, muovi la voce a giorni alterni e fai lo studio tecnico con l'insegnante.
    E' sempre meglio registrare i propri vocalizzi quando non si ha un controllo e, riascoltando, si potrà valutare il risultato.
    E' inutile ricordare che non bisogna strafare; meglio 20 minuti tutti i giorni che 3 ore una volta la settimana.
    In gamba! Mae.

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  • 10/10 - Luca
    Gentile Mae, finalmene ho ricevuto risposta, e ti ringrazio!! Mi ha tanto gratificato che vorrei proporti altri miei dubbi... tutta la parete intorno all'ugola come va tenuta? La maestra mi dice a sbadiglio, però non mi sembra tanto naturale per il suono che esce, deve proprio essere il più aperto possibile in quei punti? E inoltre, per il registro acuto, come ci si può esercitare per evitare quel senso di assottigliamento sempre nella gola? Grazie Mae!!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO LUCA:
    la domanda che poni, non ha una sola risposta, dipende dal sistema tecnico che ti impartisce la tua insegnante; per quel che mi riguarda, il retrobocca deve essere sempre aperto ed ampio in modo da poter dare un colore caldo e morbido, ma se hai problemi di "maschera" è un'altra cosa.
    Se hai una buona respirazione, la voce risuonerà bene in maschera e potrai ottenere, con lo sbadiglio, una cavità molto ampia e rilassata; se sei ancora alla ricerca di un equilibrio, deve essere l'insegnante a guidarti verso la giusta meta; se il suono risulta ancora poco timbrato e quindi "indietro", devi allenarti con la respirazione e provando a sollevare il palato molle tanto da darti il risultato giusto (il bel suono è il prodotto di un giusto equilibrio tra le varie componenti).
    Rimane il fatto che, per ottenere risultati soddisfacenti, occorre un pò di pazienza e di esercizio; non si ottiene tutto istantaneamente.
    Devi imparare a conoscere il tuo corpo che canta e, soprattutto, il tuo apparato fonatorio.
    Non preoccuparti che, con un buon maestro, è un percorso accessibilissimo, le parole, a volte, sono poco comprensibili, ma errori ed esempi possono molto!
    Buon lavoro. Mae

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  • 14/10 - Federico
    Buonasera, per caso sono capitato sul vs. sito e non ho potuto non trovarlo interessantissimo. Approfitto del servizio del portale per sottoporvi un paio di dubbi e problemi che mi “tormentano”. Studio canto lirico da 3 anni, ho 24 anni e sono stato classificato dal mio maestro, in prospettiva futura, tenore lirico. Al momento però credo di essere un tenore leggero. Ho sempre avuto molta facilità nel salire, pur mantenendo una certa corposità. Durante questi tre anni di studio credo di aver fatto dei passetti in avanti (quello più importante credo sia stato eliminare il “nasale” dalla mia voce), ma sono consapevole del fatto che la strada per ottenere risultati di un certo rilievo sia ancora lunga. Dopo questa breve presentazione, passo rapidamente ad esporre i miei dubbi:
    1) Ho sempre avuto problemi nella zona dei suoni gravi. Credo di rendere bene l'idea dicendo che dal MI centrale in giù il suono svanisce letteralmente nel nulla, perdendo man mano sempre più timbro, fino ad arrivare alla quasi totale inesistenza sul DO centrale. Ho fatto una visita dal dott. Fussi il quale mi ha assicurato che le corde vocali sono in buona salute e che la mia voce, per natura, è portata più per gli acuti. Da circa due settimane faccio circa 30 minuti di vocalizzi muti concentrandomi esclusivamente sulla zona dei gravi. Proseguendo con questi esercizi, rischio di compromettere gli acuti? E soprattutto, riuscirò mai ad avere dei gravi udibili?
    2) Circa un mese fa ho fatto una lezione con un soprano abbastanza importante. Alla fine della lezione ha concluso dicendo che al momento la mia voce risulta essere “mono” e non “stereo”; per essere più chiara mi ha detto che non uso tutti i risuonatori che andrebbero utilizzati. Durante la lezione la maestra insisteva molto sull'apertura della bocca. Visto che per motivi economici non ho la possibilità di seguire gli insegnamenti di questo soprano, vi chiedo se, in base alle vostre conoscenze il non utilizzare i risuonatori dipenda esclusivamente dall'apertura della bocca oppure da altri fattori. Mi scuso per la prolissità…mi auguro perlomeno di essere stato chiaro.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO FEDERICO:
    considerando la tua giovane età, trovo del tutto normale che le tue note gravi siano ancora deboli; allenarti senza sforzo credo sia un'ottima cosa che certamente non pregiudicherà i tuoi acuti naturali.
    L'importante è non esagerare ed agire sempre con cautela e perizia.
    Se studierai la mattina, sarà più facile ottenere risultati dacchè al mattino i suoni gravi sono più sonori.
    Tuttavia la cura migliore sarà certamente il tempo.
    Per ciò che riguarda la lezione con la Soprano, è probabilmente vero che non usi bene i tuoi risuonatori e, se sei solito cantare con la bocca non troppo aperta, ecco spiegato il perchè di una eccessiva "nasalizzazione" dei suoni.
    Per avere un bel colore, è importante che bocca e rettrobocca diano il loro contributo in ampiezza e morbidezza; solo così si raggiungerà un equilibrio che consenta alla voce di risuonare ed ampliarsi.
    Naturalmente occorre anche una ottima respirazione che consenta alla voce di giungere in cavità anche con la bocca ben aperta, quindi un buon sostegno che non permetta alla voce di "ingolarsi" Ergo più sostegno, cavità, morbidezza fanno di una voce una bella e robusta voce.
    Detto questo, non rimane che augurarti buono e sereno studio, anche se avrei desiderio di ascoltare la tua voce: perchè non mandi un file?
    A presto. Mae

