Risposte esperto tecnica vocale canto lirico: appoggio e sostegno del fiato, ricerca della maschera, abbassamento della laringe, apertura della gola, innalzamento del palato, gestione del fraseggio

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La tecnica vocale di canto lirico|Pagina 5

Il nostro esperto darà risposte in merito alla tecnica vocale finalizzata ad acquisire un'impostazione che consenta di cantare il repertorio lirico.
Per tecnica vocale si deve intendere l'insieme di procedimenti intenzionali posti in atto al fine di realizzare un determinato risultato vocale.
Gli elementi fondamentali per uno studio tecnico della voce sono molteplici.
Le domande e le risposte di questa sezione verteranno principalmente sugli accorgimenti e gli esercizi tecnici sull'impostazione del timbro e del colore per migliorare la qualità della voce, sull'emissione corretta, sull'estensione, sulla resistenza, sulla morbidezza, sulla linea di canto, sulla potenzaā€¦

 

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  • 26/10 - Pantaleo
    Bene, mae, ora volevo sottoporre un'altro quesito che riguarda il così detto Giro.
    Qualcuno sostiene che è un fatto puramente psicologico e che, di conseguenza, non esiste. Altri invece dicono che è un fatto fisiologico e che, quindi c'è. Alla fine questo giro esiste o non esiste? Potrebbe essere che per alcuni timbri vocali è meno udibile di altri? Ringrazio sempre per la disponibilità.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO PANTALEO:
    adesso finiamo in un discorso particolare.
    Parliamo di tecnica e, come ben sai, il canto è fatto di sensazioni personali che ognuno tenta di spiegare a modo proprio.
    Vi sono tecniche che parlano di giro, di suoni coperti ed altre che non ne parlano; a mio parere, la voce può considerarsi girata quando arriva, a chi ascolta, rotonda, timbrata e ricca di armonici in tutta l'estensione; per ottenere questo risultato, alcuni adottando un sistema, altri un altro; l'importante è che questo risultato si verifichi dando forma ad una bella esposizione vocale, soprattutto nella gamma di suoni oltre il passaggio (che è quella più complessa).
    Con mio grande sgomento, ho potuto anche ascoltare tenori (microfonati, però) che cantavano arie d'opera senza impostare la voce con una tecnica che non saprei definire... eppure i Sib uscivano, con difficoltà, ma senza steccare.
    Le voci non giravano affatto... eppure riuscivano a cantare e venivano comunque applauditi (per me era una cosa fino a quel momento, incredibile).
    Dunque bisogna affinare le proprie capacità di autocontrollo ma soprattutto bisogna conoscere il proprio sistema tecnico.
    Molto dipende dai termini che usano gli insegnanti per spiegare un tipo di suono o una emissione; se nessuno te ne parla, è difficile che da solo tu possa sentirlo.
    Rimane il fatto che, quando un suono è bello, lo si sente comodo e sicuramente corrisponde al suono girato che viene emesso col minimo sforzo ma con il miglior risultato.
    Che te ne pare?
    Besito. Mae (attendo...)

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  • 31/10 - Mauro
    Salve mae e grazie della risposta in cui non è certo stata avara di spiegazioni. Come lei mi ha chiesto e come mi sembra giusto fare per avere un suo giudizio, le manderò a breve qualche registrazione, nel frattempo però vorrei insistere su un punto che mi sta facendo letteralmente dannare la mente per la ricerca della soluzione. Come le ho scritto alla fine della mia domanda, io trovo un certo sollievo nel cantare con le braccia sollevate e appese alla testa, e con i gomiti larghi. Non ho mai sentito nessuno dire di provare giovamento in una posizione così. Semmai ho sentito dire che quando si cerca il grande acuto si possono piegare le ginocchia alla ricerca di quello spazietto interno che serve per infilarci la nota, ma mai qualcuno che dicesse che con le braccia in alto e meglio ancora se aggrappate ad una porta o alla propria testa si provasse un netto giovamento. Mi è capitato per caso, avevo i miei vocalizzi nel sottofondo, io ci cantavo sopra ed in un momento di scoraggiamento mi sono messo nella posizione che le ho accennato quasi per dire, bèh riposiamoci perché tanto non serve a niente. E lì ho avvertito giovamento. La gola non tirava e la voce andava a far vibrare il punto tra il naso e la bocca senza sforzo di gola. Qualche giorno dopo, come per incanto e con una gioia immensa, sono riuscito a cantare “Ch'ella mi creda” della Fanciulla del West fino alla fine pronunciando entrambi i si bemolle fino a quel momento per me tanto difficili se non impossibili. Ho letto il libro sulla tecnica vocale consigliato e vi ho trovato la spiegazione del diaframma e del suo ruolo di antagonista degli addominali. Respirare col diaframma significherebbe, se non ho capito male, non già aumentare la spinta dell'aria ma semmai modularla e, cosa forse più importante per il mio caso, sostenere fisicamente l'apparato respiratorio magari avvicinandolo alla gola così da modificare la posizione di tutte quelle parti che la compongono in modo da favorire la produzione della voce cantata senza il coinvolgimento della delicata muscolatura della gola. Forse devo riuscire a trovare quella posizione solo con la contrazione degli addominali e in effetti se li contraggo tanto ma veramente tanto (bloccando il diaframma per non spingere fuori tutta l'aria in mezzo secondo) riesco a trovare un po' di agio in gola, ma non come nel caso delle braccia in alto e uno sforzo ben maggiore. Leggo in diverse parti che gli addominali devono accompagnare questo movimento e non ci vuole una forza bestiale di conseguenza tanta forza non dovrebbe essere la soluzione del problema. La mia voce è considerata dal maestro e da chi mi ha sentito come un vocione, può una voce grande avere necessità di un sostegno così forte? Come devo fare per svelare a me stesso questo mistero, da chi devo andare? La prego non mi consideri matto, ma credo che in questa domanda ci sia la soluzione del mio problema ed è per questo che penso penso penso senza fermarmi mai. Saluti, Mauro
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO MAURO:
    e che Dio ti benedica per avermi fatto sorridere in questa serata buia e piovosa.
    Ritengo, in base alle tue meticolose spiegazioni, che il fatto di cantare aggrappato alla porta, possa aver fatto in modo che tu scaricassi la tua forza muscolare sulle braccia anzichè sulla gola.
    Può essere?
    Col grande baritono Gino Bechi, facevamo sempre esercizi simili per riuscire a liberare la gola da tensioni negative (Lui ci faceva parlare cercando di alzare il suo pianoforte - cosa impossibile! - per fare in modo che tutta la forza muscolare fosse impegnata nelle braccia senza coinvolgere la gola); penso proprio che la questione si tutta qui.
    Sappi che una grande voce si lavora più difficilmente, proprio perchè, di solito, risiede in un fisico prestante e con troppo vigore.
    Una grande voce ha bisogno di maggior sostegno, non di forzare ciò che la natura ha elargito a piene mani.
    Il canto è il risultato di un grande equilibrio che si deve cercare tra i vari meccanismi fonatori; certamente tu focalizzi troppo la questione "forza" e trascuri la "morbidezza" ecco perchè la gola si chiude. Il trattato che hai letto aiuta molto nel capire che non si tratta di spingere o forzare ma di emettere la voce in modo naturale (usando una grande concentrazione durante il lavoro).
    E' più facile a farsi che a dirsi e, data la tua determinazione, prima o poi troverai la giusta strada, io ci credo, e tu?
    A disposizione per ulteriori quesiti.
    Mae (attendo...)

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  • 04/11
    Salve. Ho 48 anni sono un tenore lirico e purtroppo ho iniziato tardi questa nobile e stupenda arte che ormai mi ha preso interamente. Cosa ne pensi della tanto vituperata tecnica dell'affondo? Io, personalmente, penso che la t.d.a. insieme alla tecnica della "maschera" siano utili entrambe nel percorso della conoscenza della propria voce. Mentre la prima ti "consapevolizza" sul centro della tua voce, la seconda ti instrada verso la proiezione della stessa col minimo sforzo. Sembrano due tecniche in antitesi, ma su questi dualismi non si forma l'arte del "bel canto"? Altra domanda: l'innalzamento del palato molle (essenziale per "girare" il suono) è conseguenza di una buona gestione del fiato e del diaframma o è una gestione che può essere fatta autonomamente senza inficiare la resa canora( sarebbe poi una tensione)? Cosa ne pensi del metodo Melocchi? Scusami per la prolissità. Un caro saluto.
    Leggi la rispostaLeggi la risposta
  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO SALVATORE:
    a volte, non essere giovanissimo, offre il vantaggio della maggior consapevolezza; alla prima domanda risponderei quel che tu stesso scrivi e cioè che il giusto sta nel mezzo; le due cose si completano quando si prendono le cose buone dell'una e dell'altra tecnica.
    Operando scelte sagge, si può ottenere un risultato ottimo senza giungere agli estremi che spesso hanno dato esiti del tutto negativi.
    Moltissimi studenti ignorano completamente la possibilità di utilizzare il palato molle, la cui mobilità, all'inizio, va stimolata dall'insegnante con appositi esercizi affinchè lo studente possa sentire quante possibili variazioni del suono può ottenere.
    Col tempo, quando si sarà acquisita una buona respirazione, sarà del tutto naturale che la cavità della bocca si posizioni nella giusta maniera per accogliere e far uscire il suono in tutta la sua completezza.
    Dunque il risultato, spesso, è frutto di uno studio specifico che porterà, in seguito, alla produzione di un suono che risulti estremamente naturale (ma che è il prodotto di uno studio metodico e disciplinato).
    Conosco molto bene il metodo Melocchi e posso dire che, per ottenere brillanti risultati, occorre aver ben compreso come lavora il diaframma; senza una buona spiegazione ed un attento controllo, potrebbe dare origine ad effetti catastrofici.
    Ti ringrazio per aver posto una questione interessante ed importante per chi pratica l'arte del Canto con serietà ed il giusto rispetto.
    Sarei felice se questo interessante dialogo potesse continuare.
    A presto. Mae

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  • 09/11 - Patrizia
    Buongiorno, le ho già chiesto altre informazioni e mi sono trovata molto bene per la sua chiarezza. Vorrei chiederle se potesse consigliarmi qualche esercizio per migliorare la mia intonazione (ho 29 anni e sono un soprano e studio canto lirico da un anno (avevo fatto anno di musica leggera), più che altro mi capita di essere calante, nei mezzi toni salgo o scendo di mezzo-tono appunto. Il mio maestro mi ha consigliato di fare le scale salendo di mezzo-tono, io mi esercito a casa (con una testiera abbastanza buona che ha 5 scale) ma purtroppo non sempre mi accorgo di questa cosa!!!e quando canto ancora di più. E poi a lezione con lui o con la pianista ho questo feedback di essere sempre un pò calante. Sono un pò abbattuta perchè penso che un cantante "stonato" sia il colmo, oltre a cosa posso fare volevo chiederle se potrebbero esserci altre cause (emotive o di muscolatura)o se si tratta solo di esercizio, e se è grave il fatto che io non me ne accorgo sempre, soprattutto sui semitoni. La ringrazio tantissimo. A presto, PAtrizia
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO PATRIZIA:
    il fatto di "calare" può dipendere da diverse cause; mancanza di sostegno, posizione dei suoni ancora incerta, poca abitudine all'ascolto, distrazione...
    Quindi la cosa va appurata con il tuo insegnante.
    Bene gli esercizi di scale a semitoni, ma devi eseguirli con molta concentrazione; abituati poi a registrare le lezioni così, risentendoti, potrai sentire il difetto e stare più attenta durante lo studio.
    Il mio consiglio personale è di controllare bene la respirazione e che ogni suono sia sostenuto in modo sufficiente, quando manca il giusto sostegno, si rischia di perdere l'intonazione.
    Dunque non resta che allenarsi ed abituarsi ad ascoltare la propria voce durante lo studio (stai molto concentrata), sarà un pò dura all'inizio, ma abituarsi a questo è molto importante per avere un controllo vigile ed attento ogni volta che si studia o si canta.
    A presto e fammi sapere come va. Mae

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  • 12/11
    Ciao Mae. Continuando nel dialogo... frequento ormai da 2 anni anche due cori, uno formatosi prettamente per le arie sacre l'altro per arie operistiche-napoletane e devo dire che la cosa mi soddisfa tanto, in primis perchè non è sempre vero che il coro rovina il solista... (a parte che ci canto anche da solista) ma se diretto bene il corista acquisisce dinamiche veramente ottime; secondo ho riempito un pò le mie giornate (le serate soprattutto)riuscendo a conciliare lavoro, affetti e canto (non è sempre facile ma il più delle volte ci riusciamo e poi "si campa una volta sola..."). Pensi anche tu che cantare in un coro non sia poi tanto deleterio per il cantore se lo stesso è diretto bene, scrupolosamente? Inoltre, in genere non si parla mai di come "defaticare" (se po' di'?) le corde dopo una esibizione, io lo faccio emettendo delle vocali "O" ed "A" in registro medio-grave a piccoli colpetti (non riesco a spiegarmi, ma mi è stato insegnato. Puoi darmi qualche altro esercizio? Grazie. Al più presto conto di inviarti una registrazione del Panis di Franck su cui "esigerò" un tuo giudizio critico. Ciao, con Stima. Salvo.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO SALVO:
    trovo molto bello che tu abbia l'opportunità di cantare in ben 2 cori; certamente avrai modo di frequentare stili ed autori diversi.
    Spesso si sconsiglia a chi vuol fare il solista di cantare nei cori solo perchè spesso, in mezzo alle sonorità, non si riesce a sentire la propria voce e si è portati a spingere con effetti negativi sul proprio organo vocale.
    I giovano soprattutto, si fanno sopraffare dalla voglia di farsi sentire e... si stancano facilmente.
    Ecco i motivi per cui si è un pò restii a far cantare gli allievi i un coro, ma quando si ha una tecnica sicura e ci si sa gestire, può essere di grande soddisfazione, soprattutto quando il Maestro è uno che "sa il fatto suo".
    Defaticare è un termine appropriato, anche se ho sentiro parlare anche di "raffreddamento" il primo consiglio è quello di parlare "impostato" anche se è un pò buffo, poi si può nasalizzare la voce ed anche fare sbadigli sonori con glissati discendenti.
    Soddisfatto?
    A presto. (attendo file!) Mae