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  • 14/10 - Riccardo
    Eccomi qua. Ringrazio mae della risposta.... Si, in teoria dovrei essere baritono perchè la mia vocina è molto colorita soprattutto sulla seconda ottava (sembro drammatico)... anche se però le note di passaggio sono quelle tenorili ed inoltre ieri sera ho fatto un si3 pieno e un titubante sib3... Per l'appoggio mi trovo molto bene dal si1 in su, quindi mi sorge il dubbio. Per fare un bel do di petto bisognerebbe fare almeno un bel re4 o un do#4, ma la vedo dura mentre il si3 è pieno e molto potente... dopo però che il mio sinsegnante mi ha fatto lezione ieri e ho scoperto queste note nuove mi è venuta un'afonia tremenda e la voce in tutta la giornata non è salita. Spero di fare spresto la registrazione cosi mi potete aiutare... grazie Ricky
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO RICKY:
    devi essere molto prudente con la voce, non bisogna MAI strapazzarla; quando si diventa afoni, è segno che non si è cantato bene, quindi attenzione!
    Non forzare i suoni, lavora sempre con il fiato, se poi sei baritono, è suffic. vocalizzare fino al La naturale per poter allenare un bel Lab che è la nota più acuta per un normale baritono.
    Se un tenore (e tu dici di non esserlo) vuole cantare un bel Do, deve certamente vocalizzare fino al Do#, è certo. Cerca di capire cosa vuole il tuo insegnante e, se troppe volte termini la lezione senza voce, scappa!
    A presto e con un bel file! Mae

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  • 19/10 - Giada
    Salve Mae... Spero che l'estate sia stata piacevole, io l'ho passata come molti a studiare, e finalmente la mia A è una A seria. La tendenza è sempre quella di nasalizzare ma con un controllo costante sta migliorando, se non altro vedo uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Volevo farle una domanda per quanto riguarda la tecnica (come al solito) Molti insegnanti dicono di verticalizzare e basta, e molti altri di verticalizzare ma di orizzontalizzare anche, il mio dubbio, mi è sorto di nuovo oggi guardando anna Netrebko in Elisir d'amore, è che la forma del viso influenzi la tecnica. Per esmpio: chi ha un viso con degli zigomi poco pronunciati e molto lungo, per immascherare meglio è bene che sorrida. Sempre con l'idea che il canto sia una disciplina per persone veramente masochiste, resto in attesa di una sua risposta sull'argomento!!!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GIADA:
    e grazie per avermi dato lo spunto per farmi un'idea sulla cantante che citi.
    Bellissima donna che credo non sappia ancora se voglia fare la cantante lirica o qualcos'altro.
    Vediamo.
    Partendo dal fatto che ogni persona ha una sua conformazione fisica, che esistono vari sistemi per cantare, direi che con una buona tecnica respiratoria, molti di questi dubbi vengano dissipati.
    Quando si canta col fiato, molti problemi di... faccia, bocca, zigomi non si pongono nemmeno; basta guardare i Grandi per rendersi conto che, meno smorfie si fanno, più tranquilla è la tecnica (a meno che non si tratti di effetti particolari).
    Io sono del parere che non sempre la natura basti, o meglio, che la propria natura vada supportata da uno studio serio e coscienzioso, quindi se sei ancora alla ricerca, devi sapere che occore un buon maestro ma anche molta attenzione al tuo organo vocale, al tuo sistema respiratorio e una strada che devi avere nella tua mente e devi percorrere ponendoti un obiettivo e delle scadenze; se entro un certo periodo non ottieni risultati o miglioramenti, probabilmente bisogna cambiare percorso.
    Per ultimo, ma proprio per ultimo, io sono del parere che si parte dai problemi per poi risolverli; qual'è il tuo problema reale?
    Acuti? Gravi, fiato?
    Se sarai più precisa, potrò aiutarti più concretamente. Un file poi, sarebbe il massimo!!!
    Grazie. Mae