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  • 24/11 - Rosa
    Ciao Mae sono sempre Rosa soprano leggero di 20 anni. 1.65 m per 45 kg, volevo sapere un'altra cosa: ma come si vibra? Nel senso, qual è la tecnica giusta? La mia insegnante dice che quando la voce è al posto giusto vibra automaticamete, io penso invece che il vibrato decidiamo noi di metterlo o meno. Io quando (diciamo vibro) do una serie di colpetti interni al diaframma. E' questo il modo giusto o ne è un'altro? Solo che così mi esce un pò largo. Ascoltando alcuni cantanti mi accoro le il loro vibrato è più stretto ed è tipo il belare di una pecora però impostando, non so se ho reso l'idea. Insomma vorrei un chiarimento sul vibrato. Grazie
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ROSA:
    devo nuovamente concordare con la tua insegnante (e questa è una gran cosa). Per chi canta Lirica, il vibrato è una grande conquista a cui si arriva con lo studio costante e la morbidezza; purtroppo la tua convinzione deriva dal fatto che alcuni pseudo-cantanti (spesso di musica leggera) emettono un vibrato "costruito" e proprio perchè costruito, ha caratteristiche negative.
    Poi c'è un tipo di vibrato, quello che noi definiamo "caprino" che appartiene ad alcuni tipi di voce ma, studiando, lo si può eliminare.
    Rimane comunque il fatto che, quando una voce è ben impostata, ha un bel vibrato (più o meno stretto) naturale, dunque... all'opra!
    Besitos. Mae

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  • 26/11 - Mauro
    Maestro, grazie della risposta che tuttavia mi fa porre altre domande. Chi o cosa potrebbero insegnarmi questo sistema respiratorio? Potrebbe darmi qualche consiglio organizzativo o qualche indirizzo (si ricordi che sono a Bolzano e ho liberi il sabato, la domenica e il martedì)? Poi il sistema Caruso, o Corelli cosa hanno di diverso da quello che insegna il manuale che le ho indicato? Può consigliarmi un testo dove questo sistema è spiegato in modo completo? Saluti Mauro Barbone
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO MAURO:
    il sistema respiratorio di cantanti quali Del Monaco, Franco Corelli, e prima di loro Caruso, è stato divulgato dalla antica scuola Melocchiana; si basa su un sistema di canto molto morbido che tuttavia diventa patrimonio di voci robuste.
    Le basi di partenza sono diverse; cioè lo studio si comincia dalla respirazione e dal modo di cantare o meglio, di vocalizzare sul legato e sull'ausilio del solo fiato e del sostegno diaframmatico.
    Il tuo essere stremato dopo aver cantato una romanza dipende dal fatto che impieghi forze muscolari che nulla hanno a che vedere col canto; concordo con il trattato che citi ma per mettere in pratica il giusto meccanismo bisogna togliere tutte le altre tensioni (il tuo cantare appeso alla porta, come già ti scrissi, ti agevola perchè lo sforzo viene scaricato sulle braccia e meno sulla gola).
    Dunque respirazione profonda e tranquilla che deve servire anche a rigenerare le parti coinvolte nella fonazione; massimo relax a livello gola (le tensioni puoi scaricarle sulle gambe) ma importantissimo è che il diaframma sia elastico e continuamente attivo.
    Per cantare gli acuti, impieghi troppa forza fisica, per questo motivo la gola si irrigidisce, mentre l'acuto non è altro che la continuazione della tua gamma vocale (perchè ci sono, solo non sai come farli uscire).
    Non sei lontano dalla verità, credimi, ma hai bisogno di qualcuno che possa farti capire qual'è l'errore e come porvi rimedio solo prendendo coscienza del tuo corpo e del tuo essere naturalmente dotato per il canto.
    Tornando alla tua domanda, non c'è molto di diverso da quel che scrive il trattato da quel che faceva Franco Corelli, la differenza sta tra il dirlo e... il trasformarlo in realtà, ti par poco?
    Se pensi di aver bisogno di un mio intervento, contatta la redazione.
    A presto e sii fiero della tua bella voce!
    Mae

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  • 26/11 - Alida
    Cara Mae, sono reduce da una lezione ai limiti del disastroso, ma non mi arrendo. A malapena riuscivo a sostenere, mi sentivo tutta rigida nella parte muscolare appena sotto le costole, sia a destra che in centro che a sinistra. Il maestro mi ha guardato a lungo negli occhi e mi ha urlato: "tu non sei magra: TU SEI MOSCIA!" (come dargli torto? sono sei anni almeno che il massimo sforzo che faccio è girare la pagina di un libro...). Risultato: da tre giorni seguo un metodo da ex-URSS cioè faccio 25 (VENTICINQUE!) addominali al giorno, che pian piano diverranno 50, al fine di irrobustire questa specie di fuscello di ricotta che ho al posto dell' addome. Comunque li sto spezzando in gruppi da 5 per evitare problemi con l'acido lattico; e, sono passati appena due giorni, indovina un po'? Da un giorno all'altro ho toccato a piena voce dall'alto non il si, non il do, non il re ma IL MI BEQUADRO SOVRACUTO (quello della regina della notte). Sono ammirata di fronte alle mie capacità, spero che questa testimonianza sia accolta dagli amici cantanti che frequentano questo sito come monito a non mollare mai anche nei momenti più bui perchè spesso la nostra voce stupisce anche noi. Ora la mia estensione va dal Solb 2 (sotto il do centrale, ma a volte viene anche il fa) fino al Mi 5, colore scuro e pastoso ma comunque brillante, mi classificherei come "soprano lirico con estensione" (colore di soprano lirico, agilità e sovracuti di lirico leggero... non so se esiste questo nome ma rende l'idea). Ti sembra che questi dati, l'estensione vocale, collimino con la descrizione della voce? Ti terrò informata comunque per quanto riguarda le tensioni addominali (credo siano gli addominali i muscoli appena sotto le costole, può essere?) e vedrò di produrre questi ormai leggendari file audio. Aly (molto contenta di sè :) )
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ALY:
    per quanto mi riguarda, l'estensione vocale ha ben poca importanza... se sei un soprano, che te ne fai del Fa2?
    Quindi non considerare mai l'estensione come elemento di valutazione poichè l'importante è saper cantare i suoni che servono e che siano suoni belli, non squittii o berci o peggio ancora... e mi scuso per il termine poco professionale... ruttini.
    Ergo, datti da fare (solo per pignoleria, nelle arie della Regina della notte si tratta di Fa sovracuti) poichè un pò di allenamento fisico non può che giovarti.
    Alla prossima Mae

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  • 28/11 - Sara
    Salve Maestro/a, sono Sara e ho 30 anni (grandicella). Mi sono appassionata da grande alla lirica (a volte mi sono abbattuta per l'età) ho sempre cantato da quando avevo 11/12anni da autodidatta. Ho ottenuto grandi risultati nella musica leggera! Ma ora voglio farcela anche nella lirica!! Mi affascina e intriga scoprire fino a dove si può spingere (attraverso lo studio) la capacità vocale io credo che sia il traguardo massimo, la lirica, per un cantante. Detto questo, vorrei dirle che dei miei tanti problemi il più grande è di non aver ancora precisamente capito e sviluppato il registro di terra, sono circa 2 anni che studio... spero di poterle mandare un giorno qualcosa per farmi ascoltare così potra meglio consigliarmi, la ringrazio dell'attenzione
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO SARA:
    se la causa del tuo sconforto sono i tuoi 30 anni, puoi rasserenarti, c'è ancora tempo per poter fare (ma bisogna darsi una mossa!).
    Quello che più mi stupisce è invece che, pur avendo ottenuto ottimi risultati nella musica leggera, tu voglia dedicarti alla Lirica.
    Tant'è. Non è così semplice passare dal canto leggero a quello lirico perchè si usano muscoli diversi per sistemare la voce e forse il tuo problema con la voce di petto (credo tu intenda questo e non voce di terra che nel nostro vocabolario non esiste), ma pensandoci bene, forse è un errore di scrittura e volevi dire Testa? (che tipo di voce hai, soprano o mezzosoprano?)
    A questo punto la confusione è troppa, devo aspettare che tu chiarisca il termine.
    Puoi farlo?
    Ti aspetto qui. A presto. Mae