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  • 21/10 - Giulia
    Buongiorno, ho 32 anni e 3 anni fa ho iniziato a studiare canto ai corsi dell'ufficio del tempo libero del comune di Milano (per cui a livello molto amatoriale e molto basso). Da 2 anni faccio parte di un coro amatoriale di musica gospel e spiritual nella sezione dei soprani primi. L'anno scorso ho iniziato a prendere lezioni private di canto lirico da un maestro tenore con il quale mi trovo molto bene e che mi ha permesso di fare parecchi progressi. Purtroppo poi ho interrotto per un periodo, ma quest'anno ho ripreso e mi piace molto (sto studiando il famoso "Metodo pratico di canto" di N. Vaccaj, ma anche qualche piccola arietta facile 'Caro mio ben', 'Oh cessate di piagarmi', 'Per la gloria d'adorarvi').
    Nel frattempo la direttrice del coro (la quale, anche se dirige un coro gospel è diplomata in canto lirico) ha deciso di dare ai soprani delle mini lezioni di tecnica, di mezz'ora ciascuno, due volte al mese.
    Abituata al modo di insegnare del mio maestro con lei mi sono trovata subito male.
    Quando facciamo i vocalizzi dice che bisogna sentire il suono che parte dalle orecchie, che spinge contro le orecchie ai lati della testa per poi andare in avanti.
    Bisogna sentire la vibrazione nelle orecchie... tipo uno "zzzzzz".
    Il mio maestro questa cosa non me l'ha mai detta...
    Lei dice che gli allievi di questo maestro hanno il difetto di non far risuonare il suono dalle orecchie... cioè, secondo lei è un difetto che si sente anche in chi studia con lui da diversi anni...
    Ho parlato al maestro di questa storia delle orecchie e mi ha detto che ognuno trasmette nell'insegnamento le proprie sensazioni che sono diverse e variano da un individuo all'altro...
    Volevo sentire un suo parere in merito.
    Mi scuso se magari non mi sono spiegata bene o con i giusti termini tecnici ma sono ancora una principiante, anche se amo molto il canto e la musica classica in generale.
    Cordiali saluti.
    Giulia
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GIULIA:
    devo dire che concordo perfettamente con l'affermazione del tuo insegnante tenore e direi che è un "Signore" nell'esprimersi in questo modo.
    Personalmente ho avuto l'onore di studiare con i più grandi cantanti del panorama lirico internazionale, ma non ho mai sentito parlare di suono che parte dalle orecchie.
    Magari è una indicazione che serve per cantare il genere gospel... chissà.
    Dichiaro la mia grande curiosità nel sentire qualche cantante che faccia risuonale la voce dalle orecchie.
    Potresti farti fare un esempio di un grande interprete con la voce che gli risuona dalle orecchie?
    Continuiamo a scriverci, magari potresti insegnarmi qualcosa di nuovo.
    Grazie per questa nuova esperienza e a presto con nuove informazioni.
    Mae

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  • 23/10 - Lorena
    Salve Mae come stai? Io bene. Tra meno di due settimane inizia il conservatorio. Speriamo che questo sia un anno proficuo. Volevo chiederti una cosa: ho notato che la mia voce in questi 2 mesi si è scurita molto, o almeno dal mio punto di vista. Secondo te da cosa dipende? E' vero che la mia insegnante dice che a 20 anni c'è un cambio repentino della voce e che comunque ogni 5 o ogni 10 anni si sviluppa. Poi vlevo chiederti come faccio a rendere la mia zona centrale piu corposa e potente perchè ad oggi si sente però non come si dovrebbe. Forse credo sia un problema d'appoggio. Però sai quando sento alcuni soprani con quella zona bella piena non riesco a capire come facciano!! Un bacio Mae. Lory
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO LORY:
    qui tutto ok. Alla prima domanda hai risposto da sola; sei ancora molto giovane e la voce è in continua evoluzione.
    Non mi pare ci siano delle anomalie nella tua voce, è abbastanza omogenea, se proprio devo trovare qualche pecca, la trovo sulla zona acuta e tu sai già qual è il problema.
    Dunque armati di buona volontà e lascia che la tua voce si sviluppi armonicamente. Un centro più corposo non farebbe che evidenziare i problemi sulla gamma acuta dei suoni, quindi sistema la respirazione e vedrai che tutto sarà omogeneo e di ottima qualità.
    Ognuno ha la propria voce e tu non puoi certo lamentarti della tua; ricorda inoltre che, per essere bella e gradevole, una voce deve essere omogenea; chi ha dei grossi centri e degli acuti striminziti, non ha una grande prospettiva di lavoro; è troppo facile cantare fino al La, per un soprano è d'obbligo avere un bel Do e che sia in armonia con il resto della voce.
    Poi se hai amicizie importanti... puoi anche avere voce orrenda e problemi di intonazione, per gli ignoranti e gli opportunisti sarai comunque "la nuova Callas".
    Un bacione e.. .al prossimo file per sentire i progressi dell'ultimo periodo.
    Mae

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