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  • 01/12 - Sara
    Salve sono Sara, mi scuso era stato un mio errore di scrittura intendevo il registro di testa!!! La passione è nata qualche anno fà con un coro lirico, anche se la partecipazione era sporadica. Poi ora negli ultimi 2 anni studio privatamente, ma è nell'ultimo periodo che ci sto dando dentro con costanza. La mia insegnante dice che io sia un soprano drammatico. Ritornando al problema del registro di testa per l'appunto è che non riesco chiaramente a capire dove lo devo indirizzare il suono mentre da un certo punto in poi risulta abbastanza impostato. Grazie per l'incoraggiamento riguardo l'età e della disponibilità sul trattare le singole risposte a dei quesiti avvolte difficili da trattare per posta. Sara
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO SARA:
    il problema risiede certo nel tuo passato vocale, in questo però la tua insegnante dovrebbe essere più attenta alla disciplina che stai affrontando e spiegarti per bene quali sono i meccanismi che entrano in gioco nella totalità della gamma vocale.
    Siccome hai per diverso tempo usato la voce di petto in maniera preponderante, ecco sorgere dubbi e perplessità sulla voce di testa che, senz'altro, deve essere immascherata, va quindi sonorizzata in maschera con l'aiuto dell'appoggio.
    Adesso però necessita che la tua insegnante ti spieghi quello che desidera ottenere, dacchè senza averti sentito, mi risulta impossibile darti indicazioni più specifiche che possono dipendere dal sistema che stai adottando (e che non conosco).
    Sii molto disciplinata nello studio del passaggio che è un elemento importantissimo per l'omogeneità e la salute vocale.
    A presto e buon lavoro. Mae

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  • 14/12 - Giuseppe
    Salve, sono Giuseppe dalla sicilia inprovincia di Ragusa. Ho 18anni e studio privatamente canto lirico da nn molto. Sono stato classificato come tenore. Ho problemi ad arrivare a prendere le note del registro alto. Volevo chiedere quali sono gli organi "interessati" e come si "sfruttano" nel migliore dei modi?? Grazie! Aspetto con estremo interesse vostre delucidezioni! Spero di essere stato chiaro nell'espressione.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GIUSEPPE:
    sei ancora molto giovane ed hai quindi molto tempo per imparare!
    La voce del tenore è cosa assai delicata e per acquisire una bella gamma di suoni, bisogna studiare e... bene.
    E' normale che, all'inizio tu faccia fatica nel registro acuto, proprio perchè devi mettere in atto un meccanismo che, nel quotidiano, non si usa.
    Le cose che devi imparare sono:
    - apprendere una buona respirazione che ti insegni a gestire la voce senza tensioni inutili,
    - usare il diaframma per sostenete la voce,
    - curare bene il passaggio,
    - impostare bene la voce in maschera.
    Tutto senza forzature e lasciando la gola libera da tensioni.
    Con una buona guida, riuscirai senza ombra di dubbio.
    A presto. Mae

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  • 17/12
    Ciao Mae. Studio canto da tre anni, ho dovuto cambiare maestro perchè mi sono trasferita in Italia e la mia nuova insegnante ritiene che abbia un attaco dei suoni poco in maschera e che utilizzi troppo il registro di petto. Cosa posso fare? Per favore aiutami,sono un pò confusa. Dafne
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO DAFNE:
    Per l'attacco dei suoni, consiglio di far precedere il suono da una consonante (tipo M o N) così da poter portarere il suono in maschera; per il registro di petto, occorrono vocalizzi che possano disciplinare in maniera corretta il "passaggio" tra i due registri (nel tuo caso, bisogna anticiparlo), ci vorrà del tempo, ma con esercizio costante, i risultati positivi sono assicurati.
    Buon lavoro. Mae

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  • 20/12 - Giuseppe
    Salve! Sono un ragazzo della sicilia in provincia di Ragusa! Ho iniziato a studiare canto lirico da non molto, e sono stato classificato come tenore. Ho riscontrato problemi a prendere le note del registro alto. Vorrei sapere: quali sono gli organi "interessati" e il modo in cui devono essere "utilizzati" per avere un buon risultato! Grazie! Spero di essere stato comprensibile nella richiesta... Aspetto con molto interesse vostre delucidazioni!
    Leggi la rispostaLeggi la risposta
  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GIUSEPPE:

    sei ancora molto giovane ed hai quindi molto tempo per imparare!
    La voce del tenore è cosa assai delicata e per acquisire una bella gamma di suoni, bisogna studiare e... bene.
    E' normale che, all'inizio tu faccia fatica nel registro acuto, proprio perchè devi mettere in atto un meccanismo che, nel quotidiano, non si usa.
    Le cose che devi imparare sono:
    - apprendere una buona respirazione che ti insegni a gestire la voce senza tensioni inutili,
    - usare il diaframma per sostenete la voce,
    - curare bene il passaggio,
    - impostare bene la voce in maschera.
    Tutto senza forzature e lasciando la gola libera da tensioni.
    Con una buona guida, riuscirai senza ombra di dubbio.
    A presto. Mae

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  • 21/12 - Gino
    Buongiorno, sto studiando come tenore da quasi un anno ormai, Le ho scritto un paio di volte, mi chiamo Gino e sono della provincia di Mantova, non sò se si ricorda; comunque volevo dirle che vado avanti con le lezioni anche se un'ora alla settimana, non posso permettermi di più aihmè, ed ho già imparato qualche romanza. La mia insegnante è molto preparata, ma ho dei problemi che vorrei esporle, innanzitutto la maestra mi dice che ho la mandibola inferiore che va per i fatti suoi a volte e si irrigidisce mentre canto infatti mi accorgo che ha volte chiudo i denti quasi mentre dico le "i" o le "e", poi la respirazione a volte va bene e altre volte no, devo dire che è difficile controllare tutto durante il canto, ma il mio scopo è quello di cantare con la massima naturalezza possibile ma non è facile ahahahaha.
    Lei che mi consiglia io ho già 35 anni e stò andando per i trentasei. Un saluto e buon anno. Gino
    Leggi la rispostaLeggi la risposta
  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GINO, certo che mi ricordo!
    Dunque l'età è giusta per fare buone cose, hai già una volontà ferrea, o no?
    Dunque controlla sempre con uno specchio la tua mandibola e controlla che sia sempre rilassata, non è facile, lo so, ma ci si può riuscire, con buona volontà (ed uno specchio per controllare); la respirazione è molto importante, quindi tieni tutto sotto controllo con l'aiuto della tua brava insegnante.
    Quello che posso dirti è che il tuo è un problema diffuso ma che si supera con la concentrazione e la rilassatezza (prova a massaggiarti lo snodo della mandibola lasciandola cadere liberamente (immagina che debba cadere e appoggiarsi al collo come quando sbadigli)... rilassatezza, tutto qui.
    Ce la farai di certo! Buon lavoro e buone feste! Mae

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  • 22/12 - Caterina
    Salve caro maestro. Eccomi nuovamente qua a scriverti. E' da parecchio che non ci sentiamo. Dopo gli iniziali momenti di sconforto sono felice di poterle dire che va tutto BENISSIMO!!! Finalmente il meccanismo funziona autonomamente senza che io faccia assolutamente nulla per indurlo. I suoni sono quasi totalmente in maschera (persistono alcuni problemi per le note più acute del mio registro ma ci stiamo lavorando, la gola è assolutamente rilassata e finalmente riesco a capire esattamente cosa significa "cantare sul fiato". Volevo condividere queste sensazioni con lei e con tutti gli utenti del sito, anche per dare loro un motivo in più per non mollare anche quando ogni sforzo sembra vano e inutile. Le auguro un Natale pieno di serenità e di gioia. Cari saluti
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    BRAVA CATERINA!
    questo messaggio di gioia e di soddisfazione solleverà il morale di tutti i nostri amici.
    Ricordate tutti: volere è potere!
    Buon anno. Mae

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  • 24/12 - ILENIA
    Salve! Sono Ilenia di Luino (VA) e ho 31 anni. Mi propongo alla Vostra attenzione per porre un quesito "canterino". Da quasi un anno sto prendendo lezioni di canto, anzi no, la mia insegnante mi specifica che sono, per ora, lezioni di educazione vocale. Stiamo cercando insieme di eliminare i vecchi meccanismi radicati in me (fanno parte del mio carattere!) quindi di spinta per un canto rilassato, piacevole senza sforzi e spinte. La morfologia delle mie corde vocali e il mio timbro parlato ha fatto ipotizzare al foniatra che io possa essere mezzo-soprano o soprano drammatico in quanto non ho alle spalle un allenamento di canto. Volevo chiedere una cosa: ora, gli esercizi per eliminare la spinta etc.. fanno sembrare la mia voce un pò piatta, senza corpo... se invece io "provoco" la liricità della mia voce mi sembra di sentirla corposa, vigorosa ma sicuramente però non a posto. La voce "provocata" è solo finzione quindi? O non appena rieducherò tutto il sistema coinvolto la voce acquisterà la sua potenza e vigore? Grazie mille Ilenia
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ILENIA:
    messaggio interessante il tuo, grazie.
    Devo dire che esistono molte nuove forme di disciplina che sorgono ma che, guardando bene, ad un cantante non dicono niente di nuovo. Non conosco in toto il metodo che segui ma so che si basa su queste indicazioni:
    Libertà e leggerezza nel cantare,
    Grande resa vocale.
    Indipendenza dall'età,
    Limitazione dell'usura e dell'affaticamento degli organi vocali.
    Ci trovi qualcosa di nuovo?
    Io non ho studiato con questo metodo ma gli obiettivi erano gli stessi; non mi risulta neanche che i Grandi del passato avessero seguito metodi innovativi per ottenere i loro risultati... che dire? Probabilmente ci sono molte persone che seguono corsi di vocalità, quantomeno bislacchi se non hanno come obiettivi fondamentali quelli citati.
    Tuttavia questa è solo una opinione, magari tu puoi aiutarci a capire dov'è la magicità di questi nuovi corsi che dovrebbero portare esattamente dove siamo noi della Vecchia Scuola.
    Noi Vecchi, curiamo la voce, la allunghiamo, la moduliamo, la sviluppiamo usando bene il fiato, il diaframma, i risuonatori e tutto l'apparato che concorre alla produzione del suono; poi impariamo ad interpretare con lo studio dello spartito, del libretto, della scrittura musicale: non ci inventiamo nulla che non appartenga alla volontà del Maestro Compositore.
    E per la tua tranquillità, vedi che tutto quel che ti viene trasmesso sia tangibile, concreto, applicabile e verificabile, sii attenta e tieni, oltre alle orecchie, anche gli occhi aperti, valuta i risultati (non avresti qualche audio del vecchio metodo e uno del nuovo metodo?).
    Comunque sia, il tuo messaggio ci offre l'opportunità di aprire una finestra sulle nuove metodologie, chissà che qualche altro Amico voglia comunicarci personali esperienze.
    Grazie ancora e buon anno! Mae

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  • 01/01 - Francesco
    Buona sera esperto!!! Per adesso la chiamo cosi!!! Mi chiamo Francesco e sono uno studente di diciannove anni e sono innamorato dell'opera da quando avevo sei anni!! Studio privatamente canto lirico e tra pochi mesi faro l'audizione per entrare in conservatorio a lLcce!! Il mio maestro dice che possiedo una voce fuori dal comune, un dono che ho avuto da Dio senza fare nulla e che devo coltivare con cura per poter arrivare a far conoscere al mondo questa fantastica voce e sinceramente lo spero con tutto me stesso!! Come tutte le belle voci ne ho passati paracchi di problemi con un maestro che mi trattava da tenore quando ancora sono tra il baritono e il tenore con problemi tremendi, non solo ma mi faceva cantare troppo aperto. Mi ha dato una tecnica che spinge troppo con i muscoli pelvici che invece vanno dosati con attenzione, ma grazie a Dio è passato!!! Sono nuovo in questo sito però vorrei farle due domande: ho visitato le mie corde vocali e sono lunghe e spesse. Sto per caso andando verso il baritono? E poi vorrei chiederle di indicarmi un testo per tecnica vocale affidabile che includa anche una tecnica respiratoria poichè voglio conoscere attraverso la lettura non solo con la sperimentazione diretta!! La ringrazio e attendo con fiducia una risposta!!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO FRANCESCO: complimenti per aver scelto la strada dell'Arte Lirica, stupenda se pur costellata di problemi (e tu ne sai già qualcosa, purtroppo); l'importante è che tu abbia trovato una persona saggia che possa insegnarti ad usare al meglio la tua bella voce (a questo punto, pi piacerebbe sentire un file audio). Sei molto giovane per cui la voce potrebbe non essere ancora ben inquadrata, ma se le corde sono lunghe e spesse forse non sei tenore ma dico "forse" perchè bisognerebbe anche vedere i tuoi risuonatori (insisto che un buon maestro ha necessità di sentire una voce per poterla classificare... leggi... file audio); per quanto riguarda i testi di tecnica, ve ne sono molti in commercio e faccio fatica ad indirizzarti senza conoscere la tua impostazione vocale. Per la terza volta, esprimo il desiderio di ascoltare, quando potrai, la tua voce, e per ora non mi resta che augurarti Buon Anno! Mae

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  • 18/01
    Maestro ciao sono Giuseppe il tenore Beneventano come va?? Spero bene... io continuo a studiare sempre con lo stesso problema. L'emissione degli acuti a partire dal sol!!! Mi sto demoralizzando anche perchè sono arrivato al terzo anno e la colpa credo che non sia del tutto mia. Mi sembra eccessivo studiare all'inizio del terzo anno di canto "Pria che spunti in ciel l'aurora" di Cimarosa. Non riuscirò mai a liberarmi soprattutto verso la fine quando ci sono tutti Sol La e anche il Si bemolle... Aiuto!!! Non so piu cosa pensare...
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO PEPPINO:
    ci eravamo lasciati pieni di entusiasmo e adesso... Che accade, mio giovane amico?
    Quest'anno dovrà consegnarti il diplomino quindi non è il momento di scoraggiarsi.
    E' bene prendere in mano sin da ora l'aria dell'esame, così avrai tempo per maturarla, tuttavia suggerirei di studiarne anche un'altra, magari meno difficile, da poter presentare in caso di... fifa blu.
    Se il problema è quello di sempre, non ci sono dubbi che il fattore "passaggio" non è stato ancora risolto, dunque guarda bene nel tuo sistema tecnico e valuta da che parte sta l'errore.
    Se hai bisogno di aiuto, non hai che da registrare la tua aria (magari in coservatorio durante il ripasso con l'accompagnatore) e mandarmelo... vedremo di che si tratta.
    Animo, Peppino e rimbocchiamoci le maniche!
    Attendo. Mae

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  • 13/02 - sissi
    Salve, mi sono appena registrata al forum perchè avrei bisogno di qualche consiglio. Partendo dall'inizio: sono un'aspirante soprano lirico leggero di 26 anni e sono iscritta da 3 anni al conservatorio della mia città e quest'anno dovrei affrontare il diplomino di canto. Il mio problema è che non so che aria antica portare e nemmeno che aria con recitativo; la mia estensione vocale non la conosco ancora bene ma per ora va dal do centrale al mi bemolle sovracuto. Poi volevo sapere se con opportuni esercizi (e vorrei sapere quali) si può aumentare l'estensione, cioè a me piacerebbe poter arrivare fino ad un fa# ma quale è il limite superiore per la voce umana? La ringrazio tanto!
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO SILVIA: il tuo non è un problema grave, infatti la scelta delle arie da studiare dovrebbe spettare al tuo insegnante che "dovrebbe essere" tanto solerte e previdente da aver già scelto le cose adatte alla tua vocalità; tuttavia per le arie antiche vi sono testi che le contengono proprio ad uso dei conservatori (Parisotti e co.) mentre per l'aria d'opera, bisognerebbe conoscere la tua voce ma se non hai particolari problemi, Rossini, Bellini, Donizetti andranno più che bene. Mi pare che per la tua voce, l'estensione è sufficiente anche se, grazie ad esercizi di agilità, la voce può anche "allungarsi" (es. con una scala di nona oppure con arpeggi lunghi e veloci) infatti il corretto allenamento dà ottimi risultati in ampiezza e lunghezza. Per l'ultimo quesito, posso dirti che vi sono donne che possono emettere suoni acutissimi ma che non servono affato: meglio avere le note che possono servire e cioè quelle usate dai compositori, dei fenomeni che emettono "ultrasuoni" cosa potremmo fare? Un saluto affettuoso e in bocca al lupo per il tuo diplomino. Mae

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  • 21/02 - Beatrice
    Ciao Mae, è tanto che non ti scrivo, tutto bene? Ultimamente la voce ha fatto fortunatamente dei passi avanti ma una cosa ancora non mi è chiara: il giro della voce sul Fa# ancora non viene come dovrebbe. Quali sono i movimenti delle lingua e del palato che devo compiere sul passaggio? Tutti dicono la loro, ma all'atto pratico non mi sanno spiegare cosa devo fare materialmente...le labbra e la bocca come devo tenerle? Ti ringrazio tanto. Bea
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO BEA:
    sono felice del tuo messaggio (eravamo rimasti all'argomento "risonanze"); questo quesito è fra i più interessanti dato che il problema dovrebbe essere uno dei primi ad essere risolto. Vediamo. Tutti dicono la loro, ma il tuo insegnante come ti spiega la questione? È proprio in simili occasioni che l'insegnante DEVE fare da guida aiutando l'allievo a capire e a superare l'ostacolo. Che puoi dirmi in merito? Ci sono anche coloro che asseriscono che il "passaggio" non esiste (e lo hanno sostenuto anche grandi cantanti) ma la moderna foniatria ci insegna che non è così, che esiste e che va curato. Per quanto mi riguarda, è un argomento che tratto fin da subito, dacchè dalla risoluzione di questo problema, dipende lo sviluppo armonico della gamma vocale. Io insisto sempre sulla rilassatezza (lingua e bocca comprese) poichè quando il fiato funziona, non hai che da pensare all'aria che esce fluidamente; il pronunciare vocali più rotonde aiuta molto ma senza abbandonare la posizione in maschera. L'appoggio, poi, è importantissimo dacchè da questo momento si entra nella gamma dei suoni acuti che vanno sostenuti con tonicità ed in modo progressivo. Adesso che hai fatto dei progressi, perchè non sentiamo un nuovo file? Stai studiando gli autori consigliati? Raccontami di te e del tuo cammino e vedrai che riusciremo a progredire ancor di più. Un bacione.
    Mae.

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  • 23/02 - Sara
    Grazie per questa possibilità. Sono soprano lirico, ma tendente allo spinto, la mia domanda riguarda gli acuti: l'anno scorso cantavo gli acuti come se non fossero niente, perchè avevo lavorato molto sopra l'appoggio e sul petto nei gravi. Ma adesso che posso fare le note del mezzo e i gravi ben alte e cantate come si deve, l'acuto deviene un po' stretto, e non viene con quella facilità. Potrebbe aiutarmi con qualche consiglio per gli acuti nelle voci grandi? Grazie. Sara.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO SARA:
    per rispondere a questa domanda bisognerebbe poterti ascoltare, infatti le risposte potrebbero essere diverse a seconda del risultato "audio".
    Questa nuova condizione, secondo quanto scrivi, si è verificata dopo aver aggiustato la zona grave e centrale della voce quindi bisona vedere se lo squilibrio si è creato perchè si è ingrossata troppo la base della voce oppure se l'appoggio non è sufficiente a sostenere un suono proporzionato alla nuova emissione.
    Domanda importante: quanti anni hai e da quanto tempo studi? È naturale che una voce importante necessiti di maggior appoggio per poter sostenere gli acuti, quindi bisogna lavorare molto sul fiato e sull'appoggio; rimane comunque indubbio il fatto che una grande voce fatica di più a sostenere gli acuti rispetto ad una voce meno importante.
    Un parere più mirato potrei scriverlo solo dopo averti ascoltato perchè se ci fosse un errore di impostazione nella prima ottava, bisognerebbe intervenire su quello.
    Detto questo non mi rimane che invitarti ad inviare un file audio per avere indicazioni più precise.
    Un caro saluto.
    Mae

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  • 02/03 - PASQUALE
    Salve a tutti sono un tenore lirico ed ho un piccolo dubbio. Come si deve tenere la gola quando si sta per arrivare nelle zona più acuta? Perchè la mia insegnante mi dice di tenere la gola aperta che è sinonimo di costole larghe, sarà sicuramente giusto ma vorrei un consiglio da parte di un cantante maschio forse mi potrà capire meglio. Grazie a presto
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO PASQUALE:
    per accede alla gamma dei bei suoni acuti è indispensabile che la gola sia ben aperta e per sostenere il suono è quindi necessario un adeguato uso del fiato che possa proiettare il suono ben avanti (quindi ben timbrato) ma non credo ci siano differenze tra un insegnante maschio o femmina, di tecniche diverse si tratta e non certo di disuguaglianza fisica. È però più facile che un'insegnante donna prediliga l'insegnamento basato su movimenti della bocca o facciali piuttosto che quello basato sul diaframma. Se hai ulteriori perplessità, siamo qui per aiutarti. A presto.
    Mae

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  • 04/03 - PASQUALE
    Salve sono Pasquale, se le è possibile mi può dare gentilmente degli esercizi per l'allenamento giornaliero? La ringrazio a presto (posso darle del tu?)
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO PASQUALE:
    ogni volta che ti proponi di studiare, devi fare degli esercizi di riscaldamento e sono i più semplici ossia, partendo da Mi3, eseguire una quinta per gradi congiunti (Mi,Fa#,Sol#, La, Si,La,Sol#,Fa#, Mi)salendo ogni volta di mezzo tono. Arriva fino a La, Si, Do#, Re Mi, Re, Do#, Si, La e poi torna indietro. Poi scegli un altro vocalizzo che possa portarti a toccare il Sol4 e ritorno. Sarebbe bene poi un vocalizzo con le 5 vocali pronunciate sulla stessa nota magari partendo da Sol3 fino a Mi4 e ritorno (A,E,I,O,U semitono dopo semitono) quindi una lunga scala veloce (una nona)partendo da Mi3 e salendo per semitoni fino a toccare Sib4 e ritorno (non conosco la tua estensione, ma per l'ammissione mi pare che possa bastare)dopo questo esercizio che va a riscaldare con leggerezza tutta la gamma dei suoni, puoi affrontare un arpeggio lungo che ti alleni a sostenere la zona acuta della voce (partendo da Mi3, Mi,Sol#, Si, Mi4, Si, Sol#, Mi)e procedi per semitoni sempre fino a Sib e ritorno (scegli la vocale I preceduta da una M ossia MI per cominciare poi dal Mi4 in poi passa alla O). Per allenamento può bastare. Quello che mi raccomando è di cantare sul fiato, senza spingere e con la gola ben aperta e facendo attenzione a tenere il suono in maschera. Puoi farcela! (spiegare a voce, sarebbe più facile!) Un salutone.
    Mae

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  • 04/03 - BARBARA
    Ciao sono di nuovo Barbara, volevo farti presente i tipi di vocalizzi che con la mia insegnante eseguo (lei è un soprano leggero e infatti si sente la differenza di timbro tra me e lei!): sono le quintine, le terzine, gli arpeggi e le note tenute con tutte le vocali A E I O U in modo da imparare la chiareza e non scurire troppo le lettere. Fino al LA salgo bene (parto dalle note più basse per salire via via di mezzo tono) poi mi succede che nonostante appoggio con il diaframma alzo il palato molle, mi si chiude la gola: la voce non fa più ciò che voglio io!!! Da cosa dipende? La tecnica non è esatta? Al limite mi esce un suono fino-fino perchè non voglio sgolarmi. Come s'impara? Continuo gli esercizi e la voce si plasmerà? Aspetto con felicità una tua risposta. Barbara
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO BARBARA:
    dai sintomi che descrivi suppongo che da un certo punto in poi tu cada nella trappola "apnea" cioè l'aria non alimenta più il suono, se tu appoggi, alzi il palato ma la gola si chiude è proprio segno che manca la colonna d'aria che dovrebbe tener aperta la gola e sostenere il suono in maschera. Può essere? Bisogna continuare ad esercitarsi, ma l'insegnante deve controllare gli esercizi e capire dov'è l'inghippo. Attenzione che l'apnea è dovuta alla troppa tensione, canta con più morbidezza seguendo sempre l'idea del fiato che veicola la voce che deve uscire dalla gola e non rimanervi (involontariamente) intrappolata. Dunque attenzione da parte tua ma, soprattutto vigilanza da parte della tua insegnante! Un abbraccio,
    Mae

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  • 05/03
    Caro maestro: provengo da uan visita foniatrica e le corde vocali vanno bene, sono bianche e chiudono perfettamente solo che avevo tutta la zona cirocstante arrossata e mi hanno dato da fare dei controlli per risalire alla causa (tiroide,reflusso,allergie)ma mi hanno anche rassicurata che non fosse nulla di grave e ma mi hanno detto di non sforzare troppo. Ora ho un problema,io credo di posizionare la laringe e la mandibola nella maniera corretta,secondo le indicazioni del mio maestro di canto ed in effetti il suono esce libero ma seno sempre di spingere molto e questo mi preoccupa; lo faccio presente al maestro e lui dice che spingo di gola ma giuro che il diaframma lo spremo come un limone.Cosa devo fare??grazie.Aspetto con ansia la sua risposta.adriana.
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO ADRIANA:
    credo che, come in molti altri casi, si tratti di uno squilibrio di "forze"; dalla descrizione ritengo possibile che tu usi troppa forza sul diaframma tanto da bloccarlo e quindi l'aria non è sufficiente a tenere la gola ben aperta e si crea questa spinta di cui parla il tuo insegnante. Dunque devi controllare ciò che fai a livello respiratorio e ricordare che l'apnea non consente alla voce di fluire agevolmente come dovrebbe ed il suono si "appoggia" in gola (di qui forse lo sforzo che potrebbe riflettersi sul tuo apparato)Generalmente l'apnea non consente di cantare una lunga frase in modo morbido e più semplicemente impedisce di sostenere bene gli acuti. Riscontri questo problema nel tuo sistema? Se si, non hai che da rivedere la respirazione. Un caro abbraccio.
    Mae

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  • 09/03 - LUCA
    Ciao sono Luca le volevo chiedere se applicando una pressione interna nell'uso del diaframma sia normale provare un fortissimo irrigidimento e una forte tensione del diaframma, premetto che applicando una pressione verso l'esterno questo non mi succede e mi sento molto piu rilassato seppur lo studio della tecnica diaframmale sia molto faticosa. Grazie a presto
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO LUCA:
    forse non ho ben capito: per pressione interna intendi spingere in dentro il diaframma oppure creare una pressione interna che porta all'apnea? Oppure qualcos'altro ancora? Premetto che lo stato di apnea non permette all'aria di fluire ed alimentare la voce, quindi ai fini del canto, non serve (ne basta una frazione di secondo al termune dell'inspirazione cioè prima di emettere il suono). Il difficile sta nel coordinare le varie funzioni. Attendo ulteriori chiarimenti.
    Mae

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  • 11/03 - lorena
    salve Mae!!da quanto tempo come va??io sto frequentando il 4ºanno di canto e come ben sai con tutte queste materie non si trova il tempo per fare nulla.Volevo dirti ke la voce sta assumendo dei cambiamenti la sento piu scura a volte piu chiara..credo sia normale dato la mia giovane eta.Però a volte sento ke la mia voce è come se fosse spezzata in due nel senso ke, nella prima ottava assume un colore, appena salgo ne assume un altro..io credo ke faccio qualcosa che non dovrei fare. Tu ke ne pensi? un abbraccio Lorena
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO LORY:
    cosa posso pensare secondo te? Uno degli obiettivi a cui si deve mirare nello studio del canto è l'omogeneità dei registri, francamente, in 4 o più anni di studio, dovresti averla raggiunta mah! E' un pò che non ti sento, perchè non mi mandi qualcosa da ascoltare? Non vorrei che la tua fosse paranoia! Attendo il file per poter esprimere un parere. Un abbraccio e fatti sentire più spesso.
    Mae

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  • 12/03
    Gentile Mae, seguito tuoi preziosi suggerimenti la voce non mostra più segni di affaticamento. Ho notato che mi aiuta molto la nasalizzazione non solo sulla zona acuta ma anche nella prima ottava questo fa acquistare brillantezza alla voce (squillo tenorile) ma la rende un po' meno morbida (- corposa e + fastidiosa all'orecchio).Inoltre faccio più fatica nell'emissione del suono (+ pressione) ma dopo aver cantato non sento affaticamento nelle corde cosa che invece provavo in precedenza quando davo + affondo (+ sbadiglio già nella zona centrale + corpo alla voce + morbidezza). Penso sia la strada giusta ma vorrei un tuo consiglio. Sto sempre studiando la madama butterfly e quello che posso notare è che probabilmente devo potenziare le agilità (hai un buon esercizio da propormi?)ed il fiato, nel secondo caso la respirazione mi viene naturale ma ho paura che mi occorra qualche esercizio specifico. Grazie mille stammi bene A presto
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO MARIO:
    ho piacere che i consigli abbiano dato frutti; hai ragione in toto, la tua analisi è giusta, soprattutto perchè per una voce più sbadigliata e morbida, occorre molto più appoggio, se usi più maschera (più brillantezza) occorre sempore molto sostegno ma è come se la voce pesasse meno. Dunque per concludere, cantare sullo sbadiglio se non si ha una buona respirazione, può provocare dei danni all'imposto, certo è che con più maschera la voce risulta meno morbida ma ottieni lo squillo tenorile e non stanchi la gola (sempre se tutto l'iter è corretto). Dunque avanti così. Un esercizio di agilità che tutti gli studenti di canto conoscono è la "nona" ossia una scala veloce di 9 suoni (e ritorno) per es. Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do, Re, Do, Si, La, Sol, Fa, MI, Re, Do (puoi partire da Mi3-Fa4 ed arrivare fino a Si4-Do5 e tornare indietro. Naturalmente dovresti farli quando hai già riscaldato la voce e prima degli arpeggi con acuti tenuti. Servono per abituare le corde ai suoni agili, non pesanti e al lavorare nella totalità della gamma vocale allenando la voce ai suoni di passaggio (attenzione ad effettuarlo bene). Quando sarai a puntino, mandami un file con Addio fiorito asil. A presto.
    Mae.

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  • 18/03 - gabriele
    carissima Mae, come stai? Sono di nuovo io, ma questa volta, non ho registrazioni da inviarti, bensi' una domanda squisitamente tecnica: piu' vado avanti, tra le tue indicazioni e quelle della mia insegnante (e diciamolo, anche quelle di un mio carissimo amico basso gia' in carriera) e piu' sto migliorando la zona medio-grave, sia in volume che in pronuncia. Resta pero' un problema di fondo:la zona acuta. Non tanto il discorso volume, quanto quello pronuncia; provo a spiegarmi. Tutti, te compresa, mi avete detto di "cantare sulla parola", il mio collega basso in particolare, mi ha detto di non cercare il suono, ma concentrarmi unicamente sulla pronuncia. Sulla zona acuta, io cerco il piu' possibile di pronunciare chiaramente, ma sento la parola chiarissima,a volte sbracata e per nulla raccolta (da quanto mi dicono, dovrebbe essere la sensazione giusta), ma sono ancora unp pelo confuso... tu cosa ne pensi? Grazie ! gabriele
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO GABRIELE:
    ho molto piacere che tu possa sentire i primi miglioramenti: bene! Per quanto riguarda gli acuti (che in alcuni soggetti hanno bisogno di più tempo per svilupparsi nel migliore dei modi)diciamo che io non la vedo proprio come i tuoi amici e spiego. Per quel che mi riguarda la pronuncia chiara è un punto di arrivo e non di partenza, infatti si pronuncia bene solo quando si è acquisita una buona tecnica. Per accedere alla gamma dei suoni acuti, occorre affrontare correttamente il "passaggio" che deve essere necessariamente raccolto(non intubato), poi gli acuti sfogheranno in tutta la loro imponenza. Gli "acuti" non devono essere slabbrati, a mio avviso, forse all'inizio, quando si cerca ancora di liberare il suono lo si può accettare, ma è sicuro che vadano in seguito aggiustati. E' un lavoro muscolare oltre che di appoggio, dunque più il suono è aperto, più tende a "gravare". Il mio consiglio è di ascoltare i grandi cantanti che hanno brillantemente risolto il problema; sentirai il loro modo di emettere l'acuto e sentirai che non si sbianca o sfilaccia, ma risulta compatto, rotondo e timbrato. Torno a dire che, una volta ben risolto il passaggio, l'acuto diventa una conseguenza e, a poco a poco, esce da sè solo allenandosi e permettendo al meccanismo di risolvere la questione semitono per semitono. Ribadisco che ognuno ha il suo modo di insegnare e molto è dovuto alle personali esperienze; a volte chi insegna, non ricorda i propri primi passi e parte da presupposti ancora lontani per l'allievo(più adatti ad un perfezionamento che ad un imposto); magari dovresti farti spiegare il percorso che vorrebbero farti seguire indicandoti le tappe intermedie per raggiungere il risultato finale: forse sarebbe tutto più chiaro e sapresti a che punto sei. Comunque sia, bisogna studiare assiduamente e sotto controllo perchè, spesso, la ricerca degenera portando risultati non proprio positivi. Dunque calma, concentrazione, metodo, buona volontà e molto ascolto sapranno chiarirti tutti i dubbi. Un caro abbraccio.
    Mae

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  • 18/03
    Maèèèè ciao! Sono sempre io: Peppino! Aiutooo, non ce la faccio piu; piu passa il tempo e piu mi demoralizzo...come devo fare?? E' possibile che al terzo anno di canto ancora non sono in grado di liberare gli acuti?? Che tenore sono???!!! Davvero sto male; gia è una tragedia perchè studio con una donna e non capirà mai le difficoltà per gli uomini, anche se lei tecnicamente è eccellente. Sono disperato!!! Ci sono degli esercizi che posso fare per aiutarmi?? A giugno dovrei fare il diplomino, ma in queste condizioni non ci spero proprio!! Aiutoooo!!!grazie
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  • Risposta dell'esperto di musica e opera lirica
    CIAO PEPPINOOOO!
    quasi non ti riconoscevo, che ne è stato del sorriso del Sud? Dell'entusiasmo contagioso e propositivo? Che accade, mio giovane Amico? Questo è il periodo delle depressioni, lo so, ma tu che vieni citato ad esempio proprio non devi cedere! Vediamo, si tratta dei soliti problemi da "tenore", gli acuti! Siccome ci conosciamo da un pò, sai già che per accedere a quella gamma di suoni, occorre aver sistemato bene il passaggio (o anche avere un notevole fattore C che li regala di natura), tu a che punto sei? Non conosco il sistema di studio che affronti a scuola, quindi mi rimane difficile indirizzarti; perchè non fai come i tuoi colleghi dubbiosi e mi mandi un file audio che certamente mi farà capire l'origine del problema? Certo che esistono esercizi per allenarsi ad emettere gli acuti, ma se non conosco il tuo sistema tecnico, non posso consigliarti. Quali sono le arie che stai studiando per il diplomino? (soprattutto quella d'opera) Perchè non me le fai ascoltare? A volte si è vicini alla meta più di quanto si possa pensare. Animo fiore giallo nel nostro giardino, datti da fare e registra 'sto file. Io attendo con trepidazione per poterti aiutare. Un carissimo abbraccio.
    Mae

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ENRICO CARUSO

